Politica d'asilo e degli stranieri quo vadis?

Conferenza stampa del 30 aprile 2004

Discorsi, DFGP, 30.04.2004. Vale il testo parlato

Relatori:
consigliere federale Christoph Blocher, capo del DFGP
Urs Hadorn, direttore ad interim dell'UFR
Eduard Gnesa, direttore dell'IMES

Osservazioni introduttive del Capo del Dipartimento

  1. Da quando ho assunto questa carica, il 1° gennaio 2004, ho analizzato i principali problemi insiti nella sfera d'attività del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Uno di questi problemi - percepito come tale anche dalla popolazione, ma soprattutto dalle autorità cantonali, dalle città e dai Comuni - è indubbiamente rappresentato dalle politiche in materia d'asilo e degli stranieri.
  2. Anche i lavori parlamentari riflettono l'esistenza di questo problema. In occasione della seduta straordinaria del Consiglio nazionale prevista per settimana prossima, si dibatteranno la revisione parziale della legge sull'asilo (LAsi) e la nuova legge sugli straneri (LStr).
  3. Dopo aver analizzato nel dettaglio la problematica, vorrei indicarvi la futura via da seguire nell'ambito della politica in materia d'asilo e degli stranieri.

1a parte Politica in materia d'asilo

I. Cosa funziona?
In generale, l'accoglienza, l'alloggio e l'assistenza dei richiedenti l'asilo nel quadro della procedura d'asilo funzionano. Le persone che hanno diritto alla protezione da parte del nostro Paese, la ottengono. Lo dimostra il fatto che oggi in Svizzera vivono circa 25'000 rifugiati riconosciuti. Inoltre, ci sono circa altre 25'000 persone ammesse provvisoriamente e quindi munite del permesso di soggiorno temporaneo. Ora, tuttavia, l'attenzione deve essere focalizzata sul rovescio di questa medaglia. Questi problemi devono essere risolti.

II. Problemi
I problemi attuali sono quelli legati all'entrata, alla procedura di seconda istanza e all'esecuzione dell'allontanamento. A dimostrarlo, ecco un paio di cifre:

  • nel 2003 le pendenze di prima istanza sono diminuite del 35,5 per cento;
  • per contro, le pendenze nell'ambito della procedura di ricorso (Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo; CRA) sono aumentate del 19,8 per cento;
  • durante lo stesso periodo, le pendenze nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento sono aumentate del 24,7 per cento.

Riassumendo, nonostante l'evidente smaltimento delle pendenze di prima istanza e nonostante la palese diminuzione delle domande d'asilo presentate (-20,4 per cento nel 2003 rispetto all'anno precedente), le pendenze del 2003 nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento e della procedura nel complesso non sono diminuite (circa 41'300 casi).

È un dato di fatto che più di tre quarti di tutte le domande d'asilo sono presentate senza validi motivi. Lo scorso anno, ad esempio, soltanto al 7 per cento circa dei casi è stato concesso lo statuto di rifugiato e al 12 per cento un'ammissione provvisoria.
L'attuale lacunosa procedura d'asilo offre, alle persone che arrivano in Svizzera senza motivi d'asilo fondati, la possibilità di soggiornarvi legalmente, almeno per un determinato periodo.
Nel DFGP questi problemi hanno ripercussioni soprattutto sui settori della statistica e della finanza. Indirettamente, tuttavia, tali effetti si fanno sentire in tutto il Paese: nei Cantoni, nelle città e nei Comuni.

A questo punto vorrei soffermarmi sui singoli problemi:

1. Entrata

1.1. Nessun documento d'identità
La maggior parte dei richiedenti l'asilo non consegna documenti ufficiali (passaporto o carta d'identità). Nel 2003 soltanto il 21,7 per cento di tutti i richiedenti l'asilo hanno presentato tali documenti e la tendenza è al ribasso.
Di conseguenza, considerato che uno Stato riammette soltanto i propri cittadini la cui identità è stata accertata, non è possibile eseguire l'allontanamento in seguito a una decisione d'asilo negativa passata in giudicato. In questo modo i richiedenti sprovvisti di documenti sono avvantaggiati rispetto a coloro che ne sono provvisti.

