Decisioni concernenti l'alloggio e il ritorno dei profughi di guerra

Comunicati, DFGP, 23.06.1999

Mercoledí il Consiglio federale ha approvato il programma di ritorno e di reinserimento per i profughi di guerra del Kosovo e ha inoltre fissato le sue posizioni per quanto riguarda la Conferenza nazionale sull'asilo del 1° luglio 1999.

Situazione nel settore dell'asilo

Durante i primi cinque mesi di questo anno, 20'264 persone hanno chiesto asilo alla Svizzera. Tale cifra corrisponde a un aumento del 64,5 percento rispetto alle domande presentate nello stesso periodo dell'anno scorso. La tendenza va verso un ulteriore aumento del numero di domande. Se da gennaio ad aprile le nuove richieste d'asilo registrate erano rispettivamente di 4'175, 3'834, 3'863 e 3'405, in maggio esse erano di 5'030. In giugno il numero di domande sarà il piú alto registrato in questo Secondo dopo guerra. Fino a metà giugno sono state contate 4'624 persone per cui presumibilmente nel corso dell'intero mese saranno circa 9'000 le persone richiedenti.

Grazie alle disponibilità già pronte le possibilità d'alloggio nei centri di registrazione della Confederazione sono state aumentate da 1'000 a 4'500. Inoltre la procedura di registrazione è stata ulteriormente accelerata. Con queste misure e con l'aiuto di Cantoni, Comuni e privati è stato finora possibile garantire a tutti un tetto anche quando le entrate quotidiane superavano il migliaio. E si farà di tutto perché tale disponibilità sia possibile anche in futuro.

Prospettive

Nonostante l'entrata delle truppe della KFOR in Kosovo il trend di un elevato numero di richieste non cambierà nelle prossime settimane. Il migliaio di profughi che ogni giorno sbarca nel Sud Italia conferma questa previsione. La prospettiva a lungo termine dipende fortemente dalla progressione dell'opera di sminamento, dalla ricostruzione nonché dall'approvvigionamento del Kosovo in beni alimentari e di prima necessità. Se nei prossimi quattro mesi, prima dell'arrivo dell'inverno, non sarà stato possibile creare alloggi adatti al clima invernale per il milione e mezzo circa di profughi di guerra nella regione di crisi e se non sarà possibile garantire un'assistenza di base, ci sarà in autunno di nuovo un esordio in massa verso l'Europa occidentale. L'aiuto sul posto è quindi assolutamente prioritario.

Alloggio dei richiedenti l'asilo

Dopo consultazione coi rappresentanti delle conferenze dei direttori dipartimentali cantonali il Consiglio federale ha deciso di attenersi all'attuale ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni. Considerando i rischi sanitari e l'onere amministrativo delle autorità cantonali, non ci sarà una ripartizione diretta di richiedenti l'asilo nei Cantoni prima della registrazione e della visita sanitaria di frontiera nei centri di registrazione della Confederazione. Se i Cantoni sono oberati anche la Confederazione non può garantire una sistemazione di lunga durata dei richiedenti l'asilo. Il Consiglio federale raccomanda ai Cantoni competenti di far uso delle strutture d'emergenza esistenti, quali i rifugi della protezione civile, o addirittura di allestire e gestire piú vasti alloggi comunitari.

La Confederazione sostiene i Cantoni nel modo seguente:

Se la situazione dovesse diventare difficilmente sostenibile per i Cantoni, la Confederazione può essere loro d'aiuto aumentando le capacità di alloggiamento di sua competenza. Ciò significa che i richiedenti l'asilo saranno ospitati per un certo tempo nei centri di registrazione della Confederazione o in alloggiamenti della Confederazione ("sala d'aspetto").

La Confederazione viene incontro ai Cantoni anche mettendo a loro disposizione istallazioni e accampamenti militari poco sfruttati, purché non ne abbia lei stessa bisogno. Già adesso vige un'amministrazione flessibile dei locali disponibili presso la Confederazione e i Cantoni. Da parte sua la Confederazione attende da Cantoni e Comuni che le si mettano a disposizione, in caso di bisogno, i rifugi della protezione civile, prossimi ai centri di registrazione, per una prima accoglienza dei diseredati.

Queste "sale d'aspetto" devono anche servire ad accogliere una parte dei richiedenti l'asilo per evitare un affollamento dei centri di registrazione. Per le situazioni straordinarie la Confederazione sta pianificando l'allestimento di un alloggio comunitario piú grande. Quivi saranno raggruppati i richiedenti quando il numero dei profughi di guerra nuovamente entrato non potrà piú essere amministrato neanche con le strutture dei centri di registrazione esistenti. Nel contempo si continuerà a ricorrere al sistema in uso di reciproca informazione tra Confederazione e Cantoni sugli alloggi a disposizione in prossimità dei centri di registrazione. In caso di necessità tale sistema dovrebbe cosí contribuire, nello spazio di poche ore, a rendere agibili per opera della Confederazione ulteriori spazi di accoglienza oltre ai centri di registrazione.

Ritorno

Il ritorno dei profughi di guerra sarà pianificato d'intesa con le organizzazioni internazionali. L'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) prevede che dovranno dapprima far rientro nelle loro case i profughi residenti in Kosovo, poi quelli rifugiati negli Stati vicini e da ultimo quelli che han trovato rifugio in altri Stati d'accoglienza. Tenuto conto dell'onere particolarmente intenso che deve sopportare, la Svizzera preme tuttavia affinché si possa iniziare il piú presto possibile con il programma di ritorno.

