La Svizzera intende mantenere le regole per il ripristino dei controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen

Comunicati, DFGP, 13.12.2011

Berna. La Svizzera partecipa agli sforzi comuni per migliorare la cooperazione nell’ambito di Schengen. Non è tuttavia nell’interesse della Svizzera trasferire una competenza nazionale alla Commissione europea. Per tale motivo la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha difeso oggi a Bruxelles la posizione secondo cui il ripristino dei controlli alle frontiere interne deve rimanere di competenza esclusiva degli Stati membri di Schengen. Quale rappresentante dei Cantoni, ha partecipato al Comitato misto del Consiglio dei ministri di giustizia e degli affari interni (Consiglio GAI) il consigliere di Stato Hans-Jürg Käser, vicepresidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. La Svizzera ha inoltre firmato con la Germania un accordo teso ad abbreviare i termini per le procedure Dublino.

Negli Stati Schengen l'attuale situazione alla frontiera greco-turca e i movimenti migratori conseguenti alle rivolte nel Nord Africa hanno sollevato discussioni sulle regole per il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne. Oggi il Consiglio GAI ha discusso le proposte concrete della Commissione per la modifica del codice frontiere Schengen e per l'introduzione di una nuova procedura di valutazione del rispetto delle norme Schengen. La consigliera federale Sommaruga ha esposto al Consiglio la posizione della Svizzera, secondo cui il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne deve restare di competenza dei singoli Stati e non va trasferito alla Commissione. Si tratta di una competenza nazionale fondamentale che la Svizzera non intende cedere. Tale posizione, che la Svizzera ha difeso anche in passato, è condivisa dalla maggior parte degli Stati membri.

La Svizzera ha tuttavia appoggiato la proposta della Commissione di adottare provvedimenti a sostegno degli Stati in cui si riscontrano gravi carenze nei controlli alle frontiere esterne. Secondo la Svizzera tali provvedimenti non dovrebbero tuttavia essere vincolanti, poiché ciò costituirebbe un’ingerenza nella sovranità nazionale di tali Stati.

Motivi per la revoca temporanea dell’esenzione dal visto

Il Consiglio GAI ha inoltre discusso una proposta della Commissione sulla revoca temporanea dell’esenzione dal visto. Si è trattato soprattutto di precisare a quali condizioni può essere preso tale provvedimento. La Svizzera è favorevole all’esenzione dal visto per gli Stati dei Balcani occidentali. Le esperienze raccolte hanno tuttavia evidenziato la necessità di introdurre una clausola di salvaguardia tesa a combattere gli abusi.

I ministri hanno inoltre discusso come reagire alla crescente pressione migratoria. È stato sottolineato che sono prioritarie la protezione comune delle frontiere esterne, una migliore cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti e la lotta alla criminalità organizzata. Solo in tal modo si possono impedire la migrazione illegale e gli abusi in materia di asilo.

Durante il pranzo di lavoro sono state discusse diverse proposte per rafforzare la direzione politica della cooperazione Schengen. Visti i consistenti flussi migratori è importante che i cittadini siano coscienti che gli Stati Schengen si assumono le proprie responsabilità in materia di cooperazione.

Il Comitato misto ha inoltre discusso per la prima volta di sostituire con un fondo per la sicurezza interna gli strumenti di finanziamento finora adottati. Il dibattito sulla struttura del fondo è tuttavia soltanto agli inizi.

È stato inoltre trattato il problema delle bande criminali transfrontaliere. La consigliera federale Sommaruga ha osservato che tale problema riguarda anche la Svizzera. I ministri hanno concordato che è necessaria una cooperazione di polizia più intensa tra gli Stati membri e a livello europeo.

Firmato un accordo in materia di Dublino con la Germania

Ai margine della riunione del Comitato misto è stata firmato anche un accordo con la Germania che precisa le modalità della cooperazione bilaterale in materia di Dublino. L’accordo permette di accorciare i termini di trattamento e definisce i valichi di confine ove dovranno in futuro svolgersi i trasferimenti nell’ambito di Dublino.

Il Consiglio GAI ha infine deciso che a partire dal 19 dicembre 2011 il Principato del Liechtenstein farà parte di Schengen e Dublino. La consigliera federale Sommaruga ha colto l’occasione per congratularsi con il rappresentante del Principato del Liechtenstein.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 13.12.2011

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