La Svizzera partecipa al Fondo europeo per la sicurezza interna

Comunicati, Il Consiglio federale, 17.07.2018

La Svizzera ratifica l’Accordo aggiuntivo sulla partecipazione al Fondo per la sicurezza interna (ISF Frontiere). Il nuovo strumento sostituisce il cosiddetto Fondo per le frontiere esterne nella gestione dei confini dello spazio Schengen. L’ISF Frontiere contribuisce a garantire controlli efficaci e quindi a migliorare la protezione delle frontiere esterne di Schengen. Si tratta di un importante strumento di solidarietà in quanto offre un sostegno agli Stati che, in ragione della loro posizione geografica, sono chiamati a sostenere costi ingenti per la protezione dei loro confini esterni. La Svizzera parteciperà al Fondo a partire dal 1° agosto 2018.

Lo spazio Schengen dipende da controlli efficaci alle frontiere esterne comuni; l’obiettivo è impedire gli attraversamenti irregolari del confine e agevolare quelli regolari riducendo i tempi di attesa. Come Stato associato, la Svizzera gode di una sicurezza rafforzata nell’intero spazio Schengen. Tuttavia, la responsabilità delle frontiere esterne compete a tutti gli Stati Schengen.

Gli Stati Schengen sono responsabili del controllo delle frontiere esterne, ma non tutti sono chiamati ad assolvere tale compito in egual misura: i Paesi che presentano estese frontiere marittime e terrestri o che ospitano sul proprio territorio importanti aeroporti internazionali devono affrontare costi sproporzionati per la protezione delle frontiere. Per sostenere questi Stati con finanziamenti a progetto, è stato istituito l’ISF‑Frontiere per il periodo 2014-2020. Tale strumento sostituisce il precedente Fondo per le frontiere esterne, cui la Svizzera ha partecipato fino alla fine del 2013, anno in cui il Fondo è scaduto.

Dopo il Consiglio federale, anche il Parlamento ha approvato, nella sessione primaverile, l’Accordo aggiuntivo sulla partecipazione della Svizzera all’ISF‑Frontiere. Martedì 17 luglio 2018, il nostro Paese ha ratificato l’Accordo di modo che parteciperà al nuovo strumento a partire dal 1° agosto 2018.

Oneri bilanciati nei compiti di controllo alle frontiere

Per il periodo 2014–2020 è stato preventivato un fabbisogno finanziario di 2,76 miliardi di euro, cui vanno sommati i contributi degli Stati associati a Schengen. La Svizzera parteciperà al Fondo con circa 144 milioni di franchi.

In compenso si prevede che il nostro Paese riceverà dall’ISF‑Frontiere circa 21 milioni di franchi per progetti nazionali. Nel proprio programma nazionale ISF, la Svizzera ha posto l’accento su misure legate alla gestione delle frontiere riguardanti la migrazione illegale, la minaccia terroristica e il crescente numero di passeggeri nel traffico aereo.

Con le risorse del Fondo si intende in particolare finanziare l’ampliamento dell’infrastruttura di controllo delle frontiere presso gli aeroporti svizzeri, compresa l’introduzione di tornelli di controllo automatizzati negli aeroporti di Zurigo e Ginevra, il che permetterà di ridurre sensibilmente il tempo d’attesa dei viaggiatori. Saranno inoltre promossi l’invio di agenti di collegamento per le questioni migratorie in Paesi terzi e la gestione del Sistema d’informazione Schengen (SIS).

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 17.07.2018

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