Imminente la chiusura dei casinò di Herisau e di Mendrisio
Il Consiglio federale non tollera di essere posto davanti al fatto compiuto
Comunicati, DFGP, 31.03.2000
Berna. Domani, sabato 1° aprile 2000, i casinò di Herisau e di Mendrisio dovranno chiudere i battenti. Un trattamento speciale dei due casinò con soli apparecchi automatici da gioco significherebbe disprezzare il principio dell'uguaglianza di trattamento e contraddire la volontà del legislatore.
Il Consiglio federale aveva preso questa decisione già il 13 dicembre 1999, annunciando in tal modo di non voler tollerare di essere posto di fronte al fatto compiuto. Il 19 gennaio e il 29 marzo 2000 respinse le domande di riesame presentate rispettivamente dal Governo del Canton Ticino e dal Governo del Canton Appenzello esterno. Confermò la sua precedente decisione visto che entrambe le domande di riesame non presentavano argomenti nuovi.
Il Consiglio federale deplora le conseguenze della chiusura dei due casinò. È tuttavia convinto che l'assegnazione di nuove concessioni secondo la nuova legge sulle case da gioco (LCG) saprà più che compensare l'attuale perdita di posti di lavoro.
Casinò aperti nonostante gli ammonimenti
Con la nuova LCG, che entra in vigore domani 1° aprile 2000, ottengono una concessione provvisoria i kursaal che dispongono di un'autorizzazione cantonale ordinaria per il gioco della boule approvata dal Consiglio federale. Al fine di porre rimedio al boom incontrollato nel settore degli apparecchi automatici da gioco, dal 24 aprile 1996, il Consiglio federale ha negato l'approvazione delle autorizzazioni cantonali. Da tale moratoria furono colpite in totale dodici domande, fra le quali quelle di Herisau e di Mendrisio. Nonostante gli ammonimenti della Confederazione, questi due casinò - fondandosi su autorizzazioni cantonali - avviarono l'esercizio come casinò per soli apparecchi automatici da gioco (senza il gioco della boule) nel luglio, rispettivamente nel novembre 1997, eludendo in tal modo la moratoria del Consiglio federale.
Come aveva tempestivamente annunciato, il Consiglio federale, con l'ordinanza del 22 aprile 1998 sugli apparecchi automatici da gioco, riclassificò alcuni tipi di apparecchi automatici per i giochi di destrezza in apparecchi automatici per i giochi d'azzardo vietati. Questo provvedimento - di cui il Tribunale federale ha nel frattempo confermato la legalità in varie decisioni - si rese necessario perché, con l'andare del tempo, in questi tipi di apparecchi l'aspetto azzardo del gioco aveva completamente soppiantato l'aspetto destrezza. Il divieto di mettere in esercizio tali apparecchi entrò in vigore lo stesso 22 aprile 1998. In tal modo il Consiglio federale evitò che numerosi altri progetti di casinò con soli apparecchi automatici da gioco potessero essere attuati.
Impossibile abrogare la moratoria
Poiché non dispongono dell'autorizzazione cantonale per il gioco della boule approvata dalla Confederazione, i casinò di Herisau e di Mendrisio non adempiono la condizione per ottenere una concessione provvisoria. Per evitare la loro chiusura il 1° aprile 2000, il Consiglio federale avrebbe dovuto abrogare la moratoria prima dell'entrata in vigore della nuova LCG e approvare l'autorizzazione cantonale per il gioco della boule. Avrebbero in tal modo, come casinò regolarmente approvati dal Consiglio federale, fruire della concessione transitoria. L'abrogazione della moratoria non fu però possibile per due ragioni:
- la volontà del legislatore: nell'autunno del 1998, il Parlamento introdusse nella nuova LCG le disposizioni transitorie, perfettamente cosciente delle conseguenze che avrebbero avuto per i casinò di Herisau e di Mendrisio. Il Parlamento voleva così impedire che i casinò che erano stati aperti nonostante la moratoria potessero beneficiare di una concessione provvisoria, mentre gli altri richiedenti che hanno rispettato la moratoria sarebbero rimasti a mani vuote. Il Consiglio federale, nei dibattiti in Parlamento, sostenne tale linea di condotta e anzi la comunicò a più riprese ai Cantoni interessati;
- il principio dell'uguaglianza di trattamento: l'abrogazione della moratoria avrebbe portato a un'arbitraria disparità di trattamento: - i casinò di Herisau e di Mendrisio avrebbero potuto continuare a gestire i loro apparecchi automatici da gioco - contrariamente agli altri dieci richiedenti interessati dalla moratoria. A causa dell'ordinanza sugli apparecchi automatici da gioco questi ultimi avrebbero potuto offrire soltanto il gioco della boule meno attrattivo, leggi meno redditizio; - soltanto i richiedenti, che nonostante la moratoria presentarono una domanda d'approvazione per il gioco della boule, avrebbero potuto profittare dell'abrogazione della moratoria e ottenere una concessione provvisoria. Si sarebbero per contro ritrovati dalla parte dei perdenti i richiedenti ligi alla legge che, a causa della moratoria, rinunciarono a presentare al Consiglio federale una domanda d'approvazione.
Rifiuto immediato - Sempre nuovi punti da chiarire
Nelle decisioni relative alle due domande di riesame, il Consiglio federale ha chiaramente spiegato che non vi è stata alcuna disparità di trattamento rispetto alle altre domande. I progetti di Bienne e di Sciaffusa, citati nelle due domande di riesame a titolo di confronto, dopo un nullaosta preliminare della Confederazione, furono gli ultimi, prima della moratoria, a ottenere l'approvazione del Consiglio federale dell'autorizzazione cantonale del gioco della boule. Rispetto a tali progetti la domanda del 26 febbraio 1996 del Canton Appenzello esterno non verteva né su un progetto concreto né su un'ubicazione definita nel Cantone e, per questi motivi, dovette essere respinta immediatamente. Per quanto riguarda la domanda del Governo ticinese, come il Consiglio federale ha ribadito nella lettera del 20 marzo 2000 indirizzata alla Commissione di gestione del Consiglio nazionale, prima dell'entrata in vigore della moratoria, la domanda non era stata compiutamente esaminata e pertanto la decisione in merito appariva prematura. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha avuto nei confronti del progetto, in ogni fase della procedura di approvazione, punti da chiarire e li ha sempre sottoposti ai promotori.
Infine, ed è notizia recentissima, il Tribunale federale ha avallato la tesi da sempre sostenuta dal DFGP, e segnatamente anche nei riguardi dei progetti di Herisau e di Mendrisio, che non vi è pretesa giuridica all'approvazione di un'autorizzazione cantonale del gioco della boule. Su questa tesi si fondò anche la moratoria decisa dal Consiglio federale nel 1996.
