Stilato il primo rapporto sul diritto a tutela dei minori e degli adulti

Berna. Mercoledì il Consiglio federale ha preso atto dello stato dei lavori di valutazione del nuovo diritto a tutela dei minori e degli adulti. Un rapporto esterno illustra le divergenze organizzative a livello cantonale e fornisce gli indicatori sulle prestazioni e i costi. Il Consiglio federale si pronuncerà sull’eventualità di legiferare entro la primavera del 2017.

Il Parlamento aveva incaricato il Consiglio federale di esaminare il diritto a tutela dei minori e degli adulti, in vigore dal 1° gennaio 2013. In un primo tempo s’intendono illustrare l’attuazione organizzativa e gli indicatori sulle prestazioni e i costi. Il rapporto esterno fornisce la base necessaria per farlo. In un secondo tempo il Consiglio federale identificherà gli eventuali punti deboli del nuovo diritto proponendo possibili soluzioni.

La normativa federale sull’organizzazione delle autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) è piuttosto elementare. Il rapporto esterno rileva quindi la diversità riscontrata nelle 147 APMA esistenti in tutta la Svizzera: non divergono soltanto i modelli scelti (giudice, autorità amministrativa cantonale o ente comunale), ma anche il coinvolgimento dei Comuni nelle decisioni delle APMA e l’attribuzione dei costi delle misure disposte.

Le raccomandazioni formulate nel rapporto sono modeste poiché, stando agli autori, il diritto a tutela dei minori e degli adulti è recente e quindi scarseggiano dati in merito ai costi e alle prestazioni. Gli autori ritengono pertanto che vari aspetti andrebbero approfonditi a maggiore distanza temporale dalla riforma. Al contempo raccomandano di non ostacolare il processo di ottimizzazione in corso con interventi mirati a breve termine e di concedere altro tempo alle autorità d’esecuzione cantonali per perfezionare i loro sistemi.

In un secondo tempo il Consiglio federale esaminerà a fondo le divergenze d’attuazione e le varie raccomandazioni formulate nel suddetto rapporto esterno, analizzando criticamente anche gli altri punti del nuovo diritto. Il rapporto del Consiglio federale indicherà segnatamente se occorre legiferare, con particolare attenzione alla possibile semplificazione della procedura, al coinvolgimento dei Comuni e al modo di procedere dell’APMA in determinate situazioni. S’intende in particolare rilevare se e in che modo sentire i nonni o altre persone vicine prima del collocamento extrafamiliare di un minore. L’adozione del rapporto da parte del Consiglio federale è prevista per il primo trimestre del 2017.

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Ultima modifica 04.05.2016

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