Maternità surrogata: situazione carente – impegno per una soluzione internazionale

Comunicati, Il Consiglio federale, 29.11.2013

Berna. Sebbene in Svizzera la maternità surrogata sia vietata, talune coppie trovano donne all’estero disposte a portare in grembo un figlio per loro. Il Consiglio federale ritiene che le basi legali attuali consentano di tutelare gli interessi di questi bambini, ma nel complesso giudica carente la situazione, che solleva interrogativi etici sostanziali di vasta portata. Ecco perché la Svizzera s’impegnerà per una soluzione multilaterale del problema nell’ambito della Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato.

Nel suo rapporto in adempimento del postulato 12.3917, presentato dalla consigliera nazionale Jacqueline Fehr (PS/ZH), il Consiglio federale rileva che gran parte dei casi di maternità surrogata in Svizzera sfugga alle autorità. Le autorità federali sono a conoscenza di una decina di casi, ma quelli sommersi rischiano di essere numerosi. Il divieto della maternità surrogata nella Costituzione federale e nella legge sulla medicina della procreazione induce infatti le persone domiciliate in Svizzera, che si servono di una madre surrogata all’estero, ad evitare per quanto possibile il contatto con le autorità.

Interrogativi etici e giuridici

Il rapporto costata che il turismo riproduttivo sorto su scala globale, solleva numerosi interrogativi fondamentali di ordine etico e giuridico. Disciplinare i diritti dei genitori, ad esempio, è difficile: ne consegue l’elusione delle disposizioni in materia di adozione o a tutela dei bambini, i quali a loro volta faranno fatica a salvaguardare i propri interessi e diritti, ad esempio quello di conoscere la propria ascendenza.

Precaria anche la situazione delle madri surrogate: spesso provengono da ceti sociali svantaggiati (p. es. negli Stati Uniti) o da ambienti caratterizzati da povertà e miseria (India, Giorgia, Ucraina, Russia). Non è possibile controllare che le madri surrogate ricevano assistenza e cure mediche, psicologiche e sociali adeguate e che percepiscano un compenso equo.

Principio supremo: il bene del bambino

Il Consiglio federale giudica carente la situazione nel suo complesso sebbene, nello specifico, le attuali basi legali consentano alle autorità competenti di tutelare gli interessi del bambino. Occorre sussumere determinate fattispecie in leggi che in origine non erano state concepite per casi del genere. Il principio supremo dovrà essere sempre il bene del bambino.

Il Consiglio federale ritiene indispensabile la collaborazione di tutti gli Stati per garantire una tutela efficiente dei bambini. Per meglio contrastare gli abusi, la Svizzera s’impegna a vari livelli in favore di una soluzione multilaterale, in particolare nell’ambito della Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 29.11.2013

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