Il Consiglio federale presenta il rapporto sul diritto di seguito

Parole chiave: Proprietà intellettuale

Comunicati, Il Consiglio federale, 11.05.2016

Berna. Il cosiddetto diritto di seguito consentirebbe agli artisti figurativi di riscuotere una percentuale sul ricavo dalla vendita successiva delle loro opere. In data odierna il Consiglio federale ha adottato un rapporto pertinente che adempie un postulato del consigliere agli Stati Luginbühl. Il rapporto illustra le possibilità di configurazione del diritto di seguito e ne analizza le ripercussioni economiche.

Il rapporto arriva alla conclusione che il diritto di seguito non centrerebbe l’obiettivo di migliorare la situazione sociale ed economica di un numero maggiore di artisti. Il Consiglio federale ha pertanto deciso di rinviarne l’introduzione, fermo restando che meritino estrema attenzione le esperienze negli altri Paesi e gli sviluppi internazionali, in particolare il dibattito in corso presso il Comitato permanente per i diritti d'autore e i diritti connessi dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale. L’Esecutivo non esclude di riconsiderare la situazione in un secondo momento.

Rapporto in adempimento di un postulato Luginbühl

Con il postulato 13.4083 del 5 dicembre 2013 il consigliere agli Stati Luginbühl ha incaricato il Consiglio federale di illustrare in un rapporto le possibili soluzioni per pagare agli artisti figurativi svizzeri una quota percentuale del ricavo realizzato rivendendo le loro opere.

Dall'introduzione in Francia del diritto di seguito nel 1920, diversi Paesi, compresi tutti gli Stati membri dell'Ue, hanno adottato normative pertinenti; non l’hanno invece fatto Stati Uniti e Cina, le due principali piazze del commercio d'arte. Il rapporto pubblicato dal Consiglio federale illustra le possibilità di configurazione del diritto di seguito e ne esamina le potenziali ripercussioni sull'economia. Dall'analisi emerge che le aspettative in merito al diritto di seguito sarebbero in gran parte disattese. I dati dell'Ue mostrano infatti che questo tipo di normativa favorisce solo una minoranza di artisti, perlopiù già molto noti, e i loro eredi.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 11.05.2016

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