Allocuzione della presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga in occasione della giornata del malato 2015

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga. Vale il testo parlato.

Cari malati, cari familiari, amici e conoscenti di persone malate, caro personale curante

è già capitato a tutti noi o a qualcuno che conosciamo bene: tutto sembra andare per il verso giusto, finché un giorno viene diagnosticata una malattia grave a nostro padre, al nostro partner o a un nostro buon amico o conoscente – e all’improvviso la nostra vita esce dai binari, proiettandoci in una situazione di minaccia e incertezza.

Come comportarsi quando improvvisamente nulla è più come prima? Quando la paura e l’impotenza ci privano dei piaceri della vita e ci tolgono la gioia di vivere? Quando i nostri punti fermi sono messi a dura prova?

Purtroppo per situazioni come queste non ci sono ricette. Ognuno di noi deve trovare il proprio modo di affrontarle. Per quanto mi riguarda, sono convinta che sia importante potersi confidare con qualcuno – avere qualcuno con cui poter condividere paure e preoccupazioni, ma che nel contempo ci aiuti a capire la nuova realtà e a trovare risposte a domande per noi nuove e inconsuete.

Queste situazioni sono difficili anche per l’ambiente sociale del malato, in primo luogo per i familiari, ma anche per gli amici e i conoscenti. Anch’essi devono infatti affrontare la paura, la tristezza e l’incertezza. Senza contare poi che spesso assistono o prestano cure al malato. Situazioni del genere possono essere un pesante fardello per i familiari e gli amici dei malati, dato che spesso tendono a chiudersi e a trascurare se stessi. Non scordiamoci dunque di loro.

Spesso, però, non sappiamo bene come affrontare la malattia di una persona cara. Come mi devo comportare con lui? Posso parlargli della malattia? O è meglio se parliamo solo del più e del meno? Affrontare in modo diretto situazioni difficili come queste non è senz’altro facile, ma è sicuramente la cosa più giusta da fare.

Una malattia grave può però anche essere un’opportunità. Può permetterci di fare nuove esperienze o offrirci nuove prospettive, può rafforzare o approfondire i legami, può spingerci a vivere la vita con maggiore consapevolezza e attenzione per noi stessi e per il prossimo.

Per la giornata del malato desidero ringraziare tutti coloro che ogni giorno si impegnano nell’assistenza ai malati: il personale curante, i medici, i familiari e tutti quanti sono al fianco dei malati.

E a voi, cari malati, auguro di cuore di trovare la forza e la fiducia necessarie per affrontare questa prova.

Ultima modifica 01.03.2015

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