La consigliera federale Sommaruga firma un accordo migratorio con lo Sri Lanka

Comunicati, DFGP, 04.10.2016

Berne. Martedì la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha firmato un accordo migratorio con il ministro degli interni Seneviratne Bandara Nawinne. L’accordo costituisce la base per rinsaldare la cooperazione migratoria tra la Svizzera e lo Sri Lanka e disciplina le modalità di ritorno delle persone tenute a lasciare la Svizzera, aumentando quindi la certezza giuridica. In precedenza la consigliera federale Sommaruga aveva visitato l’ex teatro dei conflitti nel nord del Paese, a prevalenza tamil, dove ha incontrato persone rientrate dalla Svizzera, attivisti dei diritti umani e altri rappresentanti della società civile. Mercoledì la Consigliera federale incontrerà il presidente srilankese Maithripala Sirisena prima di proseguire il viaggio di lavoro recandosi nella capitale indiana Nuova Delhi.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga e il ministro degli interni srilankese Seneviratne Bandara Nawinne si stringono la mano dopo aver firmato l’accordo migratorio bilaterale.
enlarge_picture La consigliera federale Simonetta Sommaruga e il ministro degli interni srilankese Seneviratne Bandara Nawinne dopo la firma dell’accordo (Foto: DFGP)

L’accordo migratorio con lo Sri Lanka costituisce la base per intensificare la cooperazione con le autorità srilankesi, ad esempio nell’ambito del ritorno volontario e del reinserimento, nella lotta al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani, nonché nel settore della gestione migratoria. La consigliera federale Sommaruga considera l’accordo migratorio uno strumento in grado di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. Ha prospettato che a medio termine potrebbe scaturirne un partenariato migratorio più ampio, a condizione che siano fatti ulteriori progressi per quanto riguarda i diritti umani.

L’accordo non implica cambiamenti di prassi decisionale per la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che continuerà a esaminare ogni singola domanda d’asilo per appurare, in un primo momento, se sono adempite le condizioni per riconoscere al richiedente la qualità di rifugiato, e in seguito, se un allontanamento verso lo Sri Lanka è ammissibile e ragionevolmente esigibile. L’accordo sancisce formalmente l’attuale cooperazione con le autorità srilankesi nel riammettere persone che non adempiono più le condizoni per soggiornare nell’altro Stato contraente, e aumenta quindi la certezza giuridica in materia.

Sono previsti periodici incontri peritali per garantire la corretta attuazione e applicazione dell’accordo – in particolare il rimpatrio sicuro delle persone rinviate e il loro trattamento conforme al rispetto dei diritti umani.

Visita nel nord del Paese

La consigliera federale Sommaruga ha anche visitato l’ex teatro dei conflitti nel nord dello Sri Lanka, dove dal 2003 la Svizzera ha ricostruito circa 5100 case distrutte e porta avanti un programma a tutela dei lavoratori immigrati. Inoltre il nostro è l’unico Paese occidentale ad avere una rappresentanza permanente in loco. La Svizzera appoggia l’impegno locale in favore dei diritti umani e della pace e, allo scopo di attuare tale programma, ha distaccato un consulente per la sicurezza umana a Colombo e una collaboratrice a Jaffna.

La consigliera federale Sommaruga ha visitato, tra le altre cose, il progetto di formazione professionale cofinanziato dalla Svizzera «Bridges to the Future – Vocational Training in the North/East of Sri Lanka» a Kilinochchi. Il progetto consente ai giovani di conseguire una formazione e un perfezionamento professionale per avere migliori prospettive sul mercato del lavoro indigeno, offrendo loro un’alternativa all’emigrazione. Il programma è espressamente accessibile anche a chi fa ritorno dalla Svizzera.

A Jaffna la consigliera federale Sommaruga aveva parlato con persone rimpatriate dalla Svizzera che hanno beneficiato di un aiuto individuale al ritorno e sono riusciti a reinserirsi nel mondo del lavoro. Grazie all’aiuto al ritorno di circa 3500 franchi ricevuto dalla Svizzera, uno dei rimpatriati incontrati ha potuto impiantare un allevamento aviario creando svariati posti di lavoro.

Accompagnare il Paese sulla via della riconciliazione

La consigliera federale Sommaruga ha poi incontrato le famiglie di persone disperse, il primo ministro della provincia settentrionale Canagasabapathy Visuvalingam Wigneswaran, alcuni deputati dell’Alleanza nazionale Tamil, come pure attivisti dei diritti umani e altri rappresentanti della società civile. Tutti hanno illustrato le sfide legate al processo di riconciliazione nazionale in corso. La Consigliera federale ha evidenziato l’importanza di portare avanti tale processo e le riforme democratiche, continuando a colmare le lacune ancora esistenti nella tutela dei diritti umani. Ha ribadito la disponibilità della Svizzera a mantenere il suo sostegno allo Sri Lanka in questo percorso.

