Migliori condizioni quadro per i controlli di frontiera negli aeroporti

Parole chiave: Politica di sicurezza

Comunicati, Il Consiglio federale, 13.12.2019

Obblighi relativi alla costruzione e all’esercizio degli aeroporti che costituiscono frontiere esterne di Schengen e aiuti finanziari ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera. Questo è quanto prevede la modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) che il Consiglio federale ha posto in consultazione nella seduta del 13 dicembre 2019.

Con l’associazione alla normativa Schengen nel 2008 si è radicalmente modificato il regime dei controlli personali alle frontiere nazionali della Svizzera: mentre sono stati aboliti i controlli personali indipendenti da un sospetto alle frontiere interne dello spazio Schengen, quelli alle frontiere esterne, in Svizzera gli aeroporti, sono stati rafforzati. A tal fine, nel 2014 il Consiglio federale ha emanato un primo piano d’azione contenente misure per contrastare in maniera efficace e coordinata l’immigrazione illegale (in particolare la tratta di esseri umani), combattere la criminalità transfrontaliera e agevolare l’immigrazione legale. Mentre la maggior parte delle misure è già stata attuata, alcune richiedono ancora delle basi legali.

Sanciti nella legge gli obblighi degli aeroporti

Sulla base del piano d’azione "Gestione integrata delle frontiere", la modifica proposta intende disciplinare nella LStrI gli obblighi relativi alla costruzione e all’esercizio degli aeroporti che costituiscono frontiere esterne di Schengen. I gestori degli aeroporti sono tenuti, ad esempio, a mettere gratuitamente a disposizione delle autorità competenti i locali necessari per un controllo di frontiera ordinato. È inoltre necessario adattare i processi operativi alle esigenze dei controlli di frontiera. In generale, le misure che si ripercuotono sui controlli richiedono un’approvazione.

Aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza

L’avamprogetto istituisce una base legale chiara per l’esercizio dei centri di partenza e la partecipazione finanziaria della Confederazione. A causa del forte aumento della migrazione irregolare alla frontiera meridionale della Svizzera tra il 2016 e il 2017, il Canton Ticino ha dovuto aprire un centro di partenza. Questi centri cantonali di partenza garantiscono il rinvio rapido, nel quadro di accordi bilaterali di riammissione, degli stranieri oggetto di una decisione di allontanamento senza formalità nell’area di confine. In tal modo è attuata anche la mozione Abate "Aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera" (17.3857).

La consultazione durerà fino al 27 marzo 2020.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 13.12.2019

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