Consegnato al Messico il patrimonio di Salinas

L’Ufficio dei giudici istruttori federali chiude una procedura durata dodici anni

Parole chiave: Assistenza giudiziaria

Comunicati, UFG, 18.06.2008

Berna. La Svizzera consegna al Messico il patrimonio di Salinas che ammonta a circa 74 milioni di dollari. I beni patrimoniali di altre persone coinvolte sono stati invece restituiti perché è stato accertato che non sono di origine criminale. Con questa decisione il giudice istruttore federale incaricato del caso ha chiuso una procedura protrattasi per oltre dodici anni. Si tratta di un’ulteriore testimonianza della ferma volontà della Svizzera di combattere l’uso della sua piazza finanziaria per scopi criminali e di restituire i proventi dei reati alle vittime.

Le autorità giudiziarie messicane stanno conducendo nei confronti di Raul Salinas e di altre persone un’inchiesta penale per riciclaggio di denaro e appropriazione indebita di fondi pubblici. Le autorità svizzere erano state le prime ad avviare nel 1995 nei confronti dell’interessato un’inchiesta penale per riciclaggio di denaro, che nel 2002 avevano poi delegato alle autorità messicane. Nel corso della procedura penale condotta in Svizzera in risposta a una richiesta di assistenza giudiziaria del Messico, erano stati sequestrati circa 110 milioni di dollari.

Accertata l’origine criminale di 74 milioni di dollari

Il 19 dicembre 2007 il Messico ha chiesto la consegna del patrimonio di Salinas che era stato posto sotto sequestro cautelare in Svizzera. Le autorità messicane hanno dimostrato, sulla base di documenti bancari e altri giustificativi, l’appropriazione indebita di fondi pubblici, pari all’epoca a circa 66 milioni di dollari, e il loro deposito presso istituti bancari messicani. Le autorità giudiziarie svizzere avevano dal canto loro già ricostruito il trasferimento dei fondi fuori dal Messico. Le inchieste condotte in Svizzera e in Messico hanno quindi consentito di stabilire che i fondi erano manifestamente di origine criminale, il che ne ha reso possibile la consegna anticipata. Le parti in causa non si sono opposte alla consegna di circa 74 milioni di dollari (che comprendono anche gli interessi).

Dissequestrato il resto dei beni

Poiché l’inchiesta ha stabilito che il resto dei fondi non era frutto di attività illecite, questi sono stati restituiti agli aventi diritto, le cui pretese erano state già riconosciute dai tribunali civili svizzeri. In deroga al principio della gratuità dell’assistenza, la decisione sancisce altresì l’attribuzione di 2,2 milioni di franchi alla Confederazione e di 1,1 milioni al Cantone di Ginevra. Queste somme sono destinate a coprire le spese delle numerose attività svolte dalle autorità svizzere su questo caso a partire dal 1995.