Per mercoledì, l’ultimo giorno della visita di lavoro ufficiale nello Sri Lanka, è prevista una visita di cortesia al presidente Maithripala Sirisena. La consigliera federale Sommaruga apprezza il processo di riforma e riconciliazione avviato, ma evidenzierà la necessità di fare progressi proprio per quanto riguarda i diritti umani. Incoraggerà il presidente Sirisena ad attuare le misure accettate dallo Sri Lanka l’anno scorso nella risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e comprendenti in particolare l’abrogazione di taluni aspetti della legge antiterrorismo che violano il diritto internazionale.

Dopo il colloquio la consigliera federale Sommaruga proseguirà il suo viaggio alla volta della capitale indiana Nuova Delhi, dove per giovedì è prevista tra l’altro la firma di due accordi in materia di migrazione.

Aggiornamento del 5 ottobre 2016:
Per ragioni di agenda, il Presidente non ha potuto ricevere la consigliera federale Sommaruga, che è stata invece stata ricevuta da Wijeyadhasa Rajapakshe, ministro di giustizia e consigliere giuridico del presidente. Gli argomenti trattati durante l’incontro non sono mutati

 

Impegno svizzero nello Sri Lanka

La Svizzera ha avviato il proprio sostegno allo Sri Lanka nel 2001 puntando dapprima sull’aiuto umanitario per lenire gli effetti della guerra civile e dello tsunami del 26 dicembre 2004. (DSC Sri Lanka) Il trentennale conflitto armato nello Sri Lanka aveva spinto alla fuga centinaia di migliaia di persone. Numerosi sfollati trovarono rifugio nel nostro Paese, dove oggi vivono oltre 50 000 persone provenienti dallo Sri Lanka, la metà delle quali ha acquisito la cittadinanza svizzera. (DFAE: relazioni bilaterali Svizzera-Sri Lanka)

Da anni la Svizzera fornisce aiuto in loco sostenendo i settori più svariati. Tanto per fare un esempio, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) propone un aiuto al ritorno individuale a chi rientra nello Sri Lanka (cfr. SEM: Rückkehrhilfe konkret / Aide au retour concrète [non disponibile in italiano]), e dal 2014 sostiene, tra le altre cose, un progetto di formazione professionale nelle parti settentrionale e orientale del Paese.

Dopo l’elezione di Maithripala Sirisena a presidente nel 2015, nello Sri Lanka sono stati mossi i primi passi verso una riconciliazione. Da allora la Svizzera appoggia il Paese nel percorso di riforma e di riconciliazione. Ha anche intensificato le relazioni bilaterali, in primo luogo la cooperazione migratoria, ispirata ai principi della politica migratoria estera della Svizzera (DFAE: politica migratoria estera della Svizzera, Comunicato DSC: impegno svizzero nello Sri Lanka, DFAE: strategia della Confederazione)

Numerosi incontri bilaterali testimoniano le relazioni politiche rinvigorite: nel marzo del 2016 a Berna si è svolto un incontro di lavoro tra il Ministro degli esteri srilankese Mangala Samaraweera e il consigliere federale Burkhalter, recatosi nello Sri Lanka l’anno precedente; il 22 gennaio 2016 il presidente della Confederazione Schneider-Ammann ha incontrato il primo ministro Ranil Wickremesinghe a Davos, mentre nel settembre del 2015 l’allora presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga aveva incontrato il presidente Maithripala Sirisena a margine dell’Assemblea generale dell’ONU.

Prassi in materia di asilo e allontanamento

Dopo l’arresto di due richiedenti l’asilo respinti al loro rientro in Sri Lanka nell’estate del 2013, la Svizzera aveva temporaneamente sospeso tutti i rimpatri verso lo Sri Lanka rinunciando anche a emanare decisioni in materia di esecuzione del rinvio. La vicenda è stata esaminata accuratamente, anche in loco. I due uomini arrestati sono ormai a piede libero, la moratoria decisionale ha potuto essere revocata al 26 maggio 2016. (Comunicato SEM: pronti i rapporti sull’arresto di due richiedenti l’asilo srilankesi)

Nel corso di un viaggio di servizio nei mesi di gennaio e febbraio 2016, la SEM ha riesaminato la situazione quanto a sicurezza e diritti umani nello Sri Lanka. Fondandosi su informazioni fornite da esperti e organizzazioni internazionali, la SEM ha quindi deciso di adeguare la propria prassi in materia di asilo e allontanamento. Infatti la situazione è complessivamente migliorata nella regione di conflitto settentrionale, divenendo più sicura. Inoltre sono stati registrati progressi sostanziali in fatto di tutela dei diritti umani, ad esempio per quanto attiene alla libertà di opinione e di associazione. Permane tuttavia qualche lacuna. La SEM ne terrà conto nel quadro del consueto esame individuale delle domande d’asilo, pur ritenendo in linea di massima ragionevolmente esigibile l’esecuzione degli allontanamenti verso lo Sri Lanka. Nel 2015 lo Sri Lanka era il quinto Paese di provenienza nel settore dell’asilo Svizzero. Il tasso di riconoscimento era del 71 per cento circa nel 2014, scendendo al 58 per cento nel 2015 per assestarsi sugli attuali 51 per cento. (Comunicato SEM: adeguamento della prassi d'asilo e d'allontanamento, Focus Sri Lanka 2016 [disponibile soltanto in tedesco])

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Schweiz und Sri Lanka schliessen Migrationsabkommen ab
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