Profili del DNA per il perseguimento penale: modificate le pertinenti ordinanze

Parole chiave: DNA | Perseguimento penale

Comunicati, Il Consiglio federale, 22.10.2014

Berna. Quasi 15 anni fa è stato introdotto il confronto dei profili del DNA per l’identificazione degli autori di reato da parte delle autorità di perseguimento penale. Oggigiorno il perseguimento penale sarebbe impensabile senza il sostegno efficiente e affidabile fornito da tale strumento. Con una revisione parziale dell’ordinanza sui profili del DNA, mercoledì il Consiglio federale ha creato i presupposti affinché il sostegno fornito dalle analisi forensi possa continuare a svolgersi secondo i metodi più aggiornati. Nel contempo, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ha approvato la revisione totale dell’ordinanza del DFGP sui laboratori di analisi del DNA.

Sin dal 2000 l’Ufficio federale di polizia (fedpol) gestisce a livello nazionale il sistema d’informazione basato sui profili del DNA. Si tratta di uno strumento indispensabile per le autorità di perseguimento penale in quanto consente di identificare autori di reato e di individuare nessi con altri reati. I profili registrati nel sistema d’informazione provengono dal rilevamento segnaletico di una persona o da tracce inizialmente non attribuibili rinvenute sul luogo di reato o, ad esempio, su un oggetto utilizzato durante un reato. L’adeguamento delle due ordinanze permette di tenere conto degli sviluppi tecnologici nel settore del trattamento del DNA e dei progressi nelle procedure di laboratorio.

Novità nell’ordinanza sui profili del DNA

La modifica dell’ordinanza sui profili del DNA statuisce che in futuro, oltre al responsabile del laboratorio di analisi del DNA, anche il suo supplente dovrà disporre del titolo "genetista forense SSML" della Società svizzera di medicina legale. Le ulteriori modifiche dell’ordinanza si sono rese necessarie per stare al passo con gli sviluppi nel settore tecnico-scientifico. Prendendo ad esempio atto che gli apparecchi per analizzare una traccia sono sempre più sofisticati, l’ordinanza estende da 5 a 15 anni la durata di conservazione del materiale biologico delle tracce rinvenute sul luogo di un reato. Pertanto, anche qualora lo stato attuale della tecnica non consentisse di allestire un profilo del DNA utilizzabile di una traccia, le autorità di perseguimento penale avranno la possibilità di sottoporre tale traccia a un’ulteriore analisi in un secondo momento, ovvero quando saranno disponibili metodi di analisi più evoluti.

L’ordinanza ora disciplinerà anche il confronto di cosiddetti profili parziali del DNA con i profili registrati nell’apposito sistema d’informazione. Per profili parziali s’intendono i profili di tracce il cui materiale è di scarsa qualità o presente soltanto in quantità minime (cosiddetto DNA degradato). Per questi profili non è possibile analizzare tutte le regioni del DNA (loci) definite nel processo, motivo per cui il confronto con il sistema d’informazione non produce un riscontro univoco. Il risultato del confronto può tuttavia fornire alle autorità inquirenti informazioni che permettono loro di restringere il cerchio degli indiziati. Queste informazioni devono essere in seguito confermate o invalidate mediante il "classico" lavoro di polizia, ovvero lo svolgimento di ricerche e l’assunzione delle prove presso le persone indiziate.

Ordinanza del DFGP sui laboratori di analisi del DNA

Gli aspetti tecnico-scientifici che hanno influito sulla modifica dell’ordinanza sui profili del DNA, hanno avuto un ruolo ancor più determinante nel quadro della revisione totale dell’ordinanza del DFGP sui laboratori di analisi del DNA. Il settore dell’analisi del DNA è soggetto a rapidi sviluppi nell’ambito dei metodi genetico-molecolari e delle procedure tecniche. La nuova versione dell’ordinanza tiene debitamente conto di tali sviluppi disciplinando ad esempio il contenuto dei processi di analisi, quali il numero di loci da analizzare, o l’obbligo di eseguire la doppia analisi. Riguardo ai metodi e alle procedure concede, invece, ai laboratori il margine di manovra necessario per applicare le pertinenti innovazioni tecniche. Infine è stata colta l’occasione per precisare singole disposizioni e colmare alcune lacune.

La revisione parziale dell’ordinanza sui profili del DNA e la revisione totale dell’ordinanza del DFGP sui laboratori di analisi del DNA entreranno in vigore il 1° gennaio 2015.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 22.10.2014

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