Conferenza sull'asilo: colloqui tra Confederazione e Cantoni sui punti nodali della politica d'asilo sul Kosovo

Comunicati, DFGP, 01.07.1999

Sotto la direzione della presidente della Confederazione, Ruth Dreifuss, si è tenuta giovedì a Berna la Conferenza nazionale sull'asilo. In rappresentanza della Confederazione erano presenti i consiglieri federali Ruth Metzler-Arnold e Joseph Deiss, i direttori dell'Ufficio federale dei rifugiati Jean-Daniel Gerber e dell'Ufficio federale degli stranieri Peter Huber, nonché l'incaricato speciale Migrazione Kosovo, Urs Hadorn. I Cantoni, da parte loro, hanno inviato uno o due rappresentanti. Al centro dei colloqui vi erano le misure da adottare per arginare il grande numero di richiedenti l'asilo, segnatamente di profughi della guerra provenienti dalla provincia del Kosovo.

Punto di partenza dell'incontro sono stati i decreti del Consiglio federale del 23 giugno scorso. I rappresentanti cantonali hanno condiviso la posizione del Consiglio federale secondo cui occorre continuare a dare assoluta priorità all'aiuto in loco. Alla base di tale posizione sta la convinzione che entro i prossimi quattro mesi (prima dell'arrivo dell'inverno) occorre approntare per gli 1,5 milioni di profughi circa che si trovano nella regione di crisi, alloggi sicuri per l'inverno. In caso contrario in autunno si dovrà contare con ulteriori flussi migratori verso l'Europa occidentale.

Eco positiva in merito ai piani di rimpatrio del Consiglio federale

Eco positiva hanno suscitato anche i piani di rimpatrio che il Consiglio federale intende concordare con organizzazioni internazionali (soprattutto ACNUR). Considerata la vastità dei campi minati e delle distruzioni si prescinde da un rimpatrio coatto dei profughi - ad eccezione delle persone condannate - nell'arco di quest'anno.

Il programma di rimpatrio stabilito dal Consiglio federale prevede due tappe: in primo luogo s'intende promuovere il ritorno volontario. Le persone che nel corso di quest'anno decidono di rimpatriare ricevono un aiuto al rimpatrio a titolo individuale di 2000 franchi in contanti nonché prestazioni in natura, soprattutto materiale di costruzione. Allo scopo di evitare che l'aiuto svizzero vada a profughi che entrano nella zona di crisi dai Paesi limitrofi, la partecipazione al programma è limitato alle persone che sono arrivate in Svizzera prima del 1°luglio 1999.

La seconda fase prevede, dopo l'abrogazione dell'ammissione provvisoria collettiva, il ritorno nel Kosovo dei restanti profughi; anche in questo caso è previsto un aiuto individuale per il ritorno volontario. Parallelamente a tale programma, la Svizzera s'impegnerà per la costruzione di abitazioni e scuole nonché nei settori della sanità, dell'approvvigionamento d'acqua potabile e dell'agricoltura.

Sono inoltre stati discussi altri decreti, presi il 23 giugno scorso dal Consiglio federale su riserva dei risultati della Conferenza sull'asilo:

Divieto di lavorare e prassi in materia di visti

I Cantoni erano di parere diviso in merito a un divieto di lavorare, limitato nel tempo, per richiedenti l'asilo e persone bisognose di protezione nonché a una modifica della prassi in materia di visti. Per tale motivo il Consiglio federale deciderà nei prossimi giorni, nell'ambito di una seduta straordinaria, sull'ulteriore modo di procedere.

Sanità e istruzione

Allo scopo di ridurre i costi nel settore della sanità, i Cantoni sono sollecitati a limitare l'accesso ai fornitori di prestazioni (ad es. medici) In tal senso va anche l'ordinanza 2 sull'asilo, totalmente riveduta, che prescrive ai Cantoni, in modo vincolante, di limitare la libera scelta dei fornitori delle prestazioni. Il Dipartimento federale dell'interno esamina, inoltre, la possibilità di escludere dalla compensazione dei rischi in materia di diritto di assicurazione malattia, le persone provenienti dal Kosovo che sottostanno al diritto sull'asilo.

Quanto alle misure nel settore dell'istruzione, si conferma fondamentalmente, secondo il Consiglio federale, la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni. Il Dipartimento federale dell'interno continuerà a lavorare insieme alle direzioni cantonali dell'istruzione per trovare soluzioni che tengano conto della particolare situazione.

Collocamento

La ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni nell'ambito del collocamento e del sostegno è stata mantenuta. La Confederazione offre ai Cantoni una cooperazione più ampia sull'impiego flessibile degli alloggi in vista di coprire il fabbisogno. In collaborazione con il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e le istituzioni di soccorso, la Confederazione è in grado di assistere, ogni mese, 6'000 a 8'000 nuovi richiedenti l'asilo. I Cantoni confermano la chiave di ripartizione. Essi elaborano una proposta in merito al computo alla chiave di ripartizione degli alloggi d'emergenza. Il Consiglio federale è disposto ad attuarla. Dato il crescente numero di domande, il Consiglio federale ha assicurato ai Cantoni per il terzo trimestre 1999 450 posti di soccorso supplementari.

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