Il Consiglio federale è dell'avviso che, in considerazione delle condizioni giuridiche di base poco chiare, della necessità dello sminamento e delle distruzioni operate in Kosovo, sarà problematico mettere a esecuzione, ancora quest'anno rientri forzati di profughi di guerra provenienti dal Kosovo. Con un'importante eccezione però: chi in Svizzera ha commesso un reato deve far ritorno in Kosovo non appena ciò sia tecnicamente possibile.

Per le altre persone provenienti da questa regione il programma di ritorno e di reinserimento, approvato dal Consiglio federale, prevede due fasi: la prima fase è il rientro volontario, che sarà promosso a partire dal 1° luglio. Coloro che nel corso di quest'anno decidono di rientrare avranno diritto a un aiuto individuale per il ritorno. Esso consta di una somma in contanti di 2'000 franchi e di un aiuto materiale sul posto, principalmente materiale edilizio.

In una seconda fase, dopo l'abolizione dell'ammissione collettiva provvisoria, i rimanenti profughi dovranno far ritorno in Kosovo sull'arco di circa tre anni. Chi partirà in modo debito potrà parimenti approfittare dell'aiuto individuale al ritorno. Tuttavia il valore sarà minore rispetto a quello della prima fase, allo scopo di incentivare un ritorno piú rapido possibile. Le prestazioni saranno stabilite in base alle esperienze della prima fase.

Parallelamente a queste due fasi di ritorno la Svizzera offre un aiuto strutturale. Piú precisamente essa intende operare nei settori della costruzione di appartamenti, edifici scolastici, sanità, acqua potabile e agricoltura.

Per evitare che profughi di guerra entrino in Svizzera da Stati vicini per approfittare dell'aiuto al ritorno, la partecipazione al detto programma sottostà alla condizione che l'entrata in Svizzera abbia avuto luogo prima del 1° luglio 1999. Il programma comprende circa 50'000 potenziali partecipanti e ammonta, inclusi i costi dell'aiuto strutturale, circa 5'000 franchi pro capite. A lungo termine questo importo sarà piú che compensato dalla soppressione delle prestazioni assistenziali.

Le scadenze della partenza durante la seconda fase dovranno essere scaglionate per non soverchiare le capacità del Kosovo di riaccogliere la sua gente. In base a quali criteri avverrà questo scaglionamento, sarà deciso dal Consiglio federale, forse in agosto o settembre, dopo aver consultato l'ACNUR, gli altri Stati di ammissione e i Cantoni. Nel contempo esso stabilirà a quali condizioni è ragionevole esigere il ritorno dei profughi e possibile l'abrogazione dell'ammissione collettiva provvisoria.

Ammissione di un contingente

Il 22 aprile 1999 il Dipartimento federale di giustizia e polizia, in base a un'autorizzazione unanime del Consiglio federale, ha deciso di ammettere in Svizzera un contingente di 2'500 profughi di guerra provenienti dai campi per rifugiati di Stankovac I e II, in Macedonia. Tra il 5 maggio e il 15 giugno sono state trasferite nel nostro Paese 1'687 persone.

Con la situazione recentemente creatasi nella zona di conflitto si pone la domanda circa l'opportunità del proseguimento dell'evacuazione. Il Consiglio federale ha preso nota dei risultati dell'incontro, il 18 e il 22 giugno 1999, tra l'ACNUR e gli Stati d'ammissione. D'intesa con l'ACNUR e gli altri Stati, il Consiglio federale ha deciso di sospendere i trasporti aerei del contingente nella loro forma attuale, ma di rispettare ugualmente il contingente. I restanti 813 posti a disposizione devono servire ad accogliere, su richiesta dell'ACNUR, persone con gravi problemi di salute o che sono considerati casi sociali gravi. Sarà presa in considerazione la stretta parentela con familiari residenti in Svizzera.

Conferenza sull'asilo del 1° luglio 1999

Il 1° luglio 1999 Confederazione e Cantoni s'incontreranno per discutere delle misure straordinarie necessarie all'esecuzione dei compiti nel settore dell'asilo. Un primo abboccamento c'è già stato il 16 giugno scorso con rappresentanti delle conferenze dei direttori dipartimentali cantonali.

All'ordine del giorno sono previsti soprattutto i seguenti temi:
  • Il citato programma di alloggiamento deve essere discusso coi Cantoni. Pure oggetto di discussione l'aumento dei posti per assistenti, finanziati dalla Confederazione, nei Cantoni, visto il forte incremento del numero di richiedenti l'asilo. - Divieto di lavoro / Programma occupazionale: il Consiglio federale prende in considerazione l'opportunità di un divieto di lavoro per richiedenti l'asilo recentemente arrivati. Con i Cantoni si dovranno discutere i vantaggi e gli svantaggi di un divieto e di una sua delimitazione nel tempo. Per parare a eventuali svantaggi di un divieto di lavoro il Consiglio federale prende in considerazione un programma occupazionale.
  • Si dovrà inoltre esaminare coi Cantoni se la pratica del visto dev'essere limitata o mantenuta.
  • In collaborazione con la Conferenza dei direttori cantonali dell'istruzione si dovranno esaminare soluzioni a favore di giovani kosovari in età scolastica.
  • Per quanto riguarda i risparmi nel campo sanitario i Cantoni devono essere sollecitati a far ricorso alle possibilità esistenti, quali la limitazione dell'accesso ai prestatori di servizi.
Mercoledí il Consiglio federale ha fissato la sua posizione nel senso di un mandato di negoziazione per tutti questi problemi. Esso ha designato una delegazione che rappresenterà il Consiglio federale il 1° luglio 1999: la presidente della Confederazione Ruth Dreifuss, la consigliera federale Ruth Metzler-Arnold e il consigliere federale Joseph Deiss.

Sui risultati della Conferenza in materia d'asilo del 1° luglio prossimo sarà data informazione al termine della stessa.

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