Rapporto sulla cittadinanza quale contributo al dibattito politico attuale

Comunicati, DFGP, 09.03.2007

Berna. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) sulle questioni pendenti nel settore della cittadinanza. Il rapporto contiene raccomandazioni ai Cantoni per ridurre i doppioni nelle procedure di naturalizzazione. È inoltre proposto ai Cantoni di ridurre i termini di residenza comparativamente lunghi. Le naturalizzazioni conseguite con dichiarazioni false devono poter essere annullate entro otto e non più cinque anni come sinora.

Il rapporto, commissionato dal Consiglio federale, è stato elaborato dall'UFM unitamente a un gruppo di lavoro composto di rappresentanti di uffici federali interessati nonché di diversi Cantoni. II 2 maggio 2006 è stato presentato un primo disegno. Il testo definitivo e il riassunto del rapporto sono stati presentati oggi al Consiglio federale.

Il rapporto illustra tra l'altro il margine di manovra dei Cantoni, nel contesto delle prescrizioni minime del diritto federale, per agevolare l'acquisto della cittadinanza ai giovani stranieri della seconda e terza generazione.

Nel contesto della naturalizzazione ordinaria, i Cantoni possono ridurre e semplificare le loro procedure, eliminando doppioni inutili tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Ai Cantoni che applicano tuttora termini di residenza cantonali e comunali lunghi è raccomandato di ridurre congruamente tali termini in considerazione della forte mobilità che caratterizza la società attuale.

Il rapporto rileva che, nel quadro della naturalizzazione ordinaria, i Cantoni e i Comuni sono tenuti a osservare la giurisprudenza del Tribunale federale per quanto concerne l’obbligo di motivare le decisioni negative e il diritto di ricorso contro tali decisioni.

Il rapporto propone inoltre una modifica della legge sulla cittadinanza nell'ambito della lotta agli abusi. Secondo tale proposta, le naturalizzazioni conseguite con dichiarazioni false o in seguito all'occultamento di fatti essenziali devono poter essere annullate entro otto anni e non entro cinque come sinora.