Iniziativa popolare "Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati" (Iniziativa per l’attuazione)

Votazione popolare 28 febbraio 2016

Parole chiave: Delinquenza | Rimpatrio | Votazione

L’iniziativa popolare "Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa per l’attuazione)" è stata respinta nella votazione del 28 febbraio 2016.
   

Risultati ufficiali


  • Partecipazione: 63,73%
  • Totale: 3'342'063
  • Sì: 1'375'098 (41,1%)
  • No: 1'966'965 (58,9%)

Sotto trovate le informazioni sull’iniziativa "Per l’ attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa per l’attuazione)" che il DFGP aveva messo in rete prima della votazione del 28 febbraio 2016.


Alla fine del 2010 Popolo e Cantoni hanno accettato l’iniziativa «Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (iniziativa espulsione)», che obbliga il Parlamento ad attuare entro cinque anni le nuove disposizioni costituzionali mediante l’adeguamento delle pertinenti leggi. Il Parlamento ha espletato per tempo il suo compito. Contro le nuove leggi per l’espulsione di stranieri che commettono reati non è stato lanciato il referendum. Per contro, già alla fine di dicembre 2012, ossia mentre erano ancora in corso i lavori legislativi, i promotori hanno lanciato un’iniziativa («iniziativa per l’attuazione»), che si spinge oltre l’iniziativa espulsione e mira a inasprire ulteriormente le leggi.

Automatismo rigido

L’iniziativa chiede che gli stranieri che commettono determinati reati siano espulsi automaticamente dalla Svizzera, a prescindere dalla gravità del reato, dall’entità della pena comminata e da altre circostanze.

Violazione dei principi fondamentali della democrazia

Consiglio federale e Parlamento respingono l’iniziativa per l’attuazione. Il Consiglio federale ritiene che sia disumana e tratti i due milioni di stranieri presenti in Svizzera come persone di seconda classe. L’iniziativa vorrebbe che per loro non sia più applicabile il principio secondo cui per comminare una misura tanto grave come l’espulsione dal Paese il giudice debba esaminare ogni singolo caso. Essa colpirebbe in modo particolare le persone che sono radicate in Svizzera, come gli stranieri di seconda generazione.

L’iniziativa per l’attuazione scardina inoltre la separazione dei poteri e viola i principi fondamentali della nostra democrazia. Mirando a sancire direttamente nella Costituzione disposizioni dettagliate sull’espulsione, elude il Parlamento. Nella nostra democrazia, il compito di emanare le leggi spetta però proprio al Parlamento. L’iniziativa intende inoltre limitare massicciamente l’autonomia dei giudici, che non potrebbero più considerare né le peculiarità del singolo caso né i gravi casi di rigore personale.

Incertezza giuridica: un danno per l’economia

L’iniziativa per l’attuazione, infine, entra in conflitto con diversi obblighi internazionali, tra cui quelli in materia di diritti umani e l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE. Se accettata, l’iniziativa potrebbe ostacolare ulteriormente i rapporti bilaterali tra la Svizzera e l’UE e appesantire il clima, già difficile, per i negoziati relativi all’attuazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa. Rapporti poco chiari con il nostro partner economico principale sono molto dannose per l’economia. La stabilità e la certezza giuridica sono però due importanti punti di forza della Svizzera che non dovremmo incoscientemente mettere in gioco.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 28.02.2016