Il partito dei principi - Perché ci vuole un’UDC forte in seno al Consiglio federale

Discorso del consigliere federale Christoph Blocher in occasione dell’Assemblea dei delegati dell’UDC Svizzera a Friburgo

Discorsi, DFGP, 21.10.2006. Fanno fede sia la versione scritta sia quella parlata; l’oratore si riserva il diritto di apportare consistenti modifiche al testo scritto.

Friburgo. In Consiglio federale ci vuole un’UDC forte perché questo partito difende principi validi. È quanto ha affermato il consigliere federale Christoph Blocher in occasione dell’Assemblea dei delegati dell’UDC Svizzera. Le buone soluzioni vanno conquistate facendo valere le proprie idee. A tal fine ci vogliono rappresentanti forti in seno a tutti i partiti. Altrimenti il sistema di concordanza non ha alcun senso.

Il partito dei principi

Per quale motivo ci vuole un’UDC forte in seno al Consiglio federale?

Scomponiamo questa domanda!

1. Perché all’UDC spettano due seggi in Consiglio federale?

  • Perché siamo il partito che raccoglie il maggior numero di voti in Svizzera.
  • Perché nel nostro sistema di concordanza i partiti sono rappresentati in seno al Consiglio federale in base alla loro forza elettorale.

Questo è l’aspetto puramente matematico del quesito. Ognuno di noi è in grado di accertarlo. Se è disposto e capace di contare fino a due.

2. Perché ci vuole un’UDC forte in Consiglio federale?

Devo porre questa domanda in un altro modo: chi ha interesse ad avere un’UDC debole in Consiglio federale?
Io no.
Voi no.
Noi no.
Sono i nostri avversari che auspicano un’UDC debole in seno al Consiglio federale.
Ma noi non facciamo politica per i nostri avversari bensì per i cittadini di questo Paese. E ciò è piuttosto all’opposto di quello che fanno i nostri avversari in politica. È proprio per questo motivo che dobbiamo fare l’inverso. Ma per farlo ci vuole forza! E anche un’UDC forte in Governo.

Perché la Sinistra e i Verdi chiedono ad alta voce un’UDC debole in seno al Consiglio federale? Soltanto i partiti deboli sopportano male avversari forti. Sono del parere che dovrebbero ormai essere lontani i tempi in cui, come durante i regimi socialisti, gli avversari venivano ridotti al silenzio, reclusi o esclusi.

No, il sistema svizzero si alimenta grazie al fatto che ogni tema venga ampiamente dibattuto. Ma a tal fine ci vogliono tante idee diverse.

Anche come imprenditore mi sono accorto che occorre sempre tenere presente tutti gli aspetti di una questione. Approfondire tutte le alternative. Ogni problema e ogni soluzione vanno analizzati in modo critico. È questo il fondamento del successo. Se tutti la pensano allo stesso modo, diamo soltanto vita a un’armonia apparente. Ma una pseudoarmonia è il contrario di una soluzione valida. Occorre dare forma alle soluzioni valide. Le buone soluzioni vanno conquistate facendo valere le proprie idee. Ciò vale in azienda – e anche in politica. Per questo occorrono rappresentanti forti in ogni partito!

Altrimenti il sistema di concordanza non ha alcun senso. Se i quattro partiti di Governo perorassero tutti le medesime idee, la presenza di quattro diversi partiti in Consiglio federale si rivelerebbe inutile.

3. Perché ci vuole l’UDC?

Perché ci vuole un’UDC forte in Consiglio federale? Perché caldeggiamo principi validi. E sono i principi che contano. Il politico che non ha presente quali siano gli ideali del suo partito è condannato a fallire nelle questioni di natura pratica o a portare avanti la politica sbagliata. Colui che non imposta correttamente la propria bussola, non troverà mai la propria strada. D’altro canto però, quando la bussola è stata impostata bene, la soluzione concreta non potrà poi essere tanto sbagliata.

