Schengen compatibile con la tradizione svizzera in materia di armi

Il Consiglio federale risponde a due interventi parlamentari

Comunicati, DFGP, 21.09.2001

Un'adesione della Svizzera a "Schengen" non comporterebbe problemi insormontabili per la legislazione svizzera sulle armi. È possibile realizzare i presupposti di Schengen tutelando la tradizione svizzera in materia di armi. Il Consiglio federale sostiene tale opinione nella sua risposta a un'interpellanza del consigliere nazionale Ulrich Fischer (AG) e a un'interrogazione ordinaria del consigliere nazionale Hans Ulrich Widrig (SG).

Come il Consiglio federale ha rilevato nella sua risposta, una direttiva con disciplinamenti concernenti armi da fuoco e munizioni fa parte di "Schengen". La direttiva - come il diritto svizzero - mira a impedire il più possibile l'abuso delle armi da fuoco nell'interesse della sicurezza interna e della protezione dei cittadini.

Il Consiglio federale sostiene questi intenti. È convinto che i presupposti di Schengen potranno essere attuati con il necessario riguardo per la tradizione svizzera in materia di armi. Infatti le disposizioni della direttiva toccheranno soltanto in modo limitato la legislazione nazionale in materia di armi.

Singoli settori come l'esercito o la polizia non sono disciplinati dalla direttiva. Pertanto, il divieto di acquisto e detenzione di armi da fuoco per il tiro a raffica non è applicabile a questi gruppi. I militari potrebbero dunque continuare a tenere in casa la loro arma. Il divieto non è applicabile nemmeno ai giovani tiratori assegnati dal Consiglio federale al settore della difesa. Secondo il Consiglio federale, anche la consegna del fucile d'assalto a persone prosciolte dall'obbligo militare continua a essere possibile, dato che tale arma non può più essere messa a punto come arma per il tiro a raffica e dunque non figura nella categoria delle "armi atte alla guerra" vietate ai privati. La carabina in quanto fucile non automatico non fa comunque parte di tale categoria.

Il Consiglio federale è disposto a attuare il disciplinamento Schengen in modo da non causare alcun dispendio amministrativo inutile. Pertanto, anche nell'ambito dell'obbligo di notificazione per la detenzione privata di armi, ricerca una soluzione compatibile alla tradizione svizzera in materia di armi. Inoltre, grazie alla licenza europea sul porto d'armi, "Schengen" semplificherebbe il trasporto internazionale di armi nell'ambito di manifestazioni di caccia o sportive.

Il Consiglio federale si adopererà affinché il tiro sportivo e la caccia possano continuare a essere praticati nell'attuale ambito. Collezionisti di armi nonché istituzioni culturali e storiche riconosciute non sottostanno alla direttiva. Tali ambiti restano di totale competenza della legislazione svizzera.

Berna, 21 settembre 2001

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