La SEM riduce i costi nel settore dell’asilo e potenzia il rimpatrio dei richiedenti l’asilo respinti

Comunicati, SEM, 09.09.2019

L’attuazione delle nuove procedure d’asilo celeri funziona bene. Visto il numero costantemente basso di nuove domande d’asilo, la SEM, su incarico della consigliera federale Karin Keller-Sutter, attua tuttavia una serie di misure volte a garantire un usufrutto ottimale ed efficiente del sistema. Sospendendo in via temporanea l’esercizio di parte degli alloggi nei centri federali d’asilo, ad esempio, i costi gestionali potranno essere ridotti di circa 30 milioni di franchi l’anno. Inoltre, le domande d’asilo in giacenza soggette al diritto previgente saranno liquidate con diversi mesi di anticipo. Al vaglio anche misure volte a consentire il rimpatrio di un numero maggiore di richiedenti l’asilo respinti verso Stati di provenienza poco cooperativi.

Nel 2014, in occasione della conferenza nazionale sull’asilo, la Confederazione e i Cantoni avevano convenuto che, dall’entrata in vigore della nuova legge sull’asilo, la Confederazione avrebbe gestito 5000 nuovi posti di alloggio nei propri centri per l’asilo in vista di attuare le procedure d’asilo velocizzate. Con ciò sarebbe stato possibile trattare fino a 29 000 domande d’asilo l’anno. Al momento la Confederazione dispone di un po’ più di 4000 posti di alloggio, che però sono occupati soltanto per metà. Negli ultimi anni il numero di nuove domande d’asilo non ha cessato di diminuire. Per l’anno in corso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede attorno alle 14 500 domande, il che rappresenterebbe la cifra più bassa dal 2007.

Due centri federali chiusi temporaneamente

Pertanto la SEM ha deciso di sospendere temporaneamente l’esercizio di parte dei posti di alloggio presso tutti i centri federali d’asilo. I due centri federali d’asilo senza funzione procedurale di Kappelen (BE) e Muttenz (BL) saranno chiusi totalmente fino a nuovo avviso. Ciò consentirà di ridurre i costi gestionali di circa 30 milioni di franchi l’anno. Ciò corrisponde circa al 30 per cento dei costi annuali nei settori dell’assistenza e della sicurezza.

L’obiettivo è che i restanti centri federali d’asilo siano occupati in ragione dell’80 per cento circa. Con i 2200 posti di alloggio che resteranno così a disposizione sarà possibile trattare attorno alle 16 000 nuove domande d’asilo l’anno. Se il numero di nuove domande riprenderà ad aumentare, i posti di alloggio temporaneamente sospesi potranno essere riattivati nell’arco di quattro a dodici settimane. Resta dunque garantita la capacità di gestire le fluttuazioni.

Quale prima misura, il 1° settembre scorso è già stato sospeso temporaneamente l’esercizio del centro speciale per richiedenti l’asilo renitenti di Les Verrières (NE). Il livello di occupazione molto basso aveva infatti generato costi gestionali sproporzionatamente elevati. La ricerca di un’ubicazione nella Svizzera tedesca per il secondo centro speciale inizialmente previsto è stata sospesa.

Evasione velocizzata delle domande d’asilo soggette al diritto previgente

Alla SEM restano da evadere quasi 8000 domande d’asilo presentate prima dell’entrata in vigore della nuova legge sull’asilo, avvenuta il 1° marzo 2019. In un primo tempo era previsto di trattare queste domande soggette al diritto previgente entro il febbraio 2021. Frattanto i ritmi sono stati accelerati e si prevede ora di ultimare il disbrigo di queste domande al più tardi nell’autunno 2020. Questo grazie al numero ridotto di nuove domande d’asilo e a diverse misure organizzative che hanno liberato congrue risorse di personale presso la SEM.

Miglioramento dell’esecuzione degli allontanamenti

Negli ultimi anni, grazie a una migliore cooperazione con numerosi Stati di provenienza, è stato possibile ridurre in maniera costante il numero di allontanamenti non ancora eseguiti di richiedenti l’asilo respinti. Va detto tuttavia che la cooperazione con alcuni Stati non è ancora ottimale; in alcuni casi la SEM si scontra addirittura con una totale assenza di volontà di cooperazione. La SEM intende rafforzare ulteriormente la collaborazione con i Cantoni per quanto riguarda l’esecuzione dei rimpatri e si propone, in particolare, di accompagnare più da vicino i casi specifici particolarmente difficili. Vi è inoltre l’opzione di distaccare ulteriori Immigration Liaison Officers nell’Africa occidentale, nel Corno d’Africa o nel Medio Oriente, allo scopo di fornire un sostegno sul posto in vista del rimpatrio dei richiedenti l’asilo respinti. Nel settore dell’aiuto al ritorno e alla reintegrazione è opportuno potenziare ulteriormente gli strumenti che finora hanno dato buoni risultati, in modo che un numero per quanto possibile elevato di richiedenti l’asilo che non hanno diritto a ottenere protezione nel nostro Paese decida di lasciare volontariamente la Svizzera.

Esistono altre misure atte a promuovere l’esecuzione degli allontanamenti. All’inizio del 2020 gli Stati Schengen porranno in vigore una rifusione del codice dei visti, grazie alla quale la politica europea in materia di visti sarà correlata alla politica in materia di ritorno – ad esempio grazie a restrizioni per il rilascio dei visti a cittadini di Stati che non si mostrano cooperativi nel settore del ritorno. La Svizzera plaude a questo sviluppo e, nella sua veste di Stato associato a Schengen, formulerà attivamente le proprie esigenze.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 09.09.2019

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