Domande e risposte sulla legge sui giochi in denaro

 

In generale

I giochi in denaro sono un intrattenimento piacevole – e a volte rende milionari. Ma celano anche dei pericoli, come ad esempio la manipolazione, la truffa, la dipendenza dal gioco o il riciclaggio di denaro. Per tale motivo lo Stato ha istituito delle regole. Sei anni fa il Popolo ha approvato tali regole iscrivendole nella Costituzione con l’87 per cento di voti favorevoli. La legge sui giochi in denaro garantisce che queste regole siano rispettate anche nell’era digitale. Assicura inoltre che gli utili di chi offre giochi in denaro siano versati anche in futuro all’AVS, allo sport, alla cultura e a progetti sociali, ossia alla popolazione in Svizzera. Oggi circa 250 milioni di franchi finiscono ogni anno nelle casse di case da gioco online estere con sede in regioni offshore come Malta o Gibilterra. La nuova legge sui giochi in denaro interrompe questo deflusso di denaro.

Chi organizza giochi in denaro è tenuto a versare tributi affinché la collettività non debba soltanto farsi carico degli oneri: ogni anno quasi un miliardo di franchi è versato dalle case da gioco e dalle lotterie a favore della nostra AVS e di innumerevoli organizzazioni di pubblica utilità nel settore dello sport, della cultura e delle opere sociali. Concretamente ne beneficiano, ad esempio, Swiss Olympic, lo sport giovanile, il Museo svizzero dei trasporti, il Castello di Chillon, il "Tavolino magico" o "Estival Jazz Lugano". La nuova legge garantisce che anche chi propone giochi online deve rispettare il diritto svizzero. Senza la legge sui giochi in denaro la Svizzera non è in grado di imporre le proprie regole e sempre più denaro va agli operatori online esteri che offrono i loro giochi in Svizzera senza essere titolari di un’autorizzazione. Questo denaro manca all’AVS, allo sport e alla cultura; in altre parole: manca alla popolazione in Svizzera. La nuova legge sui giochi in denaro garantisce che questo denaro rimanga in Svizzera.

 

Giochi

Con la nuova legge i giochi tradizionali delle case da gioco, quali roulette, black jack o poker possono essere proposti anche online. Per di più, i Cantoni possono autorizzare nuove forme di scommesse sportive (per i dettagli, cfr. domanda 5). Inoltre, in futuro, saranno ammessi, previa autorizzazione, piccoli tornei di poker al di fuori delle case da gioco. Nel caso di questi tornei, per ogni giocatore la posta di partenza è al massimo di 200 franchi e la somma complessiva di tutte le poste di partenza non può superare l’importo di 20 000 franchi.

Sì. Per il poker online la nuova legge porta importanti progressi poiché abroga il relativo divieto. I giocatori di poker svizzeri potranno perciò giocare su siti Internet autorizzati. E potranno continuare a partecipare ai grandi tornei online, poiché gli organizzatori svizzeri possono collaborare con le piattaforme di poker estere e lo faranno.

Saranno ora ammesse anche le scommesse sportive a quota fissa proposte da un bookmaker e per le quali quest’ultimo si assume i rischi, ossia le cosiddette "scommesse con bookmaker". Saranno altresì autorizzate determinate scommesse sportive per le quali si potrà effettuare la giocata anche quando la competizione sportiva è già in corso, ossia le scommesse in tempo reale. Attualmente sono autorizzate unicamente le scommesse sportive ove gli scommettitori giocano uno contro l’altro (cosiddette "scommesse a totalizzatore") e la competizione non ha ancora preso inizio.

No, i giochi in denaro nella cerchia privata continueranno a essere ammessi, a condizione che non siano organizzati per mestiere. Tra i giocatori deve esserci un legame di carattere familiare o professionale. Il numero dei partecipanti deve essere contenuto e sia la posta sia la vincita esigue.

 

Protezione e prevenzione

La nuova legge rafforza la tutela dei giocatori contro la dipendenza dal gioco (si veda domanda 8) e contro altri rischi: consente, ad esempio, di prendere misure per ridurre il rischio della manipolazione di competizioni sportive e quindi anche di influire sull’esito delle relative scommesse. Attualmente in tale settore vi è una lacuna che la nuova legge colma punendo la manipolazione di scommesse alla stregua della corruzione. Inoltre, in futuro le associazioni sportive e gli organizzatori di scommesse saranno tenuti a segnalare i casi sospetti. La legge amplia inoltre la cerchia degli organizzatori di giochi in denaro sottoposti alla legge sul riciclaggio in denaro. Riassumendo, la legge rende i giochi in denaro più sicuri e trasparenti consentendo di protegge i consumatori. 

