Corrispondenza postale e traffico delle telecomunicazioni: basi legali chiare e restrittive in materia di sorveglianza

Comunicati, Il Consiglio federale, 23.11.2011

Berna. In data odierna il Consiglio federale ha fissato per il 1° gennaio 2012 l’entrata in vigore dell’ordinanza riveduta sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle comunicazioni (OSCPT). Il testo riveduto definisce le misure che i fornitori di servizi di telecomunicazione dovranno adottare affinché le autorità inquirenti possano sorvegliare la telefonia mobile e Internet al fine di far luce su reati gravi. Nel contempo il Collegio esecutivo ha fissato le premesse per la revisione in corso della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT). L’obiettivo è autorizzare le autorità inquirenti a impiegare programmi informatici per sorvegliare anche il traffico codificato delle telecomunicazioni, senza comunque permetterne l’utilizzo per condurre perquisizioni online.

La revisione dell’OSCPT, ordinanza che risale a dieci anni fa, tiene conto degli sviluppi tecnici ed estende la sorveglianza anche ai nuovi mezzi di comunicazione nell’ambito delle indagini su reati gravi. L’ordinanza riveduta riporta i dati che i fornitori di servizi di telecomunicazione devono consegnare alle autorità inquirenti dietro ordine di queste ultime. In questo modo il Consiglio federale previene il rischio che la sorveglianza del traffico delle telecomunicazioni prevista dalla legge per la telefonia mobile e Internet non avvenga tempestivamente o del tutto.

Chiarito il campo d’applicazione in seguito all’indagine conoscitiva

Il Consiglio federale ha accolto i parerei emersi dall’indagine conoscitiva e ha modificato diversi punti del progetto originario limitando l’applicazione dell’OSCPT riveduta solamente ai fornitori Internet che offrono un accesso alla rete, ossia agli operatori che mettono a disposizione della propria clientela un accesso Internet o un indirizzo IP. I fornitori che ad esempio offrono esclusivamente servizi chat, blog o community, nonché i gestori di reti aziendali, domestiche o private come WLAN o WIFI presso stazioni ferroviarie, aeroporti, ristoranti o alberghi non devono procedere ad alcun tipo di sorveglianza.

In linea di massima chi rientra nel campo d’applicazione dell’OSCPT è tenuto a garantire la possibilità di procedere alla sorveglianza, ma non deve necessariamente procurarsi l’infrastruttura per farlo tanto meno svolgerla direttamente. I soggetti sottoposti all’ordinanza possono infatti demandare a terzi tale compito oppure accordarsi con altri fornitori per acquistare insieme l’apparecchiatura richiesta. Infine, il Consiglio federale concede ai fornitori di accesso Internet un termine di attuazione di dodici mesi.

La revisione parallela dell’ordinanza sugli emolumenti definisce gli emolumenti a carico delle autorità inquirenti per le prestazioni relative alla sorveglianza e le indennità a cui hanno diritto i fornitori di servizi di telecomunicazione per le spese sostenute.

Base legale per la revisione dell’ordinanza

A fine giugno 2011, il Tribunale amministrativo federale aveva osservato che l’applicazione del diritto vigente richiedeva la revisione dell’OSCPT, in quanto pur essendovi una base legale, era possibile imporre ai fornitori di servizi di telecomunicazione solo le misure espressamente previste dall’ordinanza. Anche il parere dell’Ufficio di giustizia, stilato nell’aprile 2010, arrivava alle stesse conclusioni. Dopo l’indagine conoscitiva dell’estate del 2011, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale non ha voluto formulare all’indirizzo del Consiglio federale alcuna raccomandazione al riguardo, esprimendo così il proprio consenso alla revisione dell’ordinanza. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha in seguito rinunciato a una consultazione.

Parallelamente alle revisioni delle ordinanze, il Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (SCPT) ha rielaborato anche le direttive tecniche, organizzative e amministrative che, pubblicate per la prima volta in Internet, sono già consultabili.

La futura revisione della legge

L’obiettivo della revisione della LSCPT di ristrutturare e ridisciplinare l’intero settore sottoposto a sorveglianza è stato accolto favorevolmente dai partecipanti alla consultazione. Il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di elaborare un messaggio da sottoporre al Parlamento e nel contempo ha deciso l’orientamento da dare alla revisione. Anzitutto va chiarito l’impiego di programmi informatici (software governativi, abbreviati in GovWare) che permettano alle autorità inquirenti di sorvegliare anche i dati cifrati (ad es. e-mail cifrate o Skype), cosa che i mezzi tradizionalmente impiegati per la sorveglianza delle telecomunicazioni non consentono. La maggioranza dei partecipanti alla consultazione ha accolto con favore la proposta di disciplinare esplicitamente l’impiego di detti programmi.

Il Consiglio federale intende tuttavia consentire il ricorso ai GovWare solamente per i pochi reati per i quali è possibile disporre anche un’inchiesta mascherata (art. 286 cpv. 2 CPP). Simili programmi devono inoltre permettere di sorvegliare esclusivamente i dati del traffico delle telecomunicazioni, ciò significa che restano escluse le perquisizioni online dei computer o altri possibili scopi di utilizzo.

Il Consiglio federale ha infine incaricato il DFGP di definire chiaramente nel progetto di legge la cerchia di coloro che dovranno svolgere, autorizzare e consentire la sorveglianza. In questo modo l’Esecutivo ha dato seguito all’indicazione, emersa dalla consultazione, secondo cui la corrispondente normativa dell’avamprogetto era troppo imprecisa. Viene infine mantenuta la proposta di conservare i dati a lungo termine in un sistema informatico centrale gestito dal Servizio SCPT, il che migliorerà l’efficienza, aumenterà la sicurezza dei dati e sgraverà i Cantoni.

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