L’impegno della Confederazione contro l’antisemitismo

Parole chiave: Discriminazione

Comunicati, DFGP, 17.11.2016

Berna. Il Servizio per la lotta al razzismo ha documentato per la prima volta in un rapporto le misure della Confederazione contro l’antisemitismo in Svizzera. Il rapporto dà un quadro esaustivo delle attività di sensibilizzazione e prevenzione, della situazione giuridica e della protezione degli ebrei e delle loro istituzioni.

Il Consiglio federale considera la lotta risoluta e sistematica contro ogni forma di razzismo e di antisemitismo un compito permanente della Confederazione. Un rapporto elaborato dal Servizio per la lotta al razzismo in collaborazione con diversi altri organi federali mostra ora in quali settori si opera contro l'antisemitismo. Il Consiglio federale è stato informato del rapporto in occasione della sua seduta del 16 novembre 2016.

Protezione degli ebrei e delle loro istituzioni

Dopo gli attentati terroristici perpetrati in diversi Paesi europei, la comunità ebraica è giustamente preoccupata per la propria sicurezza. Per garantire la protezione degli ebrei e delle loro istituzioni è necessaria una buona collaborazione tra le autorità di tutti i livelli istituzionali e le organizzazioni ebraiche. Il Servizio delle attività informative della Confederazione valuta costantemente i rischi nel nostro Paese e l'Ufficio federale di polizia collabora strettamente con i corpi di polizia cantonali e comunali, che agiscono a diretto contatto con le organizzazioni ebraiche e sono responsabili della loro sicurezza. L'anno scorso è stata sistematizzata e intensificata la collaborazione tra gli organi competenti e le comunità ebraiche.

Perseguimento dei crimini e dei messaggi d'odio

A livello giuridico, la norma penale contro la discriminazione razziale, l'articolo 261bis del Codice penale, protegge dalle discriminazioni che hanno luogo in pubblico. Questo significa che possono essere perseguiti anche i crimini e i messaggi d'odio, cioè le esternazioni che hanno nella discriminazione e nell'umiliazione dell'Altro l'unico movente. I tribunali penali possono tener conto dei moventi razzisti all'atto di fissare la pena.

Oltre a esporre i compiti della sicurezza e la situazione giuridica, il rapporto offre anche indicazioni sugli episodi e gli atteggiamenti antisemiti, sulle attività di prevenzione e sensibilizzazione, sulla promozione della tolleranza nelle scuole, sull'impegno della Commissione federale contro il razzismo contro l'istigazione all'odio su Internet e sugli sforzi di Cantoni, Città e Comuni nell'istituire consultori e nel promuovere il dialogo interreligioso.

2014: introduzione dell'autovalutazione

In passato il Consiglio federale ha più volte esortato ad impegnarsi pubblicamente senza se e senza ma a favore del rispetto reciproco e contro il razzismo e l'antisemitismo. Nel 2014, durante il suo turno di presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa OSCE, la Svizzera ha introdotto un metodo di autovalutazione con cui gli Stati membri devono esaminare in modo autocritico i loro sforzi nella lotta contro l'antisemitismo. Ai fini di un'autovalutazione costante, il Centro svizzero di competenza per i diritti umani è stato incaricato di analizzare in che misura la Svizzera ha attuato i suoi obblighi e in quali ambiti è ancora necessario intervenire. Il presente rapporto si basa su questa analisi.

Anche in futuro, la Svizzera s'impegnerà contro i genocidi, le pulizie etniche, il razzismo, l'antisemitismo e la xenofobia a livello internazionale e nel 2017 assumerà la presidenza dell'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 17.11.2016

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