Votazione popolare concernente la legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (LSIe)

Il Consiglio federale e il Parlamento hanno emanato una nuova legge con l’obiettivo non solo di facilitare a tutti l’identificazione in Internet ma anche di renderla più sicura. Il referendum contro il nuovo testo normativo è formalmente riuscito. La data della votazione non è ancora nota. Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di votare Sì.

Genesi

Il 22 febbraio 2017 il Consiglio federale ha posto in consultazione la legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (LSIe). Vista la maggioranza di pareri positivi, il 1° giugno 2018 il Collegio esecutivo ha sottoposto la legge al Parlamento il quale l’ha approvata il 27 settembre 2019 a larga maggioranza, ossia con 144 voti favorevoli, 51 contrari e due astensioni nel Consiglio nazionale e con 35 voti favorevoli, due contrari e otto astensioni nel Consiglio degli Stati.

Votazione in Parlamento

Il 16 gennaio 2020 un comitato ha depositato il referendum. I promotori del referendum criticano in particolare il fatto che la legge non preveda una soluzione puramente statale per il rilascio e la gestione dell’identificazione elettronica (Ie). Il 13 febbraio 2020 la Cancelleria federale ha reso noto che il referendum è formalmente riuscito con 64 933 firme valide. La data della votazione non è ancora nota.

Parere del Consiglio federale e del Parlamento

Il Consiglio federale e il Parlamento sono favorevoli alla nuova legge per le ragioni seguenti:

  • Molti prodotti e servizi si possono acquistare in Internet soltanto se ci si registra online.
  • L’utente desidera effettuare la registrazione nel modo più semplice possibile, mentre il fornitore di un prodotto o di un servizio vuole sapere con certezza chi si registra.
  • Lo Stato soddisfa entrambe queste due esigenze fissando nella nuova legge regole chiare e rigorose per una procedura di identificazione semplice ma sicura e affidabile sia per gli utenti che per i fornitori.

  • In parole povere, la nuova prova elettronica dell’identità è costituita da un insieme di dati personali che è stato controllato dallo Stato. Questi dati possono essere utilizzati con un supporto adeguato, come ad esempio il cellulare, una carta clienti dotata di microchip o una chiavetta USB.
  • Lo Stato non prescrive il supporto da utilizzare così come da decenni non stabilisce più quale apparecchio telefonico usare né con quale provider telefonare.
  • Questo collaudato modello svizzero, dove lo Stato funge da garante ma autorizza applicazioni innovative e a misura di utente, è moderno e orientato al futuro.

  • Lo Stato verifica e riconosce le applicazioni concrete e inoltre riconosce, controlla e sorveglia i relativi fornitori che possono essere organizzazioni o imprese private, ma anche unità amministrative cantonali e comunali.
  • Lo Stato esercita dunque la sua funzione classica: emana regole giuridiche chiare e rigorose e ne sorveglia l’applicazione dal principio alla fine. A tale scopo inoltre istituisce due nuovi organi:
     
    il Servizio delle identità presso l’Ufficio federale di polizia (fedpol) che, prima del rilascio di un’Ie, verifica la correttezza dei dati personali.

    la Commissione federale delle Ie (COMIe) che riconosce i fornitori e i loro sistemi e veglia sul rispetto della legge e

  • La nuova legge impone a tutti i soggetti coinvolti obblighi rigorosi in merito alla protezione dei dati utilizzati per l’identificazione elettronica.
  • I dati non possono essere impiegati per altri scopi, il che significa che i fornitori di servizi d’identificazione elettronica non possono comunicarli a terzi.
  • L’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza ha un ruolo attivo nell’attuazione della legge. Nel complesso, le disposizioni sulla protezione dei dati previste dalla LSIe sono più severe rispetto agli standard usuali in materia.

  • La LSIe disciplina un aspetto importante per i fornitori e gli utenti di prodotti e servizi online, offrendo una soluzione semplice ma sicura. L’attuale situazione non è soddisfacente poiché i comuni mezzi d’identificazione come indirizzo e-mail e password sono troppo poco sicuri e troppo poco vincolanti.
  • La soluzione prevista dalla LSIe riduce l’onere amministrativo e quindi la burocrazia, il che è di importanza centrale per l’evoluzione dei settori dell’e commerce e dell’e government.
  • La legge svolge dunque un ruolo chiave per il futuro della digitalizzazione.

Per queste ragioni, il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di votare Sì alla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica.

Info complementari

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 18.03.2020