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Pubblicato il 12 agosto 2026

Iniziatiava popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno (Iniziativa per la democrazia)»

L’Iniziatiava popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno (Iniziativa per la democrazia)» chiede una procedura di naturalizzazione uniformata che rientri nella sfera di competenza della Confederazione. Il Consiglio federale respinge l’iniziativa in quanto interferisce massicciamente nelle competenze cantonali e ridurrebbe eccessivamente i requisiti di naturalizzazione.

Contenuto dell’iniziativa

Il 21 novembre 2024 è stata depositata l’Iniziativa popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno (Iniziativa per la democrazia)» con 104 569 firme valide. L’iniziativa chiede che i requisiti per la naturalizzazione siano uniformati e rientrino nella sfera di competenza della Confederazione. Ad avere diritto alla naturalizzazione ordinaria sarebbero gli stranieri che soddisfano i seguenti requisiti: risiedono legalmente in Svizzera da cinque anni, non sono stati condannati a una pena detentiva di lunga durata, non compromettono la sicurezza interna ed esterna della Svizzera e possiedono conoscenze di base di una lingua nazionale.

Scopo dell’iniziativa

L’iniziativa comporterebbe una riduzione dei requisiti attuali per la naturalizzazione ordinaria. Inoltre, la competenza definitiva in materia di procedura ordinaria di naturalizzazione, attualmente disciplinata a livello federale, cantonale e comunale verrebbe attribuita alla Confederazione. L’Iniziativa per la democrazia si prefigge dunque di eliminare le differenze tra i Cantoni e i Comuni e garantire una maggiore parità di trattamento.

Posizione del Consiglio federale

Il Consiglio federale ritiene che l'iniziativa sia eccessiva. Essa comporterebbe una riduzione dei requisiti per la naturalizzazione ordinaria: la durata del soggiorno in Svizzera richiesta passerebbe da dieci a cinque anni e non occorrerebbe più essere titolari di un permesso di domicilio. Potrebbero così farsi naturalizzare stranieri il cui soggiorno in Svizzera è meno duraturo e consolidato. Inoltre, verrebbero ridotti anche i requisiti in termini d’integrazione. Le condanne penali, ad eccezione delle pene detentive di lunga durata, non costituirebbero più un ostacolo alla naturalizzazione, così come la percezione di prestazioni dell’aiuto sociale e una scarsa reputazione finanziaria.

Il Consiglio federale ritiene, invece, che l’attuale cittadinanza a tre livelli e le competenze dei rispettivi livelli statali vadano mantenute, e ha chiesto pertanto al Parlamento di sottoporre l’iniziativa al voto popolare, senza proporre alcun controprogetto diretto o indiretto, e raccomandando di respingerla.

Eliminare gli ostacoli

Il Consiglio federale risconosce, tuttavia, l’importanza di una procedura di naturalizzazione più uniformata. Uno studio commissionato dal Consiglio degli Stati ha evidenziato i motivi che spingono alcune persone a non richiedere la cittadinanza, nonostante soddisfino gli attuali requisiti. Il Consiglio federale ha quindi invitato i Cantoni a esaminare congiuntamente le possibilità di semplificare e armonizzare la procedura di naturalizzazione. A marzo 2026 ha avuto luogo una conferenza con i rappresentanti dei Cantoni, delle grandi città e della Confederazione. In questa sede è stato presentato lo studio e si sono gettate le base per il rafforzamento della collaborazione futura. Lo scopo è eliminare gli ostacoli, nel rispetto della ripartizione delle competenze e basi legali esistenti, avvalendosi di approcci pratici efficaci.

Chi decide sulla naturalizzazione? Le competenze di Confederazione, Cantoni e Comuni

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