Respinta l’iniziativa per l’attuazione: reazione della consigliera federale Simonetta Sommaruga

Parole chiave: Delinquenza | Rimpatrio

Discorsi, DFGP, 28.02.2016. Consigliera federale Simonetta Sommaruga. Vale il testo parlato.

Sehr geehrte Damen und Herren
Das Volk hat entschieden. Es hat heute die Durchsetzungsinitiative mit 58.9 % abgelehnt. Und dies bei einer hohen Stimmbeteiligung von 63.1 %.

Mesdames et Messieurs,
Le peuple a décidé. Il a rejeté l’initiative de mise en œuvre à 58,9 %, avec une participation de 63,1 %.

Signore e Signori,
il Popolo ha deciso. Oggi ha respinto l’iniziativa per l’attuazione con il 58,9 per cento dei voti. La partecipazione è stata elevata, si è recato alle urne il 63,1 per cento dei votanti.

Fautori o avversari, poco importa: credo che nelle ultime settimane ce ne siamo resi conto tutti:

Questa votazione ha smosso la Svizzera. È stata una votazione particolare. E importante. Per vari motivi:

Primo, e lo dico volentieri:

  • Oggi la maggioranza dei votanti ha preso chiaramente posizione in favore degli stranieri nel nostro Paese e in particolare di quelli di seconda generazione.
  • Oggi la maggioranza dei votanti ha affermato: gli stranieri di seconda generazione non sono soltanto tollerati in Svizzera. Fanno invece parte del nostro Paese. E come tali vanno trattati.

Secondo, e lo affermo come ministro di giustizia:

  • Oggi è stato un giorno importante per la Svizzera nella sua qualità di Stato di diritto. Oggi non abbiamo portato avanti lo Stato di diritto. Ma:
  • Oggi i votanti hanno difeso lo Stato di diritto.

Terzo, e altrettanto importante:

  • Oggi i votanti hanno affermato: anche in una democrazia diretta nessuno può diventare onnipotente, nemmeno i votanti.
  • In altre parole: la divisione dei poteri fa parte della democrazia.
  • I votanti stessi hanno deciso di non volersi ergere a parlamentari e giudici.
  • Questa autolimitazione è un segno di maturità democratica.

Quarto, oggi è stato un giorno importante per la Svizzera:

  • Perché la maggioranza dei votanti ha detto: il diritto nazionale non deve prevalere sui diritti umani.

Signore e Signori, perché questa votazione non era soltanto importante, ma anche particolare?

Fino a pochi mesi fa sembrava che l’iniziativa avrebbe trovato una chiara maggioranza. Quello che è accaduto dopo, non lo abbiamo vissuto spesso in questi termini.

C’è stata una vasta mobilitazione, con ogni strumento di comunicazione disponibile.

L’effetto, da un lato, è stato molto positivo: direi che la campagna ha politicizzato parecchi giovani. Hanno votato in molti, anche coloro che di solito non votano. In molti hanno per la prima volta dimostrato impegno politico.

Si è discusso dello Stato di diritto, della separazione dei poteri, di concetti come la proporzionalità: argomenti quindi che non sono particolarmente accattivanti – eppure il dibattito è stato sorprendentemente appassionato.

Ho trovato affascinante questa mobilitazione, questa democrazia diretta vissuta intensamente nelle ultime settimane. Il bello è che questo impegno ha coinvolto tutti gli strati sociali, tutte le generazioni. Ecco, sì:

Abbiamo vissuto un impegno impressionante della società civile, un impegno nuovo per le sue dimensioni. L’esito della votazione non è il risultato di una campagna condotta a suon di milioni. È il risultato dell’impegno di numerosi cittadini e cittadine.

E se oggi elogio il vigore della nostra democrazia diretta, non intendo tuttavia travisare la realtà. Mi preoccupa infatti che:

  • Le ultime settimane sono state caratterizzate, oltre che da una grande energia positiva, anche da molta incomprensione, aggressività e odio.
  • Non possiamo fare a meno di constatare – ancora una volta – una certa disunione nel nostro Paese.
  • Nella nostra società si stanno insinuando divari inquietanti:
    • divari tra città e campagna;
    • divari anche tra le diverse parti del Paese;
    • divari tra quelli che si considerano Svizzeri aperti al mondo e quelli che nutrono scetticismo o avversione nei confronti di tutto ciò che è europeo, straniero o in qual modo forestiero.

Quelli che oggi sono in minoranza, in passato hanno composto la maggioranza.

La qualità di una democrazia, in particolare di una democrazia diretta, risulta – ne sono convinta – dal rispetto che la maggioranza manifesta nei confronti della minoranza.

E la votazione odierna è stata proprio la decisione di una maggioranza – i votanti svizzeri – su una minoranza, gli stranieri.

Oggi sono in minoranza anche i sostenitori dell’iniziativa per l’attuazione.

A loro vorrei pertanto dire:

  • Se avete votato sì perché volete leggi severe per gli stranieri che hanno commesso reati gravi:
    • Sappiate che in seguito all’iniziativa espulsione il Parlamento ha inasprito le leggi, che ora possono entrare in vigore. È stato quindi tenuto conto della vostra richiesta.

Questo mostra – e mi rivolgo ancora una volta esplicitamente ai sostenitori dell’iniziativa per l’attuazione:

La nostra democrazia funziona!

  • Non lasciatevi indurre a credere che il nostro Parlamento sia un’istituzione inutile, fatta per perdere tempo e far circolare aria fritta. Non è vero. Tali affermazioni sono veleno per la nostra democrazia.
  • Al mondo sono pochi i Paesi con istituzioni che funzionano bene come in Svizzera. In passato ne andavamo fieri. Non lasciamoci convincere che da noi sta tutto andando a rotoli.

Signore e Signori: c’è un solo modo per ridurre i divari nella nostra società:

  • Ed è il dialogo.

Per questo motivo ho due messaggi per coloro che oggi hanno detto di no impegnandosi di persona questo no.

Primo: portate avanti questo impegno civile cui avete contribuito a dare vita nelle ultime settimane.

E secondo: cercate di costruire ponti con chi oggi si è ritrovato in minoranza.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 28.02.2016