1.2. Passatori
La maggior parte dei richiedenti l'asilo arriva in Svizzera grazie all'aiuto dei passatori.
Da un lato, le possibilità di sanzionare l'attività dei passatori sono scarse; dall'altro, le leggi in vigore non sono applicate in modo sufficientemente coerente. Nonostante i passatori facciano parte del mondo della criminalità organizzata, i giudici qualificano i reati che commettono spesso come "trasgressioni perdonabili". Nella maggior parte dei casi la sanzione è una multa di entità relativamente modesta. L'argomento della lotta contro l'attività dei passatori non interessa soltanto i richiedenti l'asilo, bensì anche altre persone straniere. Tratterò quindi questo argomento nella sezione concernente la politica degli stranieri (pag. 16).

1.3. Abuso del visto turistico
Una parte dei richiedenti l'asilo ricorre al visto turistico per entrare legalmente in Svizzera.
Tali richiedenti l'asilo, una volta entrati in Svizzera, celano o distruggono i documenti d'identità che possedevano al momento del rilascio del visto. I necessari accertamenti d'identità richiedono sforzi notevoli e, inoltre, non producono sempre i frutti sperati.

1.4. Controlli insufficienti alle frontiere
Molti richiedenti l'asilo riescono ad entrare in Svizzera attraversando i cosiddetti confini "verdi". Buona parte di essi, tuttavia, oltrepassa i valichi di frontiera ufficiali. In questo contesto, sono insufficienti in particolare i controlli alle frontiere effettuati sui treni. Questo problema non tocca soltanto i richiedenti l'asilo, ma anche le persone che entrano in Svizzera illegalmente (cfr. politica degli stranieri; pag. 16).


2. Procedura

2.1. Durata della procedura di seconda istanza
Molti richiedenti l'asilo si avvalgono dei rimedi giuridici di seconda istanza, inoltrando spesso una domanda di revisione anche se non hanno speranze di successo. In questo modo non aumenta soltanto il numero delle pendenze presso la CRA, ma anche l'intera durata della procedura.

2.2. Scarsa collaborazione da parte dei richiedenti l'asilo
Non si dispone di sanzioni che impongono ai richiedenti l'asilo di ottemperare all'obbligo previsto dalla legge di collaborare durante una procedura. Secondo il sistema odierno, quindi, la persona onesta diventa la persona "stupida"; i richiedenti non sono stimolati a collaborare nell'ambito della procedura.

3. Esecuzione

3.1. Partenze incontrollate
È possibile eseguire soltanto una minima parte degli allontanamenti. Nel 2003, su un totale di 18'000 partenze, soltanto il 17 per cento delle persone sono uscite regolarmente dalla Svizzera (2'983). La maggior parte di esse (10'459), quasi il 60 per cento, è entrata nella clandestinità. Ciò significa che queste persone sono partite senza controlli o che continuano a soggiornare nel nostro Paese senza essere in possesso di un permesso.
I Cantoni, in particolare, ritengono che la durata della carcerazione prevista dalla legge è troppo corta, che le attuali fattispecie di carcerazione non sono sufficienti e che le condizioni della carcerazione sono troppo vantaggiose. Con le sole misure coercitive attualmente applicabili è sempre più difficile esigere dai richiedenti l'asilo obbligati a partire che collaborino e presentino i documenti necessari all'esecuzione dell'allontanamento. Questa situazione si è aggravata. Di conseguenza, la maggior parte dei richiedenti l'asilo respinti continua a soggiornare illegalmente in Svizzera. Per i Cantoni, le città e i Comuni questa presenza rappresenta un grande problema in termini di sicurezza e di socialità; un problema che comporta ingenti spese.

3.2. Stipulazione di accordi di riammissione
Nell'ambito dei negoziati sugli accordi di riammissione dei richiedenti l'asilo con i Paesi d'origine e i Paesi di transito, la Svizzera si vede viepiù costretta a fare concessioni di ampia portata, tra cui, ad esempio, l'accesso al mercato del lavoro.
La Svizzera non può soddisfare queste richieste automaticamente. Inoltre, in molti casi non è in grado di negoziare con sufficiente incisività, visto che il contributo svizzero alla crescita economica o alla politica in materia di sviluppo non è abbastanza rilevante.

