Opzioni d’intervento per evitare che i cittadini di Paesi terzi percepiscano l’aiuto sociale

Parole chiave: Sostegno finanziario

Comunicati, Il Consiglio federale, 07.06.2019

Il Consiglio degli Stati ha incaricato il Consiglio federale di analizzare le possibilità a disposizione della Confederazione per limitare l’aiuto sociale ai cittadini di Paesi terzi. In linea di principio l’aiuto sociale è di competenza dei Cantoni e dei Comuni, tuttavia la Confederazione dispone di competenze generali per regolamentare il soggiorno che costituisce il presupposto per percepire tale aiuto. Nella seduta del 7 giugno 2019, il Consiglio federale ha adottato il rapporto sulle opzioni d’intervento.

Per adempiere il postulato 17.3260 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati, sono stati commissionati due studi: il primo fornisce l’analisi statistica dell’aiuto sociale ai cittadini di Paesi terzi, il secondo esamina la prassi dei Cantoni in materia.

Gli studi hanno evidenziato che il rischio di dipendere dall’aiuto sociale è strettamente connesso con le ragioni per cui è stato rilasciato il permesso di domicilio o quello di dimora. Praticamente nessun cittadino di un Paese terzo, in Svizzera per ragioni di lavoro o di studio, percepisce l’aiuto sociale. Viceversa tale rischio è superiore alla media nel caso di cittadini di Paesi terzi arrivati nel nostro Paese in seguito al ricongiungimento familiare con uno svizzero o uno straniero.

Margine d’intervento minimo per la Confederazione

La Confederazione può intervenire solo in modo molto limitato e mirato nelle competenze cantonali riguardanti la determinazione e il versamento dell’aiuto sociale nel settore degli stranieri. Tuttavia dispone di competenze generali per disciplinare il soggiorno che costituisce il presupposto per percepire l’aiuto sociale cantonale. Il rapporto si concentra pertanto sulle possibilità di inasprire le disposizioni vigenti in materia di diritto degli stranieri e di cittadinanza. Dette possibilità comprendono anche eventuali adeguamenti degli accordi d’integrazione, dei presupposti per la naturalizzazione dei minori o del criterio per il percepimento dall’aiuto sociale come motivo di revoca del permesso di dimora. Inoltre illustra le possibilità per migliorare l’integrazione di gruppi a rischio al fine di evitare una dipendenza dalle prestazioni sociali.

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di esaminare, nell’ambito di un gruppo di esperti che comprenda anche le autorità cantonali preposte all’esecuzione, gli effetti e l’attuabilità di queste proposte. Al termine di tale analisi, il DFGP sottoporrà al Consiglio federale, entro la fine di novembre 2019, un rapporto sui risultati e una proposta sulle tappe successive.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 07.06.2019

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