Adesione all’agenzia europea IT: il Consiglio federale approva il messaggio

Parole chiave: Schengen/Dublin

Comunicati, Il Consiglio federale, 23.05.2012

Berna. La Svizzera vuole partecipare all’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala. L’adesione a quest’agenzia IT consente alla Svizzera di sfruttare le sinergie e condividere specialisti IT e know-how. Mercoledì il Consiglio federale ha approvato il pertinente messaggio all’indirizzo del Parlamento.

Il nuovo regolamento UE sull’istituzione dell’agenzia IT, alla cui elaborazione ha preso parte anche la Svizzera nel quadro dei suoi diritti di partecipazione, costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino. L’inizio dell’attività operativa dell’agenzia IT è previsto per il 1° dicembre 2012.

Il compito principale dell’agenzia è quello di garantire la gestione operativa dei sistemi VIS, della banca dati Eurodac e in futuro anche del SIS II, affinché siano accessibili alle autorità competenti 24 ore su 24 e lo scambio di dati possa svolgersi senza interruzioni. In tale contesto l’agenzia IT sarà segnatamente responsabile della gestione della sicurezza, redigerà pertinenti rapporti e offrirà formazioni specifiche per il VIS e il SIS II. Per contro l’agenzia non avrà alcuna competenza legislativa.

Ripercussioni per la Svizzera

La Svizzera utilizza già attualmente i sistemi di informazione che saranno ora integrati nell’agenzia IT. Unificando in un’agenzia comune la gestione operativa dei tre sistemi finora gestiti separatamente si potranno sfruttare sinergie e condividere specialisti IT e know-how. Per continuare a utilizzare i sistemi di informazione Schengen/Dublino in maniera efficiente, l’adesione della Svizzera alla nuova agenzia europea è pertanto indispensabile.

Ulteriori dettagli in merito alla portata esatta dei diritti di partecipazione della Svizzera in seno all’agenzia IT e alle modalità della sua partecipazione finanziaria saranno disciplinati in un accordo aggiuntivo ancora da negoziare. Non sono necessarie modifiche legislative. L’adozione del regolamento UE richiede tuttavia l’approvazione del Parlamento e sottostà a referendum facoltativo.