Diritto internazionale pubblico

Mentre fino alla fine della Prima guerra mondiale il diritto internazionale pubblico inteso nel senso classico disciplinava principalmente le relazioni interstatali, il diritto internazionale pubblico moderno si estende anche alle organizzazioni internazionali (in particolare all’ONU) e ai diritti e doveri dei privati (ad es. i diritti umani). Il fondamento del diritto internazionale pubblico è il divieto dell’uso della forza sancito dallo Statuto delle Nazioni Unite che impone ai suoi membri di astenersi nelle loro relazioni internazionali dall’uso della forza armata per far valere i propri interessi e pretese. A causa dell’interdipendenza delle economie e dell’aumento dei problemi transfrontalieri quali i flussi migratori o la criminalità internazionale, la parte più consistente del diritto internazionale pubblico odierno non concerne più una limitazione delle sfere d’influenza degli Stati ma disciplina la cooperazione internazionale al fine di risolvere i problemi comuni.

Il diritto internazionale pubblico è sancito da accordi internazionali, dal diritto consuetudinario internazionale (in altri termini da una prassi che la comunità internazionale giudica giuridicamente vincolante) nonché da principi giuridici generali (ad es. pacta sunt servanda – gli accordi devono essere rispettati).

In Svizzera vige il sistema monista, nell’ambito del quale una norma internazionale non deve essere trasposta nel diritto interno per essere direttamente applicabile. Di principio, il diritto internazionale pubblico ha la priorità sul diritto nazionale. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, il legislatore può derogare al diritto internazionale, nella misura in cui non si tratti di diritto internazionale pubblico cogente (ad es. il divieto di sottoporre una persona a tortura).

La Svizzera è fortemente interessata a un ordinamento giuridico internazionale che funzioni e in cui il diritto prevalga sulla forza. È quanto sottolinea il Consiglio federale nel rapporto del 5 marzo 2010 sulla relazione tra il diritto internazionale e il diritto interno, osservando inoltre che il disciplinamento attuale della relazione tra il diritto internazionale e quello nazionale ha dato in linea di massima buoni risultati. Possono invece sorgere problemi se Popolo e Cantoni accettano un’iniziativa popolare contraria al diritto internazionale.

Nel rapporto complementare del 30 marzo 2011 il Consiglio federale propone pertanto due misure per migliorare la conformità delle iniziative popolari con il diritto internazionale:

  • l’Ufficio federale di giustizia in seno al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e la Direzione del diritto internazionale pubblico presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) procedono a un esame preliminare materiale delle iniziative popolari. In tal modo i promotori ottengono, prima della raccolta delle firme, un parere non vincolante dell’autorità in merito alla conformità della loro iniziativa con il diritto internazionale. I promotori sono in seguito liberi di adattare eventualmente il testo dell’iniziativa, in modo da garantirne la conformità con il diritto internazionale. L’esito, positivo o negativo, dell’esame preliminare è indicato sulla lista delle firma, affinché gli aventi diritto di voto possano tenerne conto nella decisione di firmarla o meno;

  • un’estensione moderata dei motivi di nullità per le iniziative popolari prevede che, oltre a quelle contrarie alle disposizioni cogenti del diritto internazionale (ad es. divieto di schiavitù o di tortura), siano dichiarate nulle anche le iniziative popolari che violano i diritti costituzionali fondamentali intangibili nella loro essenza (ad es. divieto della pena di morte).