Ufficio federale di polizia

Cooperazione transfrontaliera in materia di polizia: firmati gli accordi con Germania, Austria e Principato del Liechtenstein

Comunicati, fedpol, 27.04.1999

Il consigliere federale Arnold Koller ha ricevuto martedì a Berna per un colloquio il Ministro degli Interni tedesco Otto Schily, il Ministro degli Interni austriaco Karl Schlögl e il sostituto del Capo del Governo del Principato del Liechtenstein Michael Ritter. I Ministri hanno indi firmato due accordi sulla cooperazione bilaterale in materia di polizia. Le Camere federali avevano già approvato a larga maggioranza, il 22 aprile scorso, un accordo in tal senso con la Francia e l’Italia. Il Consiglio federale ha dunque raggiunto un importante traguardo di politica di sicurezza, ovvero la conclusione di accordi sulla cooperazione transfontaliera in materia di polizia e giudiziaria con tutti gli Stati limitrofi.

Dato il progressivo avvicinamento, negli ultimi anni, degli Stati membri dell’Unione europea (UE) per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria e nei settori della sicurezza interna e dell’asilo, questi accordi erano divenuti una necessità. Il potenziamento della cooperazione tra i Paesi dell’UE minacciava infatti di isolare la Svizzera per quanto concerne la cooperazione con gli Stati limitrofi in materia di polizia e di diritto doganale. Il Consiglio federale ha dunque deciso, nel 1995, di estendere la cooperazione e di garantirne le basi legali mediante la conclusione di accordi bilaterali. Nel 1997 è stata conclusa la dichiarazione d’intenti con la Germania e l’Austria e, nel 1998, è stata la volta degli accordi con la Francia e l’Italia.

Accordi analoghi con la Francia e l’Italia

Gli accordi firmati martedì con la Germania, l’Austria e il Liechtenstein sono più completi di quelli firmati con la Francia e l’Italia. Essi disciplinano segnatamente la cooperazione diretta tra le autorità competenti, l’aiuto reciproco in caso di eventi di spicco per quanto riguarda la politica di sicurezza, come pure in caso di catastrofi o di incidenti gravi, lo scambio d’informazioni automatizzato, la consegna diretta di atti giudiziari o emanati dalle autorità nonché le consegne sorvegliate, gli inseguimenti e le osservazioni. L’accordo con la Germania disciplina inoltre le indagini mascherate e la cooperazione nell’ambito della circolazione stradale. Grazie agli accordi, la Svizzera può dunque – in sostituzione almeno parziale dei vantaggi di Schengen - cooperare strettamente con gli Stati limitrofi nel settore della sicurezza interna; e ciò su basi legali ineccepibili. Alle trattative hanno preso parte anche i Cantoni, i quali approvano esplicitamente gli accordi.

I Ministri hanno colto l’occasione offerta dal colloquio per effettuare uno scambio d’opinioni circa la realizzazione pratica della cooperazione in materia di polizia tra i quattro Paesi nonché le prospettive d’avvenire di una cooperazione tra la Svizzera e l’UE. Sono inoltre stati sollevati problemi legati all’asilo nel contesto del conflitto nel Kosovo.

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