Legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese
Le grandi imprese svizzere sono tenute a rispettare i diritti umani e l’ambiente. Al contempo devono restare competitive in Svizzera e all’estero. La nuova legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI) si baserà sulle rilevanti norme internazionali e creerà maggiore protezione e certezza giuridica per garantire una gestione sostenibile delle imprese. Nella seduta del 1° aprile 2026 il Consiglio federale ha avviato la relativa procedura di consultazione.
Conferenza stampa del 2 aprile 2026
Comunicato del 2 aprile 2026
Le grandi imprese svizzere sono tenute a rispettare i diritti umani e l’ambiente. Al contempo devono restare competitive in Svizzera e all’estero. La nuova legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI) si baserà sulle rilevanti norme internazionali e creerà maggiore protezione e certezza giuridica per garantire una gestione sostenibile delle imprese. Nella seduta del 1° aprile 2026 il Consiglio federale ha avviato la relativa procedura di consultazione. Con la nuova legge federale intende presentare un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare sulla gestione sostenibile delle imprese, iniziativa che respinge.
Situazione di partenza
Il 29 novembre 2020 il Popolo svizzero ha votato in merito all’iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente», la cosiddetta «Iniziativa per imprese responsabili». L’iniziativa è stata accolta dalla maggioranza della popolazione, ma non dalla maggioranza dei Cantoni, motivo per cui è stata respinta.
Nel maggio 2025 i promotori dell’iniziativa di allora e altri sostenitori hanno lanciato una nuova iniziativa popolare: «Per grandi imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente» o «Iniziativa per imprese responsabili 2.0». Questa chiede in particolare che le grandi imprese:
- adempiano a estesi obblighi di diligenza lungo l’intera catena del valore,
- allestiscano un piano climatico vincolante,
- assumano la responsabilità per danni causati all’estero dalle loro filiali, e
- siano assoggettate a una sorveglianza da parte di un’autorità statale con competenze sanzionatorie.
In parallelo al lancio dell’iniziativa popolare sono cambiate le condizioni quadro internazionali. In particolare, negli ultimi anni l’Unione europea (UE) ha emanato ampie prescrizioni sulla gestione sostenibile delle imprese. A fine febbraio 2026 ha licenziato la cosiddetta direttiva Omnibus, che semplifica le prescrizioni dell’UE ed elimina ostacoli burocratici per le imprese. Per la Svizzera questo sviluppo è particolarmente importante, in quanto l’UE è il nostro principale partner commerciale. Numerose imprese svizzere sono toccate direttamente o indirettamente da queste prescrizioni.
Il 21 marzo 2025, ossia prima del lancio della nuova iniziativa popolare, il Consiglio federale ha deciso di adeguare il diritto svizzero in materia di gestione sostenibile delle imprese agli sviluppi internazionali, in particolare a quelli dell’UE.
Nel settembre 2025 l’Esecutivo ha deciso di raccomandare di respingere l’iniziativa e di presentare un controprogetto indiretto, che ritiene consenta di adeguarsi meglio al contesto internazionale.
La legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI)
La LGSI riprende le regole consolidate di protezione dell’essere umano e dell’ambiente, orientandosi però alle norme internazionali rilevanti, in particolare alle vigenti disposizioni dell’UE. Ciò è importante per le imprese svizzere al fine di preservarne la competitività.
La nuova legge prevede che in futuro le grