Visita in Lussemburgo: scambio di esperienze relative a un diritto di famiglia moderno

Parole chiave: Stato civile

Comunicati, DFGP, 27.10.2017

Il 27 ottobre 2017 la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha incontrato il ministro della giustizia lussemburghese Félix Braz, con cui ha discusso delle possibilità per rispecchiare maggiormente nel diritto i bisogni delle persone transessuali o con varianti dello sviluppo sessuale. Un ulteriore tema è stato l’allargamento del matrimonio a persone omosessuali. Le esperienze maturate dal Lussemburgo in entrambi i settori sono di grande interesse per la Svizzera, ha sottolineato la consigliera Sommaruga.

L’iniziativa parlamentare "Matrimonio civile per tutti" (13.468) intende allargare il matrimonio alle coppie omosessuali. Il Parlamento ha conferito al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) l’incarico di chiarire approfonditamente le possibili ripercussioni di un "matrimonio per tutti" nei diversi ambiti legali. In particolare vanno verificate le conseguenze nel settore della medicina riproduttiva e del diritto in materia di adozione. Come sempre per le iniziative parlamentari, sarà il parlamento a decidere la tempistica dei lavori.

In Lussemburgo le coppie omosessuali possono sposarsi dall’inizio del 2015. A livello europeo il matrimonio per tutti esiste già in 15 Paesi, tra cui anche un Paese piuttosto conservatore come l’Irlanda. Simonetta Sommaruga e il ministro della giustizia lussemburghese concordano sul fatto che il matrimonio per tutti non danneggia nessuno: chi desidera sposarsi lo potrà fare anche in futuro. Il valore della famiglia tradizionale non viene intaccato, ma anche altre forme di convivenza sono oggi una realtà. Per questo motivo, da qualche tempo diversi ambiti del diritto di famiglia sono in fase di revisione per essere adeguati alle realtà sociali. Nel 2004 il Lussemburgo ha introdotto la convivenza legale (PACS), che può essere scelta da chiunque. Attualmente si sta valutando questa possibilità anche in Svizzera: il Consiglio federale si esprimerà in merito in un rapporto previsto per la metà del 2018.

Transessualità e varianti dello sviluppo sessuale

La consigliera Sommaruga, che è stata accompagnata dal presidente del Consiglio di Stato sangallese Fredy Fässler in qualità di rappresentante della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), ha avuto uno scambio di opinioni con il ministro Braz anche in merito alle particolari esigenze delle persone transessuali o con varianti dello sviluppo sessuale. Le persone transessuali non sentono di appartenere al sesso corrispondente alle loro caratteristiche fisiche esterne. Le persone nate con una variante dello sviluppo sessuale non possono sempre essere attribuite chiaramente, in base alle loro caratteristiche sessuali, alle categorie "maschile" e "femminile" riconosciute dalla medicina.

In Lussemburgo i lavori di elaborazione di una legge che rende più semplice per le persone transessuali e con varianti dello sviluppo sessuale cambiare sesso e prenome nel registro dello stato civile sono già in fase avanzata. Anche il DFGP sta attualmente valutando una semplificazione del genere. Oggi, infatti, le persone interessate sono costrette a ricorrere a una procedura giudiziaria per poter modificare le loro iscrizioni nel registro dello stato civile. È plausibile che in futuro possano semlicemente dichiarare all’Ufficio dello stato civile di voler cambiare l’iscrizione del loro sesso e del loro prenome senza un intervento chirurgico o una perizia medica preliminari. Tale cambiamento non comporterebbe alcuna modifica dei rapporti retti dal diritto di famiglia come il matrimonio, l’unione domestica registrata e i vincoli di filiazione.

I lavori di revisione in corso si basano sul rapporto del Consiglio federale del 25 maggio 2016 in adempimento del postulato Naef (12.3543). In tale documento il Consiglio federale, attingendo ai risultati di uno studio del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU), era giunto alla conclusione che il diritto vigente non protegge a sufficienza contro la discriminazione le persone transessuali e con varianti dello sviluppo sessuale. In particolare, l’attuale procedura giudiziaria per il cambiamento di sesso nel registro dello stato civile pone troppe difficoltà burocratiche ed è quindi discriminatoria. Questa posizione è anche in linea con una raccomandazione della Commissione nazionale d’etica per la medicina umana (CNE) e con una raccomandazione del Consiglio d’Europa.

Scambio con esperti e diretti interessati

Il DFGP mantiene uno stretto contatto con esperti e diretti interessati. Anche in Lussemburgo la consigliera Sommaruga ha in programma di incontrare alcuni esperti per sentire le loro valutazioni riguardo alle nuove soluzioni offerte dalla legge. Attualmente si sta ancora valutando quale esito dovranno avere i lavori in corso in Svizzera.  

Transessualità e varianti dello sviluppo sessuale in Svizzera

Ogni anno in Svizzera nascono circa 40 bambini il cui sesso non può essere determinato in modo univoco. A seconda della definizione, però, il numero di bambini che presentano una variante dello sviluppo sessuale risulta superiore. La letteratura specializzata stima, inoltre, che in Svizzera vivano tra 100 e 200 transessuali che sono già stati operati o che stanno valutando se sottoporsi a un’operazione. Complessivamente il numero di transessuali è tuttavia superiore, dato che non tutti decidono di sottoporsi a un’operazione di cambiamento del sesso. Sebbene la quota di transessuali e persone con una variante dello sviluppo sessuale sia relativamente piccola rispetto alla popolazione totale, i diretti interessati e i loro congiunti subiscono spesso una grande pressione psichica. Una semplificazione della procedura legale e un cambiamento dei paradigmi sociali potrebbero in parte alleviare questa pressione.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 27.10.2017

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