Ufficio federale di polizia

Supplemento al quadro annuale delle minacce: uno sguardo dietro le quinte di fedpol

Comunicati, fedpol, 04.07.2008

Il nuovo rapporto, REBERI, mette in evidenza le attività svolte nel 2007 da fedpol nel quadro dei propri compiti di polizia giudiziaria, dei servizi d’informazione, di polizia di sicurezza, dei compiti amministrativi e ausiliari di polizia. Il rapporto mette in luce le sfide che fedpol ha dovuto affrontare, nell’adempimento dei propri compiti, nel corso dell’ultimo anno. Attraverso le cifre riportate nel rapporto s’intende illustrare il modo in cui fedpol ha utilizzato le risorse a disposizione (233 milioni di franchi, 988 collaboratori, 47 diversi sistemi d’informazione ecc.).

Il REBERI è suddiviso in tre parti: le schede informative sulle mansioni delle diverse divisioni di fedpol, il rapporto vero e proprio e un CD-ROM con i dati statistici.

Mettendo a fuoco i compiti di polizia giudiziaria, il REBERI spiega tra l’altro come solo alcuni casi possano impegnare per mesi quasi un’intera divisione, oppure le sfide nell’attività investigativa alla luce dal flusso crescente dei dati informatici. Per quanto riguarda i compiti dei servizi d’informazione, il rapporto menziona 2 500 casi trattati nel 2007 nel settore della lotta al terrorismo internazionale nonché 7 000 comunicazioni in totale, inviate dai servizi partner sempre nello stesso anno (incremento del 30 per cento dal 2004).

In base al REBERI nel 2007 fedpol ha provveduto ad esempio alla sicurezza di 522 persone, protette in virtù del diritto internazionale pubblico, svolgendo i propri compiti di polizia di sicurezza durante 53 conferenze. Sono state trattate in tutto 171 minacce, il 56 per cento in più rispetto al 2006. Adempiendo ai propri compiti amministrativi di polizia nel 2007, fedpol ha disposto 165 divieti d’entrata per salvaguardare la sicurezza interna ed esterna della Svizzera, come riportato nel REBERI. Nello stesso periodo fedpol ha rilasciato 410 000 passaporti, rispondendo al proposito a 1 581 richieste d’informazioni per posta elettronica nonché a 30-40 richieste telefoniche al giorno.

La centrale operativa di fedpol, nel quadro dell’adempimento dei compiti ausiliari di polizia, ha registrato per la prima volta nel 2007 più di 100 000 comunicazioni in entrata per conto di tutti i servizi nazionali di polizia e delle organizzazioni partner internazionali. Parallelamente sono state elaborate nella banca dati sulle impronte digitali e sul DNA circa 125 000 domande d’identificazione, con cui si è contribuito di volta in volta a scagionare o ad accusare le persone coinvolte.

Quadro della minaccia
La minaccia del terrorismo di matrice islamica, indicata anche nel Rapporto BISS 2007, continua a incombere sull’Europa occidentale. Per quanto la Svizzera si trovi in questa zona di pericolo, non si sono riscontrati indizi concreti della preparazione di simili attentati. Nel 2007 tutti gli attentati pianificati in Europa sono stati sventati oppure scoperti tempestivamente, ovvero nella loro fase di progettazione o di preparazione. Inoltre continua a incombere la minaccia del cosiddetto «terrorismo endogeno» di matrice jihadista. Quest’ultimo comprende anche la propaganda di atti violenti nonché le azioni di sostegno logistico e finanziario.

Che queste attività si compiono in Svizzera è confermato dalle condanne pronunciate dal Tribunale penale federale nel giugno 2007 nei confronti di un islamista tunisino e della sua compagna, una cittadina belga di origine marocchina. Entrambi sono stati condannati a pene detentive, in parte sospese con la condizionale, per aver fornito, fra l’altro, sostegno a un’organizzazione criminale e terroristica. Le sentenze sono state confermate dal Tribunale federale nel maggio 2008.

Le minacce alla sicurezza interna della Svizzera non derivano tuttavia, secondo quanto riporta il BISS, soltanto dal terrorismo islamico. Restano infatti attuali le problematiche legate all’estremismo violento di matrice politica, alla criminalità organizzata, allo spionaggio e alla proliferazione.

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