Confederazione e Cantoni definiscono i parametri per il riassetto del settore dell’asilo

Berna. I Cantoni e la Confederazione hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui illustrano come intendono riorganizzare il settore dell’asilo al fine di velocizzare considerevolmente le procedure. Approvata oggi in occasione della conferenza nazionale sull’asilo dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, da consiglieri di Stato di tutti i Cantoni e da rappresentanti delle Città e dei Comuni, la dichiarazione getta le basi per una revisione della legge sull’asilo finalizzata a definire la durata delle varie fasi procedurali e a ottimizzarne i processi. La Confederazione e i Cantoni si dicono disposti a creare i necessari presupposti.

Procedure d’asilo celeri e conformi ai principi dello Stato di diritto sono nell’interesse della popolazione, dei diretti interessati e delle autorità. Alla luce di tale considerazione, oggi i principali attori hanno convenuto un modello globale per il riassetto del settore dell’asilo. In occasione della conferenza nazionale sull’asilo, i rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, delle Città e dei Comuni hanno approvato il pertinente rapporto, completo di parametri guida. Il modello prevede di espletare il 60 per cento circa delle procedure d’asilo in centri federali e di ripartire sui Cantoni soltanto il 40 per cento dei richiedenti l’asilo. Ciò presuppone la creazione di centri federali in grado di accogliere un numero nettamente maggiore di richiedenti. Allo stesso tempo, ne risultano procedure più celeri perché tutte le persone coinvolte sono riunite in un unico luogo (richiedenti l’asilo, addetti alla procedura, rappresentanti legali, interpreti, consulenti per il ritorno). S’intendono inoltre ridurre i termini di ricorso della procedura ordinaria e, come misura accompagnatoria, il piano adottato prevede il diritto dei richiedenti l’asilo interessati a una consulenza giuridica gratuita e alla rappresentanza legale.

Cinque regioni procedurali con vari centri di 400 posti ciascuno

La dichiarazione congiunta stabilisce che, entro la fine del 2013, la Confederazione e i Cantoni dovranno definire una pianificazione globale del riassetto stabilendo l’ubicazione dei centri di procedura, di soggiorno e di partenza, nonché di quelli per i richiedenti recalcitranti. I partecipanti alla conferenza hanno preferito la variante che prevede cinque regioni con vari centri, ciascuno possibilmente di circa 400 posti, per una capacità ricettiva complessiva di 6000 posti di competenza federale. Per semplificare l’ottenimento dei permessi edilizi sarà esaminata una speciale procedura di approvazione dei piani presso la Confederazione.

Nella dichiarazione congiunta, la Confederazione e i Cantoni s’impegnano inoltre a mettere a disposizione, adeguandole alle eventuali fluttuazioni, le risorse necessarie all’espletamento dei compiti nel settore dell’asilo, in particolare per quanto riguarda l’alloggio, il personale e le finanze. I Cantoni cui sono affidati compiti speciali a livello di alloggio e di esecuzione degli allontanamenti ottengono una compensazione finanziaria o di altra natura, ad esempio assegnando loro un numero minore di richiedenti l’asilo. Inoltre i Cantoni predispongono in tempo utile i 500-700 posti di carcerazione amministrativa necessari per l’attuazione delle misure coercitive previste nel diritto in materia di stranieri.

Confederazione e Cantoni proseguono i lavori insieme

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia provvede quanto prima alle modifiche di legge necessarie al riassetto del settore dell’asilo. La pertinente consultazione dovrebbe essere avviata nella primavera dell’anno corrente.
I partecipanti hanno espresso il desiderio di mantenere l’approccio partecipativo, che finora ha dato buoni frutti. Pertanto, l’organizzazione progettuale congiunta di Confederazione e Cantoni (con il gruppo di lavoro Confederazione/Cantoni e il rispettivo comitato direttivo) continuerà ad accompagnare i lavori d’attuazione e a contribuire in particolare al chiarimento di questioni di fondo. L’Unione delle città svizzere e l’Associazione dei Comuni svizzeri, come anche le organizzazioni non statali operanti nel settore migratorio, saranno coinvolte nei prossimi lavori di attuazione riguardanti il riassetto del settore dell’asilo.

Ultima modifica 21.01.2013

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