Confederazione e Cantoni concordi su un’Agenda Integrazione comune

Parole chiave: Integrazione

Comunicati, Il Consiglio federale, 30.04.2018

La Confederazione e i Cantoni mirano a integrare più velocemente nel mondo del lavoro i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente riducendo così anche la loro dipedenza dall’aiuto sociale. A tale scopo hanno concordato un’agenda comune in materia d’integrazione (Agenda Integrazione) che prevede maggiori investimenti, obiettivi concreti e un processo d’integrazione vincolante per tutti i soggetti coinvolti. L’Agenda Integrazione è stata approvata il 23 marzo 2018 dalla Conferenza dei governi cantonali e adottata il 25 aprile 2018 dal Consiglio federale. Nella stessa seduta, il Collegio esecutivo ha inoltre deciso di aumentare la somma forfettaria per l’integrazione destinata ai Cantoni. Infine, la Confederazione e i Cantoni intendono analizzare insieme e a breve gli effetti disincentivanti nel sistema di finanziamento del settore dell’asilo.

Illustrazione Agenda Integrazione
enlarge_picture Fonte: SEM

L’essenziale in breve:

  • La Confederazione e i Cantoni hanno deciso l’Agenda integrazione Svizzera. Con maggiori investimenti e obiettivi concreti s’intende integrare più rapidamente i rifugiati nel mondo del lavoro.
  • In questo modo saranno in grado di provvedere a sé stessi e ridurre la dipendenza dall’aiuto sociale. Si tratta di un investimento proficuo che, a lungo termine, consentirà di ridurre i costi elevati.
  • In futuro i Cantoni otterranno dalla Confederazione una somma forfettaria unica a favore dell’integrazione pari a 18 000 franchi per persona.

Con le procedure d’asilo celeri, che saranno introdotte in Svizzera all’inizio del 2019, chi cerca protezione saprà rapidamente se può restare nel nostro Paese. L’Agenda Integrazione crea i presupposti per permettere ai rifugiati e alle persone ammesse provvisoriamente di integrarsi rapidamente nella nostra società ed entrare nel mondo del lavoro. La Confederazione e i Cantoni partono dal presupposto che il 70 per cento circa dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente in età lavorativa ha potenzialmente le capacità per integrarsi in modo duraturo nel mercato del lavoro e provvedere quindi ai loro bisogni e a quelli della loro famiglia nel lungo termine. Grazie all’Agenda Integrazione sarà possibile impiegare meglio questo potenziale interno al nostro Paese e l’economia svizzera potrà reclutare meno lavoratori provenienti dall’estero.

Integrazione rapida e obbligatoria

L’Agenda Integrazione di Confederazione e Cantoni fissa una serie di obiettivi obbligatori da raggiungere attraverso un processo d’integrazione che dovrà essere applicato da tutti i Cantoni. Uno di questi obiettivi prevede che dopo tre anni tutti i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente abbiano conoscenze di base di una lingua nazionale. Inoltre almeno la metà degli adulti dovrà essere integrata nel mercato del lavoro dopo sette anni. Questo processo d’integrazione, che inizia già poco dopo l’arrivo in Svizzera, prevede misure d’incentivazione concrete, ad esempio per quanto riguarda l’apprendimento della lingua, la preparazione a offerte formative post-obbligatorie o l’integrazione professionale e sociale. In futuro sarà eseguita un’approfondita valutazione del potenziale dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente in età lavorativa; inoltre tutti costoro saranno obbligatoriamente seguiti e consigliati, durante l’intero processo d’integrazione, da uno specialista.

Investimento proficuo

Per garantire il finanziamento di tali misure, i Cantoni riceveranno dalla Confederazione una somma forfettaria per l’integrazione pari a 18 000 franchi per persona. Da una serie di rilevamenti approfonditi nei Cantoni e da calcoli effettuati in comune è emerso che il processo d’integrazione auspicato richiede ulteriori finanziamenti. In una seconda tappa, la Confederazione e i Cantono verificheranno globalmente, nei prossimi due anni, il finanziamento dell’alloggio, dell’assistenza e dell’integrazione nell’ambito del settore dei rifugiati e dell’asilo. L’obiettivo è quello di semplificare il sistema di finanziamento, sgravare Confederazioni e Cantoni a livello amministrativo e rafforzare gli incentivi all’integrazione. Il Consiglio federale si attende così anche un appianamento delle differenze esistenti tra i Cantoni in relazione alle misure d’integrazione e i loro effetti.

Ipotizzando che annualmente i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente siano circa 11 000, a breve termine questo processo si tradurrà per la Confederazione in un aumento delle uscite annuali pari a 132 milioni di franchi. Secondo dei calcoli tuttavia, per ogni franco investito, gli enti pubblici risparmieranno, grazie all’Agenda Integrazione, fino a quattro franchi per persona in età lavorativa. Da un calcolo basato su un modello matematico, emerge ad esempio che per ciascun adulto (26-49 anni) che, grazie all’Agenda Integrazione, si integra più rapidamente nel mondo del lavoro, il settore pubblico potrà risparmiare in media 90 000 franchi circa. Le misure inoltre sgravano non solo il sistema dell’aiuto sociale ma anche il settore formativo, precisato che le prestazioni in materia d’integrazione, attualmente fornite dal settore formativo a questo gruppo di persone, non rientrano nell’Agenda Integrazione.

L’Agenda si limita al settore dell’asilo. Entro la fine del 2019 vanno inoltre chiarite determinate questioni relative in particolare all’organizzazione e al finanziamento di prestazioni d’integrazione preliminari per giovani e giovani adulti che arrivano in Svizzera senza essere richiedenti l’asilo.

Mezzi supplementari per minorenni non accompagnati

Parallelamente all’Agenda Integrazione, la Confederazione e i Cantoni si sono accordati su un sistema per indennizzare correttamente i costi per i minorenni non accompagnati nel settore dell’asilo (MNA). Considerata la loro età e vulnerabilità nonché il loro grado di maturità e formazione, questi giovani che arrivano in Svizzera senza alcun legame familiare e in cerca di protezione, hanno esigenze diverse in termini di alloggio e assistenza rispetto ai richiedenti l’asilo adulti. Per i Cantoni questo comporta un aumento dei costi. Un alloggio e un’assistenza adeguati degli MNA del settore dei rifugiati e dell’asilo sono tuttavia di capitale importanza per l’integrazione di questi giovani.

Dai calcoli effettuati dalla Confederazione e dai Cantoni, in stretta coordinazione con l’Agenda Integrazione, è emerso che i costi computabili per l’assistenza e l’aiuto sociale ammontano a un totale di 100 franchi al giorno per MNA, di cui 86 saranno assunti dalla Confederazione in futuro. In data odierna, il Consiglio federale ha aumentato di conseguenza anche i sussidi ai Cantoni per gli MNA e approvato un modello di calcolo basato sul numero di MNA che soggiornano in Svizzera in un momento specifico. In base all’effettivo registrato alla fine di gennaio 2018, i sussidi federali supplementari ai Cantoni ammonterebbero a circa 30 milioni di franchi.

L’elaborazione dell’Agenda Integrazione è iniziata nel mese di marzo 2017 dai dipartimenti federali competenti (Dipartimento federale di giustizia e polizia [DFGP] e Dipartimento federale dell’economia, della formazione della ricerca [DEFR]) insieme alle preposte Conferenze governative cantonali (Conferenza dei Governi cantonali [CdC], Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali [CDOS] e Conferenza svizzera dei direttori della pubblica educazione [CDPE]) e sarà attuata verosimilmente nella primavera del 2019.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 30.04.2018

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