La consigliera federale Sommaruga invoca una riforma del sistema d’asilo europeo

Comunicati, DFGP, 12.07.2018

I Paesi europei non possono accontentarsi di cercare soluzioni alle sfide migratorie all’esterno delle loro frontiere, ma dovrebbero mettere in piedi un sistema d’asilo comune che preveda responsabilità condivise. È l’appello lanciato dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga il 12 luglio 2018 a Innsbruck, in occasione dell’incontro informale dei ministri di giustizia e degli interni dell’Unione europea (UE) e dei Paesi associati a Schengen.

Su iniziativa dell’Austria, che il 1° luglio ha assunto la presidenza del Consiglio dell’UE, le discussioni vertevano sulla protezione delle frontiere e i metodi per rendere il sistema d’asilo più resistente alle crisi. La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha colto l’occasione per ricordare che l’attuale situazione sul fronte dell’asilo è calma: il numero di domande depositate in Europa è molto più contenuto rispetto agli ultimi anni. L’Europa dovrebbe approfittarne per mettere in piedi un sistema d’asilo solido che la prepari ad affrontare le sfide di un eventuale aumento della pressione migratoria.

Il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) si è detta stupita che i Paesi europei continuino a dibattere le stesse misure discusse nel 2011 durante la primavera araba o ancora nel 2015 sulla scia del flusso di migranti e rifugiati che raggiungevano l’Europa sulla rotta dei Balcani. A tutt’oggi, taluni Paesi puntano unicamente a rafforzare le frontiere esterne dello spazio Schengen e a potenziare la collaborazione con i Paesi d’origine per agevolare i rinvii. L’idea discussa a Innsbruck, ossia allestire centri per richiedenti l’asilo all’esterno dello spazio Schengen, è vaga e lascia aperti numerosi quesiti giuridici e politici.

Sistema d’asilo comune

La Consigliera federale ha invitato i suoi omologhi a investire almeno altrettanta energia nelle necessarie riforme del sistema d’asilo interno all’Europa, per far sì che ciascuno assuma le proprie responsabilità, sgravare i Paesi situati alle frontiere esterne dello spazio Schengen e assicurare che le persone bisognose di protezione possano effettivamente ottenerla.

I ministri hanno inoltre condiviso le esperienze fatte nella lotta all’antisemitismo e la protezione delle istituzioni ebraiche. In Svizzera, la Confederazione e i Cantoni progettano di sostenere un consolidamento della sicurezza delle minoranze con particolari esigenze di protezione. Si tratta segnatamente delle comunità ebree, ma anche musulmane, nel mirino di terroristi e altri gruppi violenti.

Incontri bilaterali

Tra gli altri argomenti all’ordine del giorno figura la cooperazione di polizia, e in particolare la lotta al traffico di esseri umani – una priorità strategica della Svizzera, che opera in stretta collaborazione con i suoi partner europei.

Il Capo del DFGP si è inoltre intrattenuta con Horst Seehofer e Matteo Salvini, i suoi omologhi rispettivamente di Germania e d’Italia. Questi incontri bilaterali hanno permesso di discutere la cooperazione bilaterale con i due Paesi vicini.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 12.07.2018

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