III. Richieste dei Cantoni, delle città e dei Comuni
Il messaggio dei rappresentanti dei Cantoni è chiaro e di natura pressante: con gli strumenti attualmente a loro disposizione, le autorità responsabili non sono più in grado di gestire gli abusi. Ciò che preoccupa maggiormente i Cantoni sono segnatamente le scarse possibilità di esecuzione delle decisioni di allontanamento, così come la difficoltà nel gestire i richiedenti l'asilo recalcitranti. La disperazione ha la meglio sulla buona volontà. Un poliziotto, ad esempio, come può sentirsi motivato a esercitare la sua funzione se gli spacciatori di droga che ha arrestato, dopo aver scontato la loro pena, tornano a spacciare come prima, perché non è stato possibile rinviarli nel loro Paese d'origine? Come spezzare questo circolo vizioso? Come possono le autorità comunali preposte alle opere sociali svolgere i loro compiti con convinzione quando i richiedenti l'asilo che non collaborano e che assumono un comportamento aggressivo continuano a percepire integralmente le prestazioni sociali perché lo prevede la legge?
Si tratta forse di casi isolati? La risposta dei rappresentanti delle autorità interessate è chiara: questi casi sono all'ordine del giorno. Può anche darsi che i Cantoni non impieghino i mezzi a loro disposizione in modo coerente e fino in fondo. Certo è, tuttavia, che i mezzi legislativi attualmente a disposizione non sono sufficienti. Nell'ambito dell'esecuzione è necessario dare ai collaboratori gli strumenti necessari affinché possano tornare a lavorare con la giusta motivazione e convinzione. Questo è nell'interesse di tutti noi, poiché perdere il controllo nel settore dell'asilo equivarrebbe a lanciare un segnale deleterio con conseguenze altrettanto deleterie per la stabilità della Svizzera. Al contrario, dobbiamo fare in modo che il popolo svizzero possa nuovamente essere certo che alla guida di questo Paese ci sono persone che riconoscono i problemi e che fanno tutto il necessario per risolverli. Soltanto in questo modo la popolazione sarà di nuovo disposta a sostenere la politica d'asilo. A beneficiarne saranno, in particolare, i veri rifugiati e le persone bisognose di protezione. Una volta risolti questi problemi, potremo tornare a dedicarci al compito basilare nel settore dell'asilo, che negli ultimi anni è stato messo in secondo piano, ovvero accogliere nel nostro Paese le persone effettivamente perseguitate.


IV. Soluzioni

1. Misure a corto termine che non richiedono modifiche di legge
Per migliorare la situazione s'impongono le seguenti misure le quali non implicano adeguamenti della legge:

  • adozione di una prassi coerente all'atto dell'esame delle domande d'asilo, in particolare in relazione all'applicazione delle decisioni di non entrata nel merito;
  • sollecitare i Cantoni negligenti affinché rispettino i loro obblighi;
  • stipulazione di accordi di riammissione quando sono possibili ;
  • miglioramenti a livello organizzativo in seno alla CRA.

2. Revisione parziale della legge sull'asilo
La revisione della legge sull'asilo, di cui si discuterà il prossimo lunedì 3 maggio in occasione della seduta straordinaria del Consiglio nazionale, migliorerà la situazione attuale e aiuterà a risolvere i problemi nel settore dell'asilo. I quattro cardini del disegno sono:

  • una nuova regola dello Stato terzo: essa permette di non entrare nel merito di domande d'asilo inoltrate dai richiedenti l'asilo che hanno soggiornato in uno Stato terzo sicuro e che vi possono essere rinviati;
  • procedura di ricorso nei centri di registrazione e negli aeroporti: in questo modo l'assetto delle relative procedure di ricorso è compatibile con il diritto internazionale pubblico. Per contro, l'esecuzione dell'allontanamento a partire dal centro di registrazione deve ora poter esser garantito con una carcerazione in vista del rinvio forzato di massimo venti giorni, se l'esecuzione dell'allontanamento è prevedibile;
  • un nuovo modello di finanziamento: in questo modo le numerose somme forfettarie uniche saranno sostituite da somme forfettarie globali per le fasi della procedura e dell'esecuzione. Così i Cantoni otterranno uno spazio di manovra più ampio e saranno spinti a impiegare i mezzi a loro disposizione nel modo più efficiente possibile;
  • introduzione dell'ammissione a titolo umanitario: questo tipo di ammissione facilita l'accesso al mercato del lavoro a una parte delle persone attualmente ammessa a titolo provvisorio che, incensurata, trascorre un lungo periodo nel nostro Paese;
  • aiuto immediato in seguito alla decisione di non entrata nel merito: in relazione al programma di sgravio 03 è stata decisa un'ulteriore importante misura per lottare contro gli abusi. Tale misura è entrata in vigore il 1° aprile 2004. Si tratta dell'esclusione dall'aiuto sociale delle persone colpite da una decisione di non entrata nel merito. Dall'introduzione del programma di sgravio 2003 non sono emersi particolari problemi. In totale, durante il primo mese, sono state pronunciate 361 decisioni NEM (giorno del rilevamento: 25 aprile 2004), di cui 192 direttamente presso un centro di registrazione e 169 nei Cantoni. Dal profilo percentuale questo numero delle decisioni NEM corrisponde al 20-25 per cento delle decisioni NEM pronunciate al mese. Dato il breve lasso di tempo, non è ancora possibile effettuare un controllo dell'esecuzione né fare paragoni con altri dati statistici.

