Allargamento UE Bulgaria e Romania: il Consiglio federale invia in procedura di consultazione il mandato negoziale relativo alla libera circolazione delle persone

Comunicato DFGP/DFAE/DFE

Comunicati, DFGP, 29.05.2007

Berna. Il Consiglio federale ha deciso in merito al mandato negoziale relativo all’estensione graduale della libera circolazione delle persone alla Bulgaria e alla Romania. Il mandato sarà approvato definitivamente dopo la consultazione dei Cantoni e della Commissione della politica estera del Parlamento, probabilmente ancora prima della pausa estiva.

Il 1° gennaio 2007 la Bulgaria e la Romania hanno aderito all’Unione europea (UE). Da questa data la maggior parte degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione europea si applicano anche alla Bulgaria e alla Romania. Per l’introduzione controllata della libera circolazione con questi Paesi sono tuttavia necessari negoziati.

L’estensione dell’Accordo di libera circolazione delle persone alla Bulgaria e alla Romania rappresenta una prosecuzione coerente dell’efficace via bilaterale e contribuisce pertanto a rafforzare la posizione politica ed economica della Svizzera in Europa.

Termini transitori appropriati
Saranno oggetto dei negoziati con l’UE in particolare i termini transitori appropriati (per le limitazioni concernenti il mercato del lavoro, quali la priorità degli indigeni, il controllo delle condizioni di retribuzione e i contingenti) e la definizione dei contingenti. Con le discipline transitorie s’intende controllare e limitare provvisoriamente l’immigrazione, analogamente a quanto previsto nei confronti dei vecchi membri dell’UE dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone attualmente in vigore. S’intende aprire gradualmente il mercato del lavoro anche ai due nuovi Paesi membri.

In Svizzera saranno le due Camere federali a giudicare il risultato dei negoziati con l’UE. La decisione del Parlamento sottostà al referendum facoltativo. L’estensione dell’Accordo entrerà probabilmente in vigore non prima dell’autunno 2008. Fino ad allora alla Bulgaria e alla Romania si applicano di principio le norme sull’immigrazione valide per gli Stati terzi (contingenti, priorità degli indigeni, solo manodopera specializzata).

Decisione in merito alla prosecuzione dell’Accordo
L’estensione dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone non modifica il fatto che la Svizzera deve decidere in merito alla prosecuzione dell’Accordo entro il 31 maggio 2009, sette anni dopo l’entrata in vigore dell’Accordo. Anche tale decisione sottostarà al referendum facoltativo.

Prosecuzione della disciplina transitoria con gli Stati UE-8
Il Consiglio federale ha inoltre deciso di mantenere le limitazioni dell’immigrazione dagli otto Paesi dell’Europa orientale che hanno aderito all’UE nel 2004 (UE-8: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica ceca, Ungheria) almeno fino al 31 maggio 2009. La prima fase della disciplina transitoria, che prevede limitazioni d’accesso al mercato del lavoro per i cittadini degli Stati dell’UE-8, termina il 31 maggio 2007. Un’ulteriore proroga in una terza fase è possibile fino al massimo al 30 aprile 2011.

La disciplina transitoria consente alla Svizzera di mantenere le limitazioni d'accesso al mercato del lavoro (priorità degli indigeni, contingenti, controllo delle condizioni di retribuzione) nei confronti dei cittadini degli Stati dell'UE-8 esercitanti attività lucrativa. Il numero di permessi di dimora annuale o di soggiorno di breve durata è pertanto limitato. I pertinenti contingenti aumentano progressivamente. Per il 2006/2007, il contingente prevedeva 1 700 unità per permessi di dimora - da aumentarsi progressivamente fino a 3 000 unità per il 2010/2011. I permessi di soggiorno di breve durata saranno aumentati progressivamente da 15 800 unità (2006/2007) a 29 000 (2010/2011).

Nel 2006/2007 il contingente per dimoranti annuali cittadini dell'UE-8 è stato sfruttato al 51 per cento, quello per soggiornanti di breve durata al 64 per cento (situazione fine aprile 2007).

Complessivamente le discipline transitorie sono importanti per garantire un'apertura controllata e graduale del mercato del lavoro. Esse contribuiscono a garantire un'immigrazione controllata e a evitare un'eventuale pressione salariale causata dai lavoratori dipendenti stranieri.