Confermato il principio dell’esaurimento nazionale in materia di brevetti
Comunicati, DFGP, 21.12.2007
Berna. Soltanto chi innova beneficia di vantaggi competitivi. I brevetti conferiscono alle innovazioni tecniche una protezione equivalente alla proprietà. La protezione brevettuale garantisce all’inventore la possibilità esclusiva di sfruttare economicamente la sua invenzione. All’inventore è inoltre conferito il diritto di opporsi all’importazione di un prodotto brevettato che egli ha venduto all’estero (principio dell’esaurimento nazionale). Nel messaggio licenziato oggi relativo alla modifica della legge sui brevetti, il Consiglio federale si attiene a questo principio. Un cambiamento di sistema rappresenterebbe un’ingerenza dello Stato nella proprietà, intromissione che non apporterebbe vantaggi economici significativi.
L’innovazione presuppone che le persone innovative abbiano la possibilità di esercitare un diritto di proprietà sui frutti del loro lavoro. I terzi non devono quindi poter sfruttare le innovazioni se non hanno contribuito ai costi di produzione. La protezione brevettuale è in tal senso uno strumento fondamentale. Le norme in materia brevettuale conferiscono al titolare di un brevetto una serie di diritti di esclusiva, grazie ai quali il titolare può vietare a terzi di sfruttare economicamente la sua invenzione. La protezione brevettuale è quindi indispensabile ai fini della promozione delle attività innovative ed è estremamente importante per la Svizzera in quanto polo di ricerca e di sviluppo.
Il principio dell’esaurimento nazionale è un elemento essenziale della protezione brevettuale. Tale principio impedisce che una persona innovativa che ha venduto all’estero i propri prodotti brevettati debba affrontare in Svizzera la concorrenza di tali prodotti e sia quindi costretta a condividere con il mercato il vantaggio commerciale acquisito. Il mercato assorbirebbe almeno in parte il vantaggio derivante dal carattere innovativo, senza aver investito nella ricerca e nello sviluppo. L’esclusiva economica che un diritto di proprietà conferisce all’inventore è tesa a impedire che egli venga privato di una parte dei frutti derivanti dal vantaggio commerciale acquisito.
Il principio dell’esaurimento nazionale è tuttavia politicamente controverso. Per questo motivo il Parlamento ha chiesto al Consiglio federale di elaborare entro la fine del 2007 un disegno di legge relativo all’esaurimento in materia brevettuale.
Negli ultimi sette anni il Consiglio federale si è occupato più volte delle alternative al principio dell’esaurimento nazionale, presentando tra l’altro tre rapporti in cui vengono illustrati i risultati di vaste inchieste sulle conseguenze di un cambiamento di sistema in tale ambito. Il Consiglio federale è sempre giunto alla conclusione che un cambiamento di sistema sarebbe svantaggioso per la Svizzera. Con il messaggio licenziato oggi, l’Esecutivo ha ribadito la sua preferenza per il vigente principio dell’esaurimento nazionale in materia di brevetti.
Il Consiglio federale ritiene che la tutela limitata nel tempo della proprietà di nuove conquiste tecniche rappresenti un presupposto importante per difendere la piazza economica svizzera. Il principio dell’esaurimento nazionale costituisce un elemento indispensabile di tale tutela. Contrariamente a un’opinione diffusa, questo principio non è fra le cause principali degli alti prezzi in Svizzera. Le differenze di prezzo rispetto all’estero sono dovute prevalentemente a fattori quali gli ostacoli tecnici al commercio. Il Consiglio federale intende affrontare la situazione dei prezzi in Svizzera soprattutto attraverso una revisione della legge sugli ostacoli tecnici al commercio.
Cambiando il sistema in materia di esaurimento, lo Stato introdurrebbe sì maggior concorrenza a livello di vendita (concorrenza tra marche), tuttavia al costo di un’ingerenza nei diritti di proprietà. Il Consiglio federale è contrario a una simile ingerenza statale nella proprietà, poiché ritiene che non esplicherebbe alcun effetto economico positivo. Sarebbe addirittura dannosa, poiché dal profilo economico produrrebbe incentivi sbagliati.
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