Nella nostra democrazia tutti sono importanti

Consigliera federale Simonetta Sommaruga. Vale il testo parlato.
Allocuzione della consigliera federale Simonetta Sommaruga davanti all’Assemblea federale in occasione della sua elezione a presidente della Confederazione 2015.

Onorevoli Presidenti e Consiglieri,


vi ringrazio di avermi eletta a Presidente della Confederazione. La vostra fiducia mi è preziosa. Grazie di cuore, quindi.

La Svizzera è un Paese piccolo con una grande tradizione democratica.

Il nostro Paese è da decenni un luogo di pace, di sicurezza sociale e di prosperità.

Il nostro Paese è simbolo di convivenza linguistica e culturale.

La Svizzera gode di stima internazionale per la sua tradizione umanitaria e il suo ruolo di mediatore nei conflitti.

Signore e Signori, assumere la carica di presidente della Confederazione è un onore per me – e una responsabilità.

Cosa ci attende l’anno prossimo, per quanto sia possibile anticiparlo?

Sullo scacchiere internazionale, non si ravvisano cambiamenti sostanziali a breve termine: le crisi nel Vicino Oriente e in Crimea dovrebbero perdurare. Nell’anno in corso, il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha profuso un impegno esemplare, e la Svizzera continuerà a impegnarsi in questo ambito nel quadro dell’OCSE anche nel 2015.

Su scala nazionale siamo alla soglia di un anno elettorale. Sappiamo cosa significa: a un’estate calda seguirà un autunno ancora più caldo.

Sarà inoltre un anno commemorativo: Morgarten, Marignano, Congresso di Vienna. Ricorderemo anche la fine della Seconda Guerra Mondiale, settant’anni fa.

Infine, sul piano politico, nel 2015 saranno all’ordine del giorno grandi riforme e importanti dossier preparati dal Consiglio federale:

  • la strategia energetica 2050;
  • la previdenza per la vecchiaia 2020;
  • l’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa e i negoziati in corso con l’UE;
  • il posizionamento della piazza finanziaria sullo sfondo degli sviluppi internazionali

– e potremmo citarne altri.

Signore e Signori, queste riforme rivestono la massima importanza per l’avvenire della Svizzera. Sorge quindi spontaneo chiedersi:

Di cosa abbiamo bisogno per riuscire ad avviare e attuare tali riforme?

Serve un Consiglio federale che non tema lo scontro per trovare soluzioni, conscio del fatto che non c’è concordanza senza compromessi.

Serve un Parlamento i cui membri sappiano venirsi incontro – anche quando farlo richiede forza perché gli schieramenti politici sembrano irrimediabilmente divisi.

E naturalmente servono i cittadini, in grado di farsi un’opinione su progetti sovente complessi. Questo significa che:
Nel nostro sistema politico tutti sono importanti.

Ogni cittadino, ogni cittadina è importante. In nessuno Stato del mondo i cittadini hanno il potere e la responsabilità che detengono in Svizzera.

È importante anche il parlamento – l’Assemblea federale e, alla luce del nostro federalismo, anche ciascun parlamento cantonale e comunale. Una democrazia senza parlamento è impensabile. Non c’è democrazia senza parlamento.
Come in ogni democrazia, sono importanti anche i nostri tribunali e i media.

La democrazia diretta non è, insomma, un assolo del governo, del parlamento o dei cittadini. La democrazia diretta è un concerto polivocale.

Abbiamo un complesso a sette voci, un’orchestra di 246 strumentisti e un coro con circa due milioni e mezzo di coristi.

Abbiamo innumerevoli regole volte a garantire il successo dell’esibizione. Ma c’è qualcosa di più importante delle regole: la nostra cultura politica.

La nostra cultura politica deve fondarsi sul rispetto di chi la pensa diversamente e poggiare su una convinzione condivisa: ossia che la disponibilità al compromesso è segno di forza – non di debolezza.

Signore e Signore, in veste di Presidente della Confederazione farò di tutto affinché il Consiglio federale viva questa cultura politica.

Mi rallegro anche della futura collaborazione con tutti voi presenti nella Sala del Parlamento. Nutro grande considerazione per il vostro operato perché so cosa significa fornire un lavoro professionale in un parlamento di milizia.

Non vedo l’ora di fare numerosi incontri con la nostra popolazione. Mi capita già di essere interpellata sulla democrazia diretta mentre vado in bus o faccio la spesa al mercato il sabato– ecco perché l’anno prossimo vorrei porre l’accento su questo tema e contribuire a mantenere nell’attualità la democrazia diretta anche nel 2015.

Signore e Signori, la nostra democrazia diretta e un sistema politico singolare e affascinante, che comporta grandi responsabilità.

Quindi: prendiamoci cura, tutti insieme, della nostra cultura politica.

Ultima modifica 03.12.2014

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