Tutti gli Stati UE/AELS designati come Stati terzi sicuri

Parole chiave: Asilo

Comunicati, DFGP, 14.12.2007

Berna. Se prima di depositare una domanda d'asilo in Svizzera un richiedente ha soggiornato in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale e ha la possibilità di ritornarvi, di norma non si entra nel merito della domanda d'asilo. È quanto previsto dalla regolamentazione in materia di Stati terzi della riveduta legge sull'asilo, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008. Il Consiglio federale ha designato oggi tutti gli Stati dell'UE e dell'AELS (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) come Stati terzi sicuri.

In virtù del nuovo articolo 34 capoverso 2 lettera a della legge sull'asilo (LAsi), di norma non si entra nel merito della domanda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale, nel quale aveva soggiornato prima d’inoltrare la domanda d'asilo in Svizzera. Per l'allontanamento verso un siffatto Stato terzo è determinante che il richiedente vi abbia soggiornato in precedenza. La durata del soggiorno o un legame particolarmente stretto del richiedente con lo Stato terzo non sono decisivi per l’ordine di allontanamento. Inoltre, non riveste importanza neppure il fatto che nello Stato terzo sia pendente o sia già stata conclusa una procedura d’asilo. La possibilità di ritornare in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale presuppone tuttavia che tale Stato abbia garantito la riammissione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo.

Tutti gli Stati UE/AELS designati come Stati terzi sicuri
Tutti gli Stati UE/AELS hanno ratificato e attuano nella loro prassi la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati (CR) e la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). L'articolo 33 CR e l'articolo 3 CEDU vietano l'espulsione e il rinvio al confine di persone la cui vita o la cui libertà sarebbero minacciate a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, o che rischierebbero di essere sottoposte a tortura o a pene o trattamento inumani o degradanti. In tal modo sono adempite le condizioni dell'articolo 6a capoverso 2 lettera b LAsi e quindi gli Stati in questione possono essere designati come Stati terzi sicuri.

Con l'entrata in vigore degli accordi d'associazione a Schengen/Dublino (prevista per il 1° novembre 2008), la Svizzera avrà accesso alla banca dati EURODAC. La banca dati contiene tra le altre cose le impronte digitali dei richiedenti l'asilo e delle persone intercettate mentre tentavano di immigrare illegalmente, registrate nel sistema da tutti gli Stati Dublino.

Gli Stati dell'UE nonché la Norvegia e l'Islanda, ambedue Stati AELS, sono tenuti ad attuare il regolamento Dublino del 2003. In virtù di tale regolamento, tutte le persone rimpatriate nel quadro di Dublino hanno diritto a una procedura d'asilo ordinaria. L'attuazione di tale disposizione è controllata. La Commissione dell'UE interviene nei confronti degli Stati UE in caso di infrazioni a tale disciplina.

La lista dei Paesi proposti come Stati terzi sicuri coincide in larghissima misura con quelle emanate dagli Stati UE che tengono siffatte liste.