La Svizzera prende posizione dinanzi alla CGUE sull’arbitrato internazionale

Comunicati, UFG, 30.09.2014

Berna. In data odierna la Svizzera si è espressa dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) in merito alla relazione tra arbitrato e diritto europeo. In quanto sede arbitrale tra le più importanti a livello mondiale, la Svizzera è interessata a che le disposizioni europee che disciplinano le competenze dei tribunali civili statali non riducano l’attrattiva dell’arbitrato commerciale internazionale. Tali disposizioni sono infatti applicabili anche in Svizzera in virtù della Convenzione di Lugano.

La Lituania ha presentato alla Corte di giustizia in Lussemburgo una domanda di pronuncia pregiudiziale che ha come oggetto il riconoscimento di una sentenza arbitrale svedese volta a vietare un procedimento giudiziario statale in Lituania mediante una cosiddetta anti-suit injunction (un’inibitoria che vieta un’azione in giudizio). Il tribunale lituano si è rivolto alla CGUE temendo che il riconoscimento della suddetta sentenza arbitrale possa limitare l’applicazione del regolamento concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (regolamento "Bruxelles I").

Nel campo del diritto europeo in materia di competenza giurisdizionale ed esecuzione nonché nel settore Schengen-Dublino, la Svizzera può, al pari degli Stati membri dell’UE, partecipare ai procedimenti pregiudiziali. In particolare, può prendere posizione in merito a questioni sottoposte alla CGUE da un tribunale nazionale nel quadro di tali procedure.

Timore infondato

Nel suo parere la Svizzera ha precisato che una convenzione arbitrale non sottrae ai tribunali statali il controllo della competenza arbitrale. Secondo la convenzione di New York concernente il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze arbitrali estere, neanche un’anti-suit injunction pronunciata da un tribunale arbitrale può impedire che il tribunale esecutivo esamini la validità di una convenzione arbitrale. La convenzione di New York è applicata in 150 Stati, tra cui tutti gli Stati membri dell’UE. Il timore espresso dinanzi alla CGUE che la convenzione sottragga alla giurisdizione statale la facoltà di decidere sull’applicabilità del regolamento "Bruxelles I" è pertanto infondato.

I tribunali statali non hanno il monopolio sulla protezione giuridica

In questo contesto la Svizzera ha rammentato che la garanzia dell’accesso a un tribunale, sancita dalla Costituzione e dai diritti umani, non conferisce ai tribunali statali il monopolio sulla protezione giuridica. Anzi, proprio nell’ambito delle controversie commerciali transfrontaliere, l’arbitrato privato fornisce un contributo altrettanto valido alla garanzia della protezione giuridica.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 30.09.2014

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