Ufficio federale di polizia

Rapporto annuale 2009 dell’Ufficio federale di polizia

Cooperazione internazionale di polizia per combattere la criminalità sempre più globalizzata

Comunicati, fedpol, 25.06.2010

Berna. La globalizzazione influenza anche le gravi forme di criminalità. A giudizio dell’Ufficio federale di polizia (fedpol) la criminalità organizzata, la tratta di esseri umani, il traffico di migranti e la criminalità informatica sono reati che vanno combattuti con decisione. Come si evince dal rapporto annuale 2009, si tratta di fenomeni perlopiù di portata internazionale e quindi anche la lotta contro di essi deve superare le frontiere.

Anche nel 2009 la Svizzera è rimasta un obiettivo interessante per le organizzazioni criminali. Nel nostro Pese sono presenti ad esempio gruppi provenienti dalla Georgia, dall’Europa sud-orientale e dall’Africa occidentale che operano nel traffico di droga e compiono furti e scassi. Altri gruppi, soprattutto italiani e originari degli Stati dell’ex Unione Sovietica, si servono invece della Svizzera piuttosto per scopi logistici, per riciclare denaro o come rifugio. Tale minaccia è meno visibile e più difficile da individuare, ma mette a repentaglio la libera concorrenza, nonché l’indipendenza delle istituzioni e la libertà dei cittadini.

Gravi forma di criminalità transfrontaliera
Nel 2009 fedpol si è occupato di 61 casi concreti di criminalità organizzata, ottenendo numerosi successi. A titolo di esempio si può citare l’operazione di polizia coordinata su scala internazionale nei confronti di un gruppo georgiano che commetteva soprattutto scassi e furti in grande stile nei negozi in Svizzera e in altri Paesi europei. Nel corso dell’operazione sono state arrestate 69 persone, di cui 11 in Svizzera.

Un’altra grande sfida che fedpol è chiamato ad affrontare è costituita dalle crescenti opportunità offerte dal mondo digitale. Reti sociali su Internet, immagini online e scambi di filmati offrono nuove forme di comunicazione ma nascondono anche numerosi pericoli e sono un terreno fertile per nuove tipologie di reato i cui autori approfittano della situazione. I metodi professionali utilizzati per codificare la comunicazione e l’impiego sempre più frequente di apparecchi mobili complicano l’identificazione degli utenti di Internet da parte delle autorità di perseguimento penale. Nel contempo le tecnologie digitali sono utilizzate sempre più spesso per pianificare, coordinare e compiere reati. Lo dimostrano anche i dati del Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) di fedpol. Pertanto anche nel settore della criminalità informatica è necessario cooperare più strettamente a livello internazionale per lottare contro le forme gravi di criminalità.

Anche il settore della tratta di esseri umani e del traffico di migranti dimostra che l’intreccio fra le attività criminali va di pari passo con la globalizzazione. Nel 2009 la Svizzera è rimasta un Paese di destinazione e di transito interessante per gli autori di questi reati. Durante l’anno in esame sono aumentati notevolmente i casi di tratta di donne ungheresi, come pure gli ingressi clandestini di giovani ragazze dell’Africa occidentale. Tale situazione è rimasta immutata anche nel 2010. Gruppi criminali ungheresi, prevalentemente di etnia rom, tentano di insediarsi negli ambienti della prostituzione in strada e nei locali a luci rosse in tutta la Svizzera. fedpol sostiene gli interventi delle autorità e dei corpi di polizia svizzeri, partecipando alle operazioni e coordinando nel contempo lo scambio d’informazioni su scala nazionale e internazionale. L’operazione più recente si è svolta circa due settimane fa a Zurigo e, grazie al coordinamento delle attività, è stato possibile eseguire degli arresti sincronizzati in Ungheria e a Zurigo.

È necessario coordinare maggiormente la cooperazione di polizia
Per fronteggiare con determinazione gli intrecci fra le forme gravi di criminalità sopra descritte è indispensabile coordinare la cooperazione di polizia su scala nazionale e internazionale. In tale contesto sono rilevanti la cooperazione bilaterale di polizia (in particolare con gli Stati limitrofi), la rete degli addetti di polizia e lo scambio d’informazioni tramite Interpol.

È altresì doveroso menzionare la cooperazione con l’Ufficio europeo di polizia (Europol) con sede all’Aia. Tale cooperazione ê stata avviata nel 2006 e si è costantemente sviluppata. Nel 2009 sono state trattate, nel quadro della cooperazione, circa 200 operazioni. Inoltre fedpol partecipa a diversi gruppi di analisi per lo scambio di dati, i cosiddetti «Analysis Work Files». In questo modo gli Stati membri di Europol possono registrare, analizzare e confrontare le informazioni scambiate sotto la direzione di Europol. Tale attività consente di trasmettere i dati analizzati a tutti i partner coinvolti e di ottenere così maggior successo nelle operazioni.

Anche l’Accordo di associazione a Schengen ha dato ottimi risultati durante il primo anno di applicazione. Grazie al Sistema d’informazione di Schengen (SIS) sono stati ottenuti mediamente 24 riscontri positivi al giorno in merito a delle ricerche. La maggior parte riguardava persone contro cui erano stati spiccati mandati d’arresto internazionali, soprattutto per traffico di droga, violenza carnale o omicidio. Nel 2010 con l’ausilio del SIS in Svizzera sono state inoltre ritrovate 93 persone disperse, fra cui numerosi bambini. La cooperazione sancita dall’Accordo di Schengen contribuisce pertanto in modo sostanziale alla sicurezza del nostro Paese.

Questi dati dimostrano l’importanza dei contatti e della cooperazione internazionale quanto si tratta di dirigere e coordinare indagini in cui sono coinvolti diversi Paesi. Anche in futuro fedpol sarà in grado di perseguire con professionalità ed efficacia reati quali il traffico di migranti e di droga, gli omicidi o il crimine organizzato, soltanto se potrà beneficiare di questi contatti.

Contatto / informazioni
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