La protezione dei dati va rafforzata

Parole chiave: Protezione dei dati

Comunicati, Il Consiglio federale, 01.04.2015

Berna. Mercoledì il Consiglio federale ha deciso di rivedere la legge federale sulla protezione dei dati (LPD). Ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di sottoporgli entro fine agosto 2016 un avamprogetto di revisione della LPD che tenga conto delle riforme in materia di protezione dei dati attualmente in corso nell’UE e presso il Consiglio d’Europa.

In seguito alla valutazione della LPD nel 2010 e nel 2011, il Consiglio federale aveva incaricato il DFGP di esaminare eventuali misure legislative per migliorare la protezione dei dati. A tal fine, il DFGP ha istituito un gruppo di lavoro composto di rappresentanti dell’Amministrazione federale, dei Cantoni, del settore scientifico nonché delle organizzazioni dell’economia e dei consumatori. Il rapporto stilato dal gruppo di lavoro, di cui il Consiglio federale ha preso atto mercoledì, illustra diverse varianti per adeguare le disposizioni in materia di protezione dei dati agli sviluppi tecnologici e sociali e risolvere i problemi legati all’applicazione della LPD.

Considerare le riforme europee

Attualmente le disposizioni sulla protezione dei dati sono rivedute sia nell’UE sia presso il Consiglio d’Europa, il quale sta rielaborando la Convenzione, ratificata dalla Svizzera, per la protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale. Il progetto volto a modernizzare la Convenzione entrata in vigore nel 1985 sarà probabilmente adottato nel corso del 2015 o del 2016 e sottoposto per firma alle parti contraenti. Secondo il Consiglio federale, la rinuncia alla ratifica della Convenzione modernizzata del Consiglio d’Europa comporterebbe per la Svizzera notevoli ripercussioni negative sul traffico internazionale di dati.

Al momento anche l’UE sta rivedendo i suoi atti normativi in materia di protezione dei dati ed è probabile che tali lavori si concluderanno non prima della fine del 2015. È vero che la Svizzera è vincolata alla legislazione europea in materia di protezione dei dati soltanto se questa costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino. Il traffico di dati con l’UE presuppone tuttavia che in linea di massima l’UE riconosca come adeguato il livello di protezione dei dati della Svizzera. Il nostro Paese ha pertanto tutto l’interesse a rafforzare le sue disposizioni in materia.

Con la revisione della LPD il Consiglio federale si propone di creare i presupposti affinché la Svizzera possa ratificare la Convenzione modernizzata del Consiglio d’Europa e, se necessario nell’ambito dello sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino, recepire gli atti normativi europei in materia di protezione dei dati.

Il Consiglio federale intende tuttavia portare avanti rapidamente gli ulteriori lavori. Fissando il termine per l’elaborazione di un avamprogetto a fine agosto 2016, è possibile tenere adeguatamente conto dell’esito di queste riforme europee.

Rafforzare i diritti degli interessati

Dalla valutazione della LPD è emerso che soltanto di rado gli interessati fanno valere i loro diritti nei confronti degli addetti al trattamento dei dati. Al fine di migliorare la futura applicazione della legge, al momento dell’elaborazione dell’avamprogetto da porre in consultazione sarà esaminata la necessità di potenziare in maniera mirata, oltre alle competenze e facoltà dell’IFPDT, anche i diritti degli interessati nonché le procedure per l’applicazione del diritto. Questo vale in particolare per gli ambiti in cui sussistono ancora lacune rispetto alle riforme del Consiglio d’Europa.

Con la revisione della LPD il Consiglio federale intende migliorare anche il controllo e il dominio dei dati nonché la protezione dei minori. Grazie alla promozione delle regole della buona prassi si mira infine ad anticipare l’effetto della protezione dei dati.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 01.04.2015

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