In generale in politica sbaglia soprattutto colui che si scosta dai principi!
È per tale motivo che è importante avere principi validi. E altrettanto importante è continuare ad attenersi ai propri principi. Anche contro tutte le ostilità esterne. Poiché se gli avversari si accorgono che un partito ha dei principi, magari persino principi importanti e validi, lo combatteranno in modo veemente. E’ questa la realtà. E voi sapete di cosa parlo. Anch’io lo so. Un partito con dei principi – e soprattutto un partito che li segue – costituisce un pericolo per l’avversario.

L’UDC è il partito che raccoglie il maggior numero di voti in Svizzera. Dobbiamo dunque adempiere il mandato conferitoci dagli elettori. I cittadini ci votano perché credono ai nostri principi, alle nostre soluzioni, alla nostra capacità d’imporsi, alla nostra politica. È per questo che non ci scostiamo dai nostri principi:

  1. Noi siamo i garanti di una Svizzera indipendente. È per questo motivo che non ci lasciamo imbrigliare istituzionalmente. Un’adesione all’UE significherebbe la fine della nostra indipendenza, della nostra neutralità, della nostra democrazia diretta. Ed è proprio per questi valori che vale la pena combattere.
     
  2. Vogliamo una Svizzera indipendente che ci permetta di salvaguardare la nostra libertà d’azione. Soltanto così siamo in grado di proporre una politica adeguata ed emanare leggi ottimali per un piccolo Stato come il nostro. Puntiamo sui punti di forza della Svizzera: uno Stato snello, pochi disciplinamenti, imposte contenute, un livello elevato di responsabilità individuale.
     
  3. Senza l’UDC e senza democrazia diretta il nostro Paese sarebbe già da tempo membro dell’UE. Già in occasione del dibattito sullo SEE nel 1992 ci erano state profetizzate conseguenze funeste. L’allora Segretario di Stato Franz Blankart disse che nel giro di 5 anni avremmo pregato l’UE in ginocchio di "accettarci a qualsiasi prezzo in qualità di membro". Per fortuna che la maggior parte delle profezie viene contraddetta dal futuro. Oggi – ossia 14 anni dopo il no allo SEE – uno studio del WEF (World Economic Forum) ha dimostrato che la Svizzera è il Paese più competitivo del mondo. E ciò senza SEE e senza UE, ma grazie alla nostra indipendenza, a un’UDC forte, alla democrazia diretta, alla fermezza dei nostri cittadini e a voi, cari delegati dell’Unione democratica di centro svizzera.

Se l’UDC continuerà a portare avanti bene il proprio lavoro, sarà in grado di far valere ovunque i propri principi. Nei Comuni, nei Cantoni e in seno alla Confederazione. La politica occorre farla dove si rivela necessaria, ossia nei parlamenti e negli esecutivi, ma anzitutto con gli strumenti della democrazia diretta. È per questo motivo che portiamo gli ideali dell’UDC anche in Consiglio Federale. Con totale convinzione e impegno.

4. Il mandato dell’UDC

Non serve a nulla avere un’UDC in Consiglio Federale che sia soltanto un partito «alibi».
Non vogliamo un’UDC che si accontenta semplicemente della sua presenza in Consiglio Federale. L’elezione in seno a un collegio significa: ora inizia il vero lavoro. L’elezione in Consiglio Federale non deve costituire soltanto il traguardo che poi permette di adagiarsi e godere dei lati piacevoli di questa funzione. No, non deve essere così. Altrimenti era meglio stare all’opposizione. Nell’elezione è implicito un mandato conferitoci dai cittadini e questo mandato va onorato. Ciò comporta degli oneri. E se il mandato è assolto come si deve, comporta più oneri che onori!

Veniamo eletti perché propugniamo un programma di partito dai contorni ben chiari. Veniamo eletti perché facciamo ciò per cui siamo stati eletti. Veniamo eletti perché offriamo soluzioni, strategie e menti pensanti. Veniamo eletti perché sappiamo che i problemi vanno dapprima messi sul tavolo. E questo lavoro non può essere piacevole!
Il nostro punto di forza deve essere: scrutare. Il nostro orientamento tiene conto della realtà. Dei fatti. Ci interessano i cittadini e ciò che li preoccupa.

