Permanenza della Svizzera nel Visa Waiver Program: esito positivo dei negoziati

Comunicati, Il Consiglio federale, 27.06.2012

Berna. La Svizzera resta nel cosiddetto Visa-Waiver Program (VWP) che permette di entrare negli Stati Uniti senza visto per al massimo 90 giorni. I negoziati condotti dall’Ufficio federale di polizia (fedpol) sono stati conclusi entro i termini stabiliti. Il risultato è conforme alle istruzioni del mandato negoziale del Consiglio federale.

Dal 1986 la Svizzera fa parte del Visa Waiver Program (VWP) degli Stati Uniti. Ora, tuttavia, gli Stati Uniti vincolano la permanenza nel VWP alla condizione che tutti i 36 Stati partecipanti concludano con gli USA due accordi di cooperazione nel settore della sicurezza. Si tratta di un accordo sullo scambio di dati dattiloscopici e del DNA finalizzato a combattere le forme gravi di criminalità (Preventing and combating serious crime, PCSC) e di un memorandum of understanding (MoU) sullo scambio di dati concernenti noti e presunti terroristi (Homeland Security Presidential Directive 6, ossia: HSPD-6).

Il 1° febbraio 2012 il Consiglio federale si è dichiarato favorevole alla permanenza della Svizzera nel VWP e ha in seguito approvato un mandato negoziale per i due accordi menzionati in precedenza che è stato accolto positivamente anche dalle Commissioni della politica estera del Parlamento e dai Cantoni. I negoziati avviati all’inizio di maggio 2012, si sono ora conclusi: martedì a Berna il direttore di fedpol Jean-Luc Vez e l’ambasciatore degli Stati Uniti Donald S. Beyer Jr. hanno parafato i testi.

Rispettato il mandato negoziale

Il risultato dei negoziati tiene conto delle condizioni quadro stabilite dal Consiglio federale nonché delle aspettative delle Commissioni della politica estera del Parlamento e della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP). Il progetto necessità dell’approvazione del Parlamento e sottostà a referendum facoltativo. Il campo d’applicazione dell’accordo PCSC è pertanto limitato ai reati gravi, figuranti in un elenco allegato all’accordo e ad altri reati gravi per i quali è comminata una pena che supera i tre anni di detenzione. L’accordo contiene anche disposizioni dettagliate sulla protezione dei dati. Su richiesta, gli Stati contraenti s’impegnano in particolare a rettificare, bloccare e cancellare i dati personali. Gli Stati Uniti hanno inoltre accettato il principio secondo cui, nell’ambito della trasposizione dell’accordo, il numero di richieste concesse sarà fissato di comune accordo.

L’accordo PCSC sottostà a referendum facoltativo

L’accordo PCSC disciplina lo scambio di dati dattiloscopici e del DNA finalizzato a combattere le formi gravi di criminalità. Lo scambio si articola in due fasi: in una prima procedura viene accertato se l’altro Stato dispone o no del profilo in questione (procedura «Hit / No Hit»). Soltanto in caso di riscontro positivo si passa alla fase successiva la quale consiste nello scambio di dati personali e di altre informazioni collegate al caso.

Il Memorandum of Understanding relativo a HSPD-6 è teso a migliorare lo scambio di dati concernenti persone correlate ad attività terroristiche. La dichiarazione d’intenti non dà luogo a nuovi diritti e obblighi e può essere attuata nel quadro legale vigente.

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