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Pubblicato il 13 ottobre 2017

Simonetta Sommaruga al Consiglio GAI: scambio d’informazioni per la lotta al terrorismo

L’incontro del Consiglio dei ministri della giustizia e degli affari interni (Consiglio GAI) degli Stati Schengen, tenutosi venerdì 13 ottobre in Lussemburgo, si è concentrato su temi inerenti alla sicurezza. I ministri hanno discusso le modalità per specificare maggiormente la procedura da rispettare in caso di reintroduzione provvisoria dei controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen. Quanto alla lotta al terrorismo, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha sottolineato l’importanza dello scambio d’informazioni tra le autorità di perseguimento penale e i servizi delle attività informative ai fini della lotta al terrorismo.

Allo scopo di preservare la sicurezza interna e l’ordine pubblico, numerosi Stati Schengen hanno annunciato di voler prolungare i controlli alle loro frontiere con determinati Paesi limitrofi all’interno dello spazio Schengen. I ministri hanno esaminato le misure proposte dalla Commissione europea per, da un lato, inserire tali controlli in un quadro normativo più chiaro e, dall’altro, prolungarne la durata.

Vista l’evoluzione della situazione in materia di sicurezza negli ultimi anni, la Svizzera ammette la possibilità di reintrodurre temporaneamente controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen, ma soltanto sulla base di criteri chiari, che devono essere fissati di comune accordo e rispettati. Questi controlli ostacolano la libera circolazione nello spazio Schengen e non possono costituire l’unica soluzione per garantire la sicurezza. La Svizzera si trova in una situazione particolare nello spazio Schengen, poiché non è parte dell’unione doganale europea. Svolge pertanto controlli doganali e quindi il Corpo delle guardie di confine è presente alla frontiera interna. In caso di sospetto possono essere controllate anche persone.

Ai fini della lotta al terrorismo, i ministri hanno discusso la necessità di rafforzare a livello europeo lo scambio d’informazioni tra i servizi delle attività informative raggruppate nel Counter Terrorism Group (CTG) ed Europol. Una tale cooperazione è ben rodata in Svizzera in seno al gruppo TETRA (TErrorist TRAcking), in particolare tra le autorità di perseguimento penale (fedpol e Ministero pubblico della Confederazione) e il Servizio delle attività informative della Confederazione.

Rilocazione dal Nord Africa

In occasione di un pranzo di lavoro, i ministri hanno discusso le nuove proposte della Commissione europea sulla migrazione tese a offrire alternative valide, sicure e legali alle persone bisognose di protezione. Le proposte mirano in particolare a consentire la rilocazione di rifugiati riconosciuti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) anche dall’Africa verso l’Europa. Questo meccanismo permette di garantire a persone particolarmente vulnerabili di raggiungere in modo sicuro l’Europa. Nell’ambito del programma di rilocazione, la Svizzera accoglie già rifugiati che si trovano nei Paesi limitrofi della Siria. È inoltre disposta a valutare le possibilità di accogliere, nel quadro legale vigente, persone bloccate in Libia.

La consigliera federale Sommaruga ha anche osservato che la rilocazione costituisce solo uno degli elementi per gestire la situazione migratoria attuale. Oltre a persone bisognose di protezione e vulnerabili, al momento giungono negli Stati dell’Africa settentrionale molti migranti in cerca di lavoro. La Consigliera federale ha sottolineato che l’Europa deve intensificare il suo impegno in questa regione. Inoltre, i problemi migratori in Libia possono essere risolti soltanto rendendo più stabile la situazione politica del Paese.

Servizio di comunicazione del DFGP

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