Il Consiglio federale avvia la consultazione riguardante l’ampliamento della guardia di frontiera e costiera europea

Parole chiave: Schengen/Dublin

Comunicati, Il Consiglio federale, 13.12.2019

Nella sua seduta del 13 dicembre 2019, il Consiglio federale ha avviato la consultazione riguardante il recepimento e la trasposizione del rivisto regolamento UE relativo alla guardia di frontiera e costiera europea. Il mandato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) viene così rafforzato, al fine di proteggere meglio le frontiere esterne insieme alle autorità nazionali.

Con l’istituzione della guardia di frontiera e costiera europea nel 2016 sono state previste nuove misure di protezione delle frontiere esterne. Poiché, tuttavia, il personale e l’equipaggiamento sono stati messi a disposizione da parte degli Stati Schengen su base volontaria, si sono verificate alcune difficoltà che hanno compromesso l’efficacia delle operazioni. A Frontex viene quindi conferito un mandato più completo a sostegno delle attività degli Stati Schengen nei settori della protezione delle frontiere, dei rimpatri e della cooperazione con i Paesi terzi. A tal fine Frontex riceverà più personale e attrezzatura tecnica. Gli Stati Schengen rimarranno i principali responsabili della protezione delle proprie frontiere esterne.

L’ampliamento mira a migliorare ulteriormente la lotta contro la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale alle frontiere esterne, e di ciò beneficerà anche la Svizzera. Il regolamento prevede inoltre il rafforzamento della protezione dei diritti umani da parte di Frontex a favore dei migranti.

Personale

Al fine di disporre del personale necessario, tra il 2021 e il 2027 Frontex costituirà un corpo permanente di 10 000 membri. Quest’ultimo va inteso come capacità massima. Nel quadro delle trattative sulla revisione del regolamento, la Svizzera si è impegnata con successo affinché le dimensioni del corpo permanente vengano sottoposte a verifica nel 2023. Il corpo sarà composto da personale operativo distaccato da Frontex o dagli Stati membri per impieghi a lungo termine o di breve durata. La Svizzera partecipa già oggi a interventi Frontex. Si prevede che, entro il 2027, essa invierà annualmente all’Agenzia fino a 16 esperti per impieghi di due anni e fino a 59 esperti per impieghi della durata massima di quattro mesi. Gli esperti dovranno essere messi a disposizione sia dall’Amministrazione federale delle dogane e dalla Segreteria di Stato della migrazione che dai Cantoni.

Rimpatri

In futuro Frontex potrà assistere gli Stati Schengen per quanto riguarda tutti gli aspetti correlati ai rimpatri di persone che soggiornano illegalmente nello Stato in questione. Il nuovo mandato comprende il sostegno ai rimpatri volontari nonché l’identificazione dei cittadini di Paesi terzi e l’acquisizione dei documenti di viaggio.

Ripercussioni sul piano finanziario

L’UE intende dotare Frontex di un preventivo nettamente più elevato. Di conseguenza, i contributi della Svizzera a Frontex, che attualmente ammontano a circa 14 milioni di franchi all’anno, aumenteranno. In base ai calcoli attuali, tali contributi registreranno una crescita graduale fino a raggiungere i 75 milioni di franchi nel 2024. Attualmente non è tuttavia possibile fornire cifre esatte, poiché il quadro finanziario pluriennale 2021−2027 dell’UE non è ancora stato negoziato in maniera definitiva e i risultati della verifica nel 2023 potrebbero avere delle ripercussioni sul preventivo.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 13.12.2019

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