Nella Commissione del Consiglio nazionale incaricata dell'esame preliminare è stata adottata una serie di decisioni di maggioranza e di proposte di minoranza. Il Consiglio federale ha deciso di sostenere le seguenti importanti decisioni di maggioranza:

  • la possibilità di registrare i dati biometrici dei richiedenti l'asilo;
  • la riduzione dei termini per l'intera procedura d'asilo ordinaria, per l'UFR, così come per la CRA;
  • l'obbligo del Consiglio federale di adoperarsi per negoziare accordi di riammissione;
  • la possibilità di non concedere l'aiuto allo sviluppo agli Stati che non cooperano alla riammissione dei propri cittadini;
  • la possibilità di allacciare contatti con i Paesi d'origine per ottenere i documenti di viaggio necessari già dopo una decisione negativa di prima istanza.

3. Nuove proposte in vista dei dibattiti al Consiglio degli Stati
I miglioramenti apportati dalla nuova legge sull'asilo non sono di per sé sufficienti a risolvere i problemi. Nel corso del dibattito che si aprirà la settimana prossima in Consiglio nazionale non saranno formulate nuove proposte. Il capo del DFGP prevede invece di presentarle dinanzi alla Commissione del Consiglio degli Stati incaricata dell'esame preliminare, ovviamente a patto che il Consiglio federale dia il suo assenso.
Per risolvere il problema principale, vale a dire l'espulsione delle persone prive di documenti e dei richiedenti recalcitranti o che non cooperano, occorre varare nuove norme legali. In particolare, si intende proporre alla Commissione del Consiglio degli Stati (seconda Camera) l'adozione delle seguenti norme:

  • l'introduzione di nuove fattispecie di carcerazione in vista del rinvio forzato, destinate ad applicarsi alle persone che si oppongono all'esecuzione dell'allontanamento, e alle persone che si rifiutano di lasciare autonomamente il nostro Paese e il cui Stato d'origine non acconsente a un rimpatrio coatto;
  • il prolungamento della carcerazione in vista del rinvio forzato;
  • l'obbligo di anticipare le spese qualora ci si avvalga di un rimedio giuridico straordinario.

Si intende inoltre proporre una nuova disposizione che, in linea di principio, subordini l'espletamento della procedura d'asilo alla presenza dei documenti necessari all'esecuzione dell'allontanamento. Tale disposizione necessita tuttavia di un esame approfondito; non è dunque certo che il relativo testo di legge sarà pronto per l'inizio dei dibattiti commissionali.


4. Problemi irrisolti
In tutta franchezza, occorre dire che anche queste misure non ci permetteranno di risolvere una volta per tutte in particolare il problema dell'assenza di documenti e della dissimulazione dell'identità ad opera dei richiedenti. A tal fine sarà necessario adottare ulteriori provvedimenti ed esaminare con attenzione la situazione. L'obiettivo è quello di fare in modo che tutti i richiedenti l'asilo producano i documenti e rendano nota la loro reale identità.