Colui che utilizza la realtà come metro di misura deve anche essere in grado di indicare i problemi. In una democrazia deve essere possibile mettere tutti i temi sul tavolo, anche quelli più scomodi. È per questo che ritengo che la libertà d’espressione sia la premessa essenziale per una democrazia. Particolarmente in Svizzera, ove si vota anche su tematiche concrete. Ognuno deve avere la possibilità di dire ciò che pensa senza che venga subito arrestato o senza dover temere di subire contraccolpi a livello professionale o nella vita pubblica.

Gli ultimi anni hanno prodotto un clima d’intimidazione nel nostro Paese. Colui che è di parere diverso viene giudicato in modo moralistico. Colui che parla di criminalità degli stranieri è subito bollato di xenofobo o minacciato addirittura di finire davanti alla giustizia. Perché invece non ammettere che vi sono problemi d’integrazione? Colui che nega o tabuizza questi problemi non li risolve. Anzi, al contrario, così facendo essi vengono soltanto accentuati. La base della democrazia è sempre la libertà d’espressione. Attualmente questa libertà d’espressione è minacciata a livello mondiale. Ad esempio dagli estremisti islamici che puntano sull’intimidazione violenta. Ma la libertà d’espressione può essere tutelata in modo credibile soltanto da colui che non fa parte di una coalizione moralistica che crea interi ambiti tabuizzati per soffocare dibattiti importanti. Per anni è stato così per gli abusi in materia d’asilo. Ancora oggi è cosi per la criminalità degli stranieri. È stato così nel caso degli abusi in materia di AI e, in parte, lo è ancora. È così nel caso della politica dell’indebitamento del settore pubblico. Ed è così per il finanziamento delle nostre assicurazioni sociali.

Si erigono tabù. Si emettono sentenze morali. Si nega la realtà.

Così non si va da nessuna parte. Occorre dire le cose come stanno. Occorre poter dire ciò che si pensa. È quanto dobbiamo alla nostra democrazia diretta. Ciò fa parte del senso della libertà del nostro Paese. E’ compito dell’UDC rivelare questa situazione. Senza avere riguardi. La realtà è sovente scomoda.

Perché siamo diventati così forti?

  1. Perché l’UDC ha difeso i suoi principi anche negli oscuri anni Novanta. Anche andando contro le tendenze di moda allora.
  2. Perché l’UDC voleva accertarsi della realtà.
  3. Perché in tal modo l’UDC è stata in grado di individuare e definire chiaramente i problemi.
  4. Perché l’UDC ha proposto soluzioni. Diverse dagli altri.
  5. L’UDC ha saputo diventare forte perché si è fondata sulla realtà, ha guardato in faccia ai problemi e ha difeso fermamente le proprie soluzioni anche nonostante tante inimicizie.

Siamo stati in grado di convincere il Consiglio federale e la maggioranza del Parlamento ad aderire almeno in parte alle nostre soluzioni. E, infine, quasi il settanta per cento del Popolo ha accettato la nuova legge sull’asilo. Uno sprazzo di luce!

Come potete vedere, ne vale la pena. Ci vuole tempo ma è pagante. E la cosa più importante è tenere duro. E continuare a difendere i nostri principi. Colui che imposta correttamente la sua bussola troverà la sua via. Perché vuole raggiungere un traguardo. E per raggiungerlo si è anche disposti a imboccare una via tutta in salita. Perché noi vogliamo raggiungere dei traguardi. Ed è per questo che ci mettiamo tutto il nostro impegno.

Signore e Signori, non capisco per quale motivo in seno all’UDC qua e là si stanno facendo largo autocompiacimento e smania di riconoscimento. Ciò mi preoccupa. Non dimenticate mai: meno pensate a voi stessi tanto più il cittadino penserà a voi!

Tenete duro. Restate fedeli ai nostri principi. E tutto andrà bene.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 21.10.2006