Varie disposizioni della nuova legge rafforzano la protezione contro la dipendenza dal gioco. In particolare obbliga espressamente i Cantoni con le loro società di lotterie a prendere misure contro il gioco eccessivo: non soltanto le case da gioco ma anche le società di lotterie devono escludere dai giochi le persone dipendenti. Inoltre le autorità di vigilanza sono chiamate maggiormente a occuparsi della protezione contro la dipendenza dal gioco. Concretamente ciò significa che tra i loro quadri superiori vi deve essere almeno uno specialista in materia di prevenzione della dipendenza dal gioco. I Cantoni sono inoltre tenuti ad adottare misure di prevenzione e a offrire consulenza e cure alle persone dipendenti dal gioco e alle persone loro vicine. Come sinora prevedono anche in futuro una tassa destinata alla prevenzione dalla dipendenza dal gioco (all’incirca 4,5 milioni di franchi all’anno).

In questo ambito la nuova legge prevede un importante miglioramento. Impone infatti anche in Internet il principio secondo cui una persona dipendente non può giocare. Tutti – anche chi propone giochi online – devono bloccare l’accesso ai giocatori dipendenti. Questo è particolarmente importante poiché con pochi "clic" si può perdere molto denaro. Per questo motivo, gli esperti in materia di dipendenza sostengono la nuova legge.

 

Blocco dell’accesso

Sei anni fa il Popolo ha deciso con l’87 per cento dei voti favorevoli di iscrivere nella Costituzione il disciplinamento dei giochi in denaro. L’articolo costituzionale precisa che le regole applicate ai casinò e alle lotterie valgono anche per i giochi proposti online: chi intende offrire giochi online in Svizzera necessita di un’autorizzazione, deve rispettare il nostro diritto, proteggere i giocatori e versare tributi alla collettività. Oggi la situazione è la seguente: chi apre una casa da gioco virtuale o propone lotterie e scommesse online in un luogo qualunque del mondo non deve rispettare il nostro diritto. Non è tenuto a prendere alcun provvedimento per impedire la dipendenza dal gioco, la truffa o il riciclaggio di denaro. E non versa alcun tributo a favore della collettività, incassando tutti gli utili. Si stima che in questo modo vadano attualmente persi circa 250 milioni di franchi all’anno, con tendenza in aumento. La nuova legge sui giochi in denaro con il blocco dell’accesso è quindi necessaria per imporre le regole svizzere anche ai giochi in denaro online.

Le autorità comunicano all’organizzatore di un gioco in linea non autorizzato che la sua offerta non è ammessa e lo invitano a bloccare l’offerta per i giocatori residenti in Svizzera. Se non lo fa, il gioco non autorizzato è inserito in un elenco pubblico di giochi bloccati. Inoltre il fornitore di accesso a Internet (provider) installa il blocco dell’accesso. Coloro che dalla Svizzera accedono al gioco bloccato vengono deviati su una pagina Internet che li informa che il gioco non è autorizzato in Svizzera.

No. È vero che i giocatori possono eludere il blocco dell’accesso. Ma questo vale anche per la maggior parte delle leggi, eppure la grande maggioranza le rispetta. Nel caso della legge sui giochi in denaro la situazione non sarà diversa. Il blocco dell’accesso previsto dalla legge funziona come una barriera davanti a un cantiere: la si può ignorare, ma tutti sanno che può essere pericoloso e quindi la maggioranza non oltrepassa la barriera. E soprattutto: il blocco dell’accesso è efficace nei confronti di chi propone i giochi. Le esperienze maturate nei Paesi che applicano il blocco (attualmente 17 Paesi in Europa) mostrano che la maggior parte degli offerenti rendono essi stessi inaccessibili le loro offerte non autorizzate. In Francia, nei primi cinque anni dall’introduzione del blocco, lo hanno fatto nel 95 per cento dei casi (2564 su 2717), come illustra un bilancio dell’autorità competente. Solo a 153 siti su 2717 si è pertanto dovuto effettivamente applicare il blocco dell’accesso.