V. Il futuro della politica svizzera in materia di asilo e di stranieri
Lungo termine, la procedura d'asilo attuale non ha futuro. La legge sull'asilo, adottata dal Parlamento nel 1979 e che ora viene rivista per l'ottava volta, è stata fortemente influenzata dalla situazione dei rifugiati della Seconda guerra mondiale e dalla divisione del mondo in due blocchi contrapposti in seguito alla Guerra fredda. Tale legge non è stata concepita per far fronte ai massicci flussi migratori che conosciamo oggigiorno. Occorre pertanto chiedersi se il sistema in vigore risponda alle esigenze attuali.
Una politica giudiziosa in materia di rifugiati potrebbe poggiare sugli elementi seguenti:

  • in caso di catastrofe, prestare aiuto in loco alla creazione di alloggi per i rifugiati (campi profughi), con l'ausilio di enti civili, del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dell'esercito, il che richiederebbe la definizione di provvedimenti dettagliati in vista di un eventuale intervento;
  • nella misura del possibile, espletare la procedura d'asilo in loco o in un Paese d'accoglienza prossimo all'area di crisi;
  • impegnarsi ad accogliere un determinato numero di rifugiati (contingenti);
  • negare l'accesso alla procedura d'asilo in Svizzera alle persone che avrebbero potuto previamente chiedere asilo in uno Stato terzo sicuro.

Questo sistema sarebbe più efficiente ed economico e tornerebbe a vantaggio dei veri rifugiati e delle persone bisognose di protezione, in quanto permetterebbe di accogliere un maggior numero di persone e di agevolarne l'integrazione. Va tuttavia valutata la praticabilità di tali soluzioni. Si tratterebbe in particolare di verificare che un eventuale cambiamento di sistema sia conforme ai principi del diritto internazionale pubblico.


2a parte Politica in materia di stranieri

I. Situazione attuale
La politica in materia di stranieri ha il compito di stabilire:

  • quali stranieri possono vivere e lavorare in Svizzera;
  • le norme che regolano il soggiorno di tali persone e le modalità della loro integrazione;
  • le condizioni di naturalizzazione; e
  • come combattere l'immigrazione clandestina e gli abusi della legislazione in materia di stranieri.

II. Politica in materia di ammissione
Per quanto concerne la politica di ammissione, le opzioni in sostanza sono due.
In primo luogo, la Svizzera potrebbe concedere il permesso di soggiorno a tutti gli stranieri che hanno trovato un lavoro nel nostro Paese. Questa politica sarebbe praticabile solo a patto di non versare, per un lungo periodo transitorio, alcuna prestazione sociale in caso di disoccupazione. L'ammissione incontrollata e senza freni ha inoltre prodotto problemi d'integrazione (ad esempio nelle scuole o nei quartieri residenziali), economici e finanziari.
La seconda opzione è costituita dal sistema d'ammissione binario, a favore del quale si è pronunciato il Consiglio federale. Tale sistema comprende l'introduzione graduale della libera circolazione delle persone provenienti dai Paesi dell'UE e dell'AELS e l'ammissione selettiva dei lavoratori provenienti da Stati terzi.
L'accordo di libera circolazione siglato con l'UE e l'AELS disciplina in modo esauriente la circolazione delle persone; una volta scaduto il termine transitorio, la manodopera proveniente da tali Paesi potrà dunque essere assunta senza restrizioni.
Per quanto concerne l'ammissione di persone provenienti da Stati terzi, invece, si privilegia attualmente la manodopera altamente qualificata che, in base all'esperienza, si integra meglio nel mercato del lavoro e nel tessuto sociale svizzeri. Tale prassi rimarrà invariata anche con la nuova legge sugli stranieri.
Il sistema di ammissione proposto dal Consiglio federale e i miglioramenti apportati in materia di integrazione (in particolare gli art. 51 - 56 del disegno di legge sull'integrazione) sono stati approvati anche dalla maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale. Il Consiglio federale condivide la proposta della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale di ammettere a tempo determinato la manodopera dei nuovi Stati membri dell'UE, ritenendola una soluzione transitoria in attesa che si prenda una decisione in merito all'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione.

III. Problemi
Il problema principale in materia di stranieri, a prescindere dalla politica di asilo, è costituito dall'immigrazione illegale e dall'integrazione, talvolta carente. Questo è quanto lamentano i rappresentanti cantonali e comunali, in particolare le autorità competenti in materia di socialità, polizia o esecuzione delle pene.
Per il momento, l'ampiezza, le cause e le conseguenze dell'immigrazione clandestina non possono essere stabilite con precisione. In quest'ambito vi sono delle lacune da colmare e si devono ancora formulare proposte concrete. Entro la fine di maggio si potrà presumibilmente contare su dati più affidabili.
Secondo una prima e provvisoria valutazione, il settore degli stranieri sembra essere afflitto dai problemi seguenti:

  • in Svizzera gli stranieri commettono reati in misura superiore alla media:
    Le cause di tale fenomeno sono le scarse possibilità di essere scoperti, le pene troppo miti, le prigioni con infrastrutture adeguate, i problemi di esecuzione dell'allontanamento e la carente integrazione. Il traffico di migranti e la tratta di esseri umani sono fenomeni direttamente correlati all'immigrazione clandestina.
  • L'immigrazione clandestina è una conseguenza del lavoro nero:
    A dispetto dell'attuale tasso di disoccupazione, soprattutto nei settori strutturalmente più deboli si riscontra una domanda di manodopera "a buon mercato", la quale si traduce nell'assunzione di lavoratori in nero che risiedono clandestinamente in Svizzera. Molto spesso, i clandestini e i loro datori di lavoro non versano contributi sociali né pagano imposte.
  • La legislazione in materia di stranieri viene aggirata:
    Spesso non viene alla luce che le autorizzazioni vengono ottenute in modo fraudolento, soprattutto mediante matrimoni fittizi o fornendo indicazioni false per ottenere un visto. Le attuali misure di controllo, in particolare al confine, possono impedire solo in parte i soggiorni indesiderati.
  • La legislazione in materia di stranieri non è sempre applicata in modo coerente :
    La legislazione in materia di stranieri non è sempre applicata in modo coerente e uniforme. Le conseguenze penali dell'entrata illegale, del soggiorno illegale e del lavoro in nero non costituiscono un deterrente adeguato. La prassi nei Cantoni non è uniforme.

IV. Punto di vista dei Cantoni
Invitati a pronunciarsi riguardo a taluni aspetti concreti dell'immigrazione clandestina, i membri della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) sono concordi nel ritenere che i problemi principali siano i seguenti:

  • scarse possibilità di eseguire le decisioni di allontanamento nei settori degli stranieri e dell'asilo, problemi nel gestire gli stranieri e i richiedenti l'asilo recalcitranti (in merito si veda la sezione relativa alla politica in materia d'asilo);
  • aumento della criminalità e della propensione alla violenza anche nei confronti della polizia, in particolare turismo della criminalità, aumento del consumo e del traffico di stupefacenti;
  • abuso delle disposizioni relative all'ammissione di stranieri, in particolare mediante matrimoni fittizi.

V. Soluzioni
La settimana prossima il Consiglio nazionale si chinerà sulla nuova legge sugli stranieri, che permetterà di migliorare la situazione. Il Consiglio federale e la maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale proporranno inoltre alla Camera bassa alcune nuove misure:

  • provvedimenti contro i matrimoni fittizi e i passatori;
  • inasprimento generale delle pene;
  • "Carrier-sanctions" contro le compagnie aeree che vengono meno ai loro doveri. Viene sanzionata la compagnia che, in modo negligente, trasporta persone che non adempiono alle condizioni d'entrata. Compagnie aeree e autorità avranno inoltre la possibilità di trasmettersi i dati relativi ai passeggeri.

Le misure supplementari destinate a migliorare l'esecuzione dell'allontanamento, illustrate nella sezione dedicata all'asilo, si rivelano efficaci anche nel settore degli stranieri, ad esempio quando si tratta di allontanare un lavoratore in nero che soggiorna clandestinamente in Svizzera o di negare il rinnovo di un permesso.

Alla luce delle informazioni di cui si attualmente si dispone, l'Amministrazione è stata incaricata di vagliare l'adozione delle seguenti misure supplementari:

  • rafforzamento dei controlli al confine;
  • rilevamento sistematico delle impronte digitali dei clandestini;
  • rilevamento sistematico dei dati biometrici all'atto di rilasciare un visto e nei permessi per stranieri;
  • condizioni supplementari per il rilascio di permessi di domicilio (conoscenze linguistiche);
  • sanzioni contro i Cantoni che non contrastano il fenomeno dei soggiorni illegali (ad es. negando loro il contingente di lavoratori provenienti da Stati terzi);
  • proroga del termine di revoca delle naturalizzazioni agevolate (da 5 a 10 anni) in caso di matrimonio fittizio;
  • revoca della naturalizzazione in caso di grave violazione dell'ordine pubblico durante i primi dieci anni
  • incentrare le misure d'integrazione sulla lotta alla violenza e alla criminalità.