Stretta collaborazione fra la Svizzera e l'Italia nella lotta contro la criminalità
L'Accordo relativo alla cooperazione tra le autorità di polizia e doganali entra in vigore il 1° maggio 2000
Comunicati, DFGP, 28.04.2000
In futuro vi sarà una stretta collaborazione fra la Svizzera e l'Italia nella lotta contro la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale. Il 1° maggio 2000 entra in vigore l'Accordo relativo alla cooperazione tra le autorità di polizia e doganali. L'Accordo prevede infatti la cooperazione diretta fra gli uffici di collegamento nelle zone di frontiera.
Gli uffici di collegamento nelle zone di frontiera coordinano la loro azione e procedono al reciproco scambio di tutte le informazioni considerate utili in materia di polizia e di dogana. Analizzano la situazione della sicurezza ed elaborano strategie comuni. Conformemente all'accordo bilaterale sulla riammissione - che entra parimenti in vigore il 1° maggio 2000 - tali uffici si occupano anche della preparazione e dello svolgimento del transito di persone in situazione irregolare.
Le autorità centrali svizzere e italiane possono decidere il distacco, per una durata determinata o indeterminata, di funzionari presso gli uffici di collegamento dell'altra parte contraente. Gli agenti distaccati hanno compiti consultivi e di assistenza, ma non sono competenti per l'esecuzione autonoma di misure di polizia (per esempio arresti).
La Svizzera ha concluso accordi bilaterali simili con tutti gli Stati confinanti. Nel prossimo autunno è prevista dapprima l'entrata in vigore dell'Accordo con la Francia. Faranno seguito gli accordi con la Germania e l'Austria. Mediante tali Accordi la Svizzera - quale Paese non membro dell'UE e di Schengen - intende evitare di diventare una piattaforma per la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale.
Berna, 28 aprile 2000
Le autorità centrali svizzere e italiane possono decidere il distacco, per una durata determinata o indeterminata, di funzionari presso gli uffici di collegamento dell'altra parte contraente. Gli agenti distaccati hanno compiti consultivi e di assistenza, ma non sono competenti per l'esecuzione autonoma di misure di polizia (per esempio arresti).
E' prevista l'istituzione di centri comuni
Al fine di estendere la cooperazione l'Accordo prevede la possibilità di istituire centri comuni di cooperazione di polizia e doganale. Attualmente sono in corso le trattative in merito all'accordo aggiuntivo che stabilisce le basi legali dei centri comuni nonché la loro ubicazione.La Svizzera ha concluso accordi bilaterali simili con tutti gli Stati confinanti. Nel prossimo autunno è prevista dapprima l'entrata in vigore dell'Accordo con la Francia. Faranno seguito gli accordi con la Germania e l'Austria. Mediante tali Accordi la Svizzera - quale Paese non membro dell'UE e di Schengen - intende evitare di diventare una piattaforma per la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale.
Berna, 28 aprile 2000
