Professionisti qualificati per garantire la sopravvivenza dell’economia

Discorso del consigliere federale Christoph Blocher in occasione del 10° anniversario della "Rieter-Junior-Arena" 2006 a Winterthur.

Discorsi, DFGP, 06.11.2006. Vale il testo parlato. L’oratore si riserva il diritto di modificare il testo manoscritto.

Winterthur. In occasione del 10° anniversario della fabbrica Rieter, il consigliere federale Christoph Blocher ha ricordato la grande importanza che riveste una valida formazione professionale, grazie alla quale il marchio svizzero rappresenta precisione, alta professionalità e affidabilità. La formazione professionale, ha precisato Blocher, non concerne soltanto le imprese e gli apprendisti. In questo ambito anche la politica deve fare la sua parte.

1. Tra i migliori al mondo

Si dice che i professionisti svizzeri siano tra i migliori al mondo. Questo è quanto emerge ogni anno ai campionati degli apprendisti, in occasione dei quali i rappresentanti svizzeri giungono regolarmente ai primi posti. Un riconoscimento non solo per le persone premiate ma per tutta la categoria professionale che rappresentano. Non solo: queste vittorie dimostrano a noi e al mondo che la qualità svizzera è e rimane un marchio di garanzia. La croce svizzera rappresenta precisione, professionalità e affidabilità, qualità che sul mercato si possono far pagare qualche franco in più. Una politica questa, di importanza per la nostra economia caratterizzata da salari e costi elevati. Perchè soltanto la qualità ci può salvare dalla concorrenza che produce in massa prodotti a prezzi stracciati.

I professionisti svizzeri sono tra i migliori al mondo e la loro reputazione, che è andata forgiandosi nei secoli, è tuttora ottima negli ambiti più svariati. Da Paese piccolo e povero di risorse naturali, non potevamo fare altro che contraddistinguerci per la nostra bravura. Prendiamo l’esempio dei pasticcieri engadinesi, emigrati a centinaia nel nord Italia nel 1600. Erano famosi per il loro zelo, la loro ingegnosità e la loro maestria e in più disponevano di un vantaggio strategico: erano protestanti e quindi non dovevano sottostare ai severi dettami della Chiesa cattolica italiana, in particolare durante il periodo della quaresima. Non è dunque un caso che nel 1704 Venezia contasse 104 pasticcieri, di cui 95 engadinesi. Come si reagisce di fronte alla concorrenza? O la si batte o la si elimina. E, come potete immaginare, Venezia nel 1764 scelse di scacciare tutti gli artigiani grigionesi dalla città.

2. Tutte le porte aperte

Che cosa intendo dirvi con questo esempio tratto dalla storia? Innanzitutto che conoscere un mestiere significa avere le porte del mondo aperte. Perché significa disporre di una capacità, sia essa intellettuale o manuale, che porterete ovunque con voi. O per ritornare all’esempio dei pasticcieri engadinesi: le torte buone fanno gola a tutti, in Engadina come a Venezia. Vi è sempre qualcuno alla ricerca della particolarità, della specialità. E se lo specialista siete voi, avrete lavoro e successo assicurato. Se avete beneficiato di una buona formazione professionale in Svizzera, se la qualità svizzera anche per voi significa precisione, scrupolosità, affidabilità e zelo, avete tutte le porte aperte.

Non sto certo cercando di convincervi a lasciare la Svizzera. Voglio soltanto dirvi che se i professionisti svizzeri sono richiesti ovunque nel mondo, vuol dire che la formazione professionale non deve essere poi così malvagia. E chiunque possiede un’abilità manuale deve esserne orgoglioso, perché si tratta di un’abilità universale. Prendete ad esempio i giuristi, e ve lo posso dire per esperienza personale perché lo sono anch’io. Il loro know-how può essere sfruttato soltanto nel Paese di cui hanno studiato l’ordinamento giuridico.

In secondo luogo, l’esempio dei pasticcieri engadinesi dimostra che vi sono stati e vi saranno sempre tentativi di eliminare la concorrenza con metodi sleali. Chi però si concentra sui suoi punti forti e ne è cosciente non ha nulla da temere. È con questo atteggiamento sicuro che l’economia svizzera deve porsi sul mercato mondiale.

In terzo luogo l’esempio dimostra che la fama dei professionisti svizzeri è stata consolidata nel corso dei secoli. Ma purtroppo la reputazione costruita nel corso di secoli può essere rovinata nel giro di pochi giorni.
Abbiamo dunque tutti il dovere di preservare la nostra buona reputazione. Voi giovani professionisti, le aziende nell’offrire una buona formazione, le imprese nel continuare ad evolvere e a puntare sempre più in alto.

3. Formazione adeguata

Chi è responsabile della vostra formazione? Non lo Stato, ma le aziende, riunite nei rispettivi settori. Sono le aziende che organizzano la formazione, e per aziende si intendono di solito le numerose piccole e medie imprese. Queste imprese hanno tutto l’interesse ad insegnare agli apprendisti quello di cui hanno bisogno per lavorare. Le aziende vogliono una formazione orientata alla pratica che rispecchi la realtà lavorativa. Le aziende hanno bisogno di giovani professionisti abili, senza i quali neanche un’azienda produttiva può svolgere il suo lavoro. Per garantire una buona formazione professionale bisogna dunque soprattutto garantire che ciascun settore dell’economia possa organizzarla in base alle sue esigenze. E questa è una garanzia a cui deve provvedere il mondo politico.

Oggi siamo ospiti della fabbrica Rieter, un’azienda di successo operante in tutto il mondo, che produce macchinari altamente sofisticati. Se la Rieter può permettersi di produrre in un Paese come la Svizzera, dove i salari sono alti, è perché sa che la concorrenza, pur avendo prezzi più bassi, non può eguagliarla sulla qualità e la tecnica. A dimostrazione del fatto che quando il prodotto è buono, il cliente è disposto a pagare di più. La chiave del successo svizzero è la qualità. Puntare sulla semplice produzione di massa generalmente non ci rende concorrenziali.

4. Ognuno fa la sua parte

Ma per produrre qualità bisogna poter contare su collaboratori qualificati, a tutti i livelli. Come lo dice la parola stessa, il collaboratore collabora al successo dell’azienda. E anche voi fate la vostra parte.

Le imprese hanno pertanto il compito di mantenere alto il livello della formazione. E lo faranno. Soltanto così ci saranno i presupposti per la qualità.
Una buona formazione dipende però anche dai requisiti posti alle persone da formare. Requisiti che dovete soddisfare, che nessuno vi sconterà. Volontà e zelo non si imparano sui libri di scuola, ma dipendono soltanto da voi e dalla vostra motivazione.

Ma anche la politica deve dare il suo contributo. È nostro compito garantire che la Svizzera continui a produrre malgrado gli alti costi e gli alti salari. È nostro compito fare in modo che il Paese rimanga attrattivo anche per le grandi aziende. Per consentire alla Svizzera di affermarsi sul mercato mondiale, di rimanere concorrenziale. Per permettere anche a tanti fornitori locali di sopravvivere. Perché soltanto un’economia globalmente sana può garantire posti di lavoro e di apprendistato per tutti. E per voi questo è cruciale.

I giovani hanno bisogno di avere delle prospettive, di vedere che lavorare vale la pena, che l’impegno dà i suoi frutti e sono fermamente convinto che chi si impegna è premiato dal successo.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 06.11.2006