Dal punto di vista tecnico sarebbe anche possibile bloccare le applicazioni, ma non è necessario. Già oggi infatti, su intervento delle autorità di vigilanza, le applicazioni di fornitori non autorizzati sono regolarmente cancellate dagli app store.

No. Il blocco dell’accesso a un gioco in denaro non è in grado di sottrarre informazioni o impedire ai consumatori di esprimere liberamente la loro opinione. La libertà d’opinione e d’informazioni non è compromessa in alcun modo. Per contro, i cittadini si aspettano a ragione che le regole per i giochi in denaro stabilite dalla Costituzione federale siano applicate anche in Internet. Per questo è necessaria la nuova legge sui giochi in denaro con il blocco dell’accesso.

Il mercato dei giochi in denaro non è mai stato un libero mercato. Per prevenire la truffa, la dipendenza dal gioco e altri pericoli, i Paesi europei applicano al loro mercato nazionale un sistema di autorizzazione e controllo. 17 Paesi impongono già una legislazione nazionale sui giochi in denaro che prevede il blocco di offerte online non autorizzate. Questi blocchi garantiscono una concorrenza leale. Impediscono infatti che, mentre un’impresa deve chiedere un’autorizzazione, proteggere i giocatori, pagare tasse e contributi e attenersi a tutte le altre regole del Paese, un’altra possa proporre giochi senza rispettare tali condizioni, incassando tutti i proventi. La nuova legge sui giochi in denaro e il blocco dell’accesso garantiscono che tutti si attengano al nostro diritto e versino i loro utili all’AVS.

No. La Svizzera e altri Paesi lo applicano già da anni, ad esempio nel caso di siti di pedopornografia o di pornografia dura (in Svizzera per ora su base volontaria). In Europa sono già 17 i Paesi che oggi bloccano l’accesso ai giochi online non autorizzati, segnatamente il Belgio, la Bulgaria, Cipro, la Danimarca, l’Estonia, la Francia, la Grecia, l’Italia, la Lettonia, la Lituania, il Portogallo, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia, la Spagna, la Repubblica ceca e l’Ungheria. Altri Paesi, come l’Austria e la Norvegia, stanno prevedendo l’introduzione di tali blocchi e ultimamente la Svezia ha adottato una soluzione simile.

No. La situazione dei giochi in denaro non può essere trasposta ad altri settori. Infatti, i giochi in denaro costituiscono un mercato particolare. Per motivi inerenti alla protezione dei consumatori, non è mai stato un libero mercato. Il blocco dell’accesso è pertanto lo strumento giusto. Se vogliamo impedire che case da gioco online estere non autorizzate si servano del nostro mercato senza versare tributi, dobbiamo poterle bloccare. Il mercato della musica, ad esempio, non è paragonabile ai giochi in denaro, poiché si tratta di un mercato libero. In altre parole: chi vuole aprire un negozio di dischi non ha bisogno di una concessione, chi intende aprire una casa da gioco invece sì. Questa regola va applicata anche in Internet. Per questo motivo è necessaria la nuova legge sui giochi in denaro.

No. L’articolo 92 della legge sui giochi in denaro prevede che l’autorità che ha disposto il blocco indennizza integralmente i fornitori per le installazioni necessarie a mettere in atto il blocco e per il loro esercizio.

No. I fornitori sono incaricati di bloccare i siti che si trovano su un elenco ufficiale delle offerte di gioco bloccate. La Commissione federale delle case da gioco (CFCG) e l’Autorità intercantonale Comlot tengono e aggiornano l’elenco.

 

Organizzatori, mercato

No. Le concessioni saranno nuovamente messe a concorso sei anni dopo l’entrata in vigore della legge. Potranno candidarsi tutti, anche imprese estere. Queste ultime potranno farlo attraverso una filiale con sede in Svizzera o una partecipazione a un gestore di case da gioco in Svizzera. Già oggi il 40 per cento delle case da gioco è d’altronde in mano a una maggioranza di proprietari esteri. Con la nuova legge le imprese estere del ramo continueranno pertanto ad avere accesso al mercato svizzero, nel contempo è tuttavia garantito che adempiano i loro obblighi conformemente al diritto svizzero. Le autorità svizzere possono controllare che tutti si attengano alle nostre norme e devolvano i loro utili all’AVS. Ciò non è invece possibile se un’impresa ha la sua sede ad esempio a Malta o Gibilterra. D’altronde, in sede di consultazione il modello di procedura per le concessioni previsto dalla nuova legge è stato accolto quasi all’unanimità: soltanto due dei 1700 partecipanti si sono detti contrari.

Sì, la legge non prevede il rilascio di una concessione esclusivamente per giochi da casinò in linea. I titolari di una concessione possono tuttavia proporre anche giochi in linea. E tutti possono chiedere una concessione, anche le imprese estere (cfr. domanda 20). 

No. Come sinora, le lotterie e le scommesse sportive possono essere proposte in modo legale soltanto da Swisslos e dalla Lotterie Romande. Questo sistema consolidato si applica anche al settore online. Tuttavia, per offrire giochi in denaro in Svizzera, le imprese estere possono collaborare con le imprese svizzere del ramo.

No. Le imprese estere possono chiedere il rilascio di una concessione. Già oggi il 40 per cento delle case da gioco è in mano a una maggioranza di proprietari esteri. E la possibilità della collaborazione tra imprese estere e imprese svizzere è espressamente prevista, sia nel settore delle case da gioco che in quello delle lotterie e delle scommesse. Le pertinenti disposizioni figurano nelle ordinanze relative alla legge sui giochi in denaro, già poste in consultazione per garantire la massima trasparenza. Oggi sono privilegiate le case da gioco online estere che propongono giochi in denaro in Svizzera senza autorizzazione. Non devono fare niente per impedire la dipendenza dal gioco, la truffa o il riciclaggio di denaro. E non devono devolvere nessuna parte dei loro introiti all’AVS, allo sport, alla cultura o a progetti sociali in Svizzera. La nuova legge sui giochi in denaro garantisce che tutti si attengano al nostro diritto, proteggano i giocatori e versino tributi alla collettività.

Ovunque in Europa ci si interroga sul modo in cui lo Stato deve disciplinare il mercato dei giochi in denaro nell’era di Internet. 17 Paesi europei applicano attualmente un sistema di autorizzazione e controllo con blocchi dell’accesso alle offerte online; altri Paesi stanno preparando l’introduzione di tali blocchi. Come da sempre anche la Svizzera, questi Paesi non hanno quindi un libero mercato per i giochi in denaro, bensì un mercato caratterizzato da regole chiare. Essi autorizzano, controllano e, se necessario, impongono il loro diritto bloccando l’accesso. Anche la Danimarca, ad esempio, spesso menzionata come modello liberale, applica tale sistema e, lo scorso febbraio, la sua corte suprema ha obbligato i provider a bloccare 24 siti Internet che proponevano giochi non autorizzati (cfr. il comunicato stampa della Danish Gambling Authority del 6 febbraio 2018).

 

Altro

Già oggi le vincite dei giocatori nelle case da gioco sono esenti da tasse. Le vincite alle lotterie o alle scommesse sportive sono invece imponibili se superano 1000 franchi. La legge elimina questa disparità di trattamento. In futuro, nella maggior parte dei casi le vincite dei giocatori non saranno più tassate. Le vincite alle lotterie che non superano un milione di franchi saranno ad esempio esenti da tasse. I giochi in denaro autorizzati diventano così più interessanti, il che porta a maggiori versamenti a favore della collettività.

No. La CFCG non si è mai detta contraria alla nuova legge sui giochi in denaro, e infatti la appoggia. Nella consultazione del 2014 aveva tuttavia espresso delle riserve sul modello proposto per il rilascio della concessione per giochi in linea. Questo punto era però praticamente incontestato: oltre alla CFCG soltanto un altro dei circa 1700 partecipanti si era detto contrario al modello. 

No, questa condanna non ha ripercussioni per la Svizzera, poiché il diritto europeo determinante per i giochi in denaro non è applicabile alla Svizzera. A parte questo, nella sua sentenza (comunicato) la Corte di giustizia riconosce esplicitamente che gli Stati possono disciplinare e limitare l’accesso al loro mercato nazionale dei giochi in denaro, in particolare per proteggere i consumatori. D’altronde, la Svizzera non discrimina le imprese estere. Già oggi il 40 per cento delle case da gioco è in mano a una maggioranza di proprietari esteri. 

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 17.05.2018