Attuazione nel diritto svizzero della direttiva dell’UE sulle armi

L’attuazione nel diritto svizzero della direttiva dell’UE sulle armi è stata accettata alle urne il 19 maggio 2019 con il 63,7% di voti favorevoli.

Risultati ufficiali provvisori


  • Partecipazione: 43,9%
  • Totale: 2'356'013
  • Sì: 1'501'485 (63,7%)
  • No: 854'528 (36,3%)

La consigliera federale Keller-Sutter sul Sì alla nuova legge sulle armi: "Rimaniamo fedeli alla nostra politica consolidata, di cui siamo profondamente convinti: ci impegniamo a favore della protezione e della sicurezza della popolazione in Svizzera, senza mettere in questione la tradizione del tiro."


Sotto trovate le informazioni sull’attuazione nel diritto svizzero della direttiva dell’UE sulle armi che il DFGP aveva messo in rete prima della votazione del 19 maggio 2019.

Video esplicativo

Dichiarazione per la TV

La Consigliera federale Simonetta Sommaruga

Conferenza stampa del 14 febbraio 2019

Intervista, 10vor10, 29.03.2019

Questo documento non è disponibile in italiano.

Di che cosa si tratta?

La legislazione svizzera sulle armi – alla stregua di quella dell’UE – ha l’obiettivo di prevenire l’abuso di armi. All’occorrenza occorre però adeguarla per restare al passo con le esigenze del momento. L’Unione europea ha avviato la revisione della sua direttiva sulle armi adottandola nel 2017. La Svizzera, associata alla rete di Stati Schengen e Dublino, intende trasporre nel diritto nazionale questa modifica della direttiva UE. La legge modificata prevede l’obbligo di contrassegnare tutte le parti essenziali di un’arma, permettendo alla polizia di identificarne la provenienza con maggiore facilità.
Inoltre migliora lo scambio di informazioni con gli altri Stati Schengen, ad esempio in merito alle persone cui per motivi di sicurezza è stato vietato l’acquisto di un’arma. È anche previsto qualche adeguamento riguardo all’autorizzazione di armi semiautomatiche dotate di grandi caricatori, che permettono di sparare a raffica senza dover ricaricare.

In quanto associata alla rete Schengen, la Svizzera ha potuto partecipare alla revisione parziale della direttiva sulle armi impedendo in tal modo normative più severe. Pertanto la tradizione svizzera in materia di tiro non è assolutamente a rischio:

  • anche in futuro i fucili d’assalto potranno essere tenuti dopo il servizio militare;
  • anche in futuro nello sport di tiro potranno essere usate armi semiautomatiche dotate di un grande caricatore, come ad esempio il fucile d’assalto;
  • anche in futuro non saranno necessari test medici o psicologici;
  • non è previsto un registro centrale delle armi;
  • i cacciatori potranno usare le proprie armi come finora.

La «Comunità d'interesse tiro svizzera» ha lanciato il referendum contro l’attuazione della direttiva dell’UE sulle armi. La votazione avrà luogo il 19 maggio 2019.

È molto probabile che un No alla revisione parziale metterebbe automaticamente fine alla collaborazione con la rete degli Stati Schengen e Dublino.

Il parere del Consiglio federale e del Parlamento

Per il Consiglio federale e il Parlamento è dunque chiaro: la revisione parziale apporta miglioramenti nella prevenzione dell’abuso delle armi e mere modifiche amministrative per una parte dei tiratori. Non pregiudica la nostra tradizione in materia di tiro. E assicura la cooperazione con gli Stati Schengen e Dublino. Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano pertanto di votare Sì alla revisione parziale del diritto svizzero sulle armi.

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Schengen/Dublino

Ultima modifica 07.06.2019

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