Il futuro del marchio Svizzera

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Berna. Una vera prospettiva per il futuro della “svizzerità” esiste soltanto se gli attori dell’economia si pronunciano per regole chiare che trovino il sostegno dei produttori e dei consumatori. È quanto ha affermato il consigliere federale Christoph Blocher all'assemblea generale di Swiss Label; egli ha inoltre pronosticato ancora per quest'anno l'avvio della consultazione in merito alla revisione di legge.

1. Il significato del marchio Svizzera

Il futuro del marchio Svizzera riguarda direttamente tutti noi in quanto Svizzeri e voi in particolare come membri di Swiss Label.

Ma in fondo non si tratta di un marchio in senso giuridico che rinvia alla provenienza commerciale. Si tratta di definire la provenienza geografica.

Il pubblico riconosce come “marchio Svizzera” la croce svizzera nonché le designazioni “Swiss”, “made in Switzerland” o “Swiss made”. Ne fanno parte anche segni figurativi che richiamano la Svizzera come il Cervino o Guglielmo Tell. La cosiddetta “svizzerità” è associata automaticamente con l’idea positiva di alta qualità, precisione e affidabilità. Questa idea positiva è il risultato dell’instancabile impegno pluridecennale dei nostri avi per la fabbricazione di prodotti di qualità.

Non sorprende dunque che i produttori utilizzino sempre più spesso la croce svizzera e “swiss made” come strumento di marketing. Si tratta pertanto di conservare con cura e difendere questo bene prezioso.

2. La protezione attuale

Occupiamoci dapprima della croce svizzera. È in bella mostra su barattoli di yogurt, tenaglie e pillole vitaminiche. Ciò è illegale, perché secondo la legge sulla protezione degli stemmi, la croce come indicazione dell’origine di un prodotto è vietata. È ammessa soltanto se lo scopo è meramente decorativo (esempio lampante: t-shirt per i mondiali di calcio; meno lampante: coltello da tasca).

Le imprese possono invece usare la croce svizzera per contrassegnare un servizio svizzero (esempio: SwissLife).

Le condizioni che regolano l’uso della designazione “Svizzera” sono definite soltanto in modo molto generale nella legge sulla protezione dei marchi. La provenienza di un prodotto è determinata secondo il luogo di fabbricazione o l’origine delle materie di base e delle componenti usate. Il Consiglio federale può concretizzare tali condizioni nell’interesse dell’economia o di un singolo settore. Finora lo ha fatto soltanto nell’ordinanza del 23 dicembre 1971 concernente l’utilizzazione della designazione “Svizzera” per gli orologi, dopo aver ponderato attentamente gli interessi a volte molto divergenti del settore orologiero. Con l’eccezione di quest’ordinanza, per quest’argomento ci si deve basare su una giurisdizione molto esigua secondo cui la quota svizzera deve ammontare almeno al 50 per cento dei costi totali di produzione e il processo di fabbricazione deve avvenire principalmente in Svizzera.

Il perseguimento penale compete ai Cantoni. In Svizzera, in caso di infrazioni alla legge sulla protezione degli stemmi, i Cantoni dovrebbero intervenire d’ufficio. Inoltre ognuno potrebbe sporgere denuncia. Per quanto concerne la designazione “Svizzera” le parti lese (solitamente i produttori svizzeri) e le associazioni di categoria o di tutela dei consumatori hanno la possibilità d’intentare azioni giudiziarie civili e penali, mentre l’utilizzazione abusiva per mestiere è anch’essa un reato che i Cantoni dovrebbero perseguire d’ufficio. Nonostante tali possibilità, in Svizzera gli abusi non vengono quasi mai perseguiti.

Non è chiaro se per stabilire la provenienza svizzera di un prodotto si possa tenere conto dei costi per la ricerca. Una questione di attualità, poiché anche ditte svizzere rinomate come Juvena, Mövenpick o Raichle utilizzano il marchio “Swiss”, pur avendo trasferito la quasi totalità della produzione all’estero. Anche all’estero non s’intentano quasi mai azioni giudiziarie, perché le cause comportano troppi rischi.

3. A che punto siamo oggi?

L’anno scorso alcuni postulati hanno trattato l’argomento dell’applicazione lacunosa della protezione dell’indicazione di origine svizzera. In adempimento delle richieste dei postulati, già a novembre scorso il Consiglio federale ha presentato un rapporto sulla protezione della designazione “Svizzera” e della croce svizzera. Nel suo rapporto il Consiglio federale analizza la situazione odierna e propone quattro misure concrete per una protezione più coerente.

  1. Va fatta maggior chiarezza con una revisione di legge. In futuro la croce svizzera dovrà essere permessa sui prodotti svizzeri. Per l’utilizzazione della designazione “Svizzera” dovranno inoltre essere formulati criteri più precisi.
  2. Il Consiglio federale segnala alle associazioni di categoria la sua disponibilità a elaborare, in caso d’interesse e di chiare iniziative in materia, una o più ordinanze che disciplinino l’uso della designazione “Svizzera” per settori economici specifici.
  3. Deve essere rafforzata la protezione della designazione “Svizzera” e della croce svizzera in Svizzera. In futuro, al momento in cui prenderà atto di un abuso, l’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale non potrà soltanto ammonire gli autori, bensì anche sporgere denuncia.
  4. La protezione all’estero deve essere rafforzata nella misura del possibile e dov’è opportuno. In caso di abusi l’Istituto potrà intervenire autonomamente o con l’aiuto delle associazioni di categoria interessate.

Attualmente l’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale sta lavorando intensamente alla revisione di legge proposta.

4. Cosa bisogna fare?

Indipendentemente dal fatto che alla fine saranno formulate regole più severe o più liberali: una vera prospettiva per il futuro della “svizzerità” esiste soltanto se gli attori dell’economia si pronunciano per regole chiare che trovino il sostegno dei produttori e dei consumatori. In tale contesto sostenere significa anche sfruttare gli strumenti giuridici a disposizione. È inoltre determinante continuare a tutelare e sviluppare il carattere della designazione “Svizzera“ e della croce svizzera in Svizzera e all’estero.

  1. Il Parlamento discuterà probabilmente il rapporto del Consiglio federale quest’estate.
  2. Per quanto riguarda il progetto di legge, il Consiglio federale deciderà probabilmente ancora prima della fine dell’anno in merito all’avvio della procedura di consultazione.
  3. Se dovessero esservi notevoli divergenze su punti centrali, il Consiglio federale deciderà in merito all’ulteriore modo di procedere nella prima metà del 2008. In caso contrario potrà elaborare un messaggio concernente la revisione della legge sulla protezione dei marchi e della legge sulla protezione degli stemmi.

Sta a voi decidere se con la balestra tendete a un posizionamento del segno di qualità “Svizzera plus” e se intendete definire condizioni più severe per la denominazione di origine “Svizzera”. Vi faccio i migliori auguri per questa sfida creativa.

Ultima modifica 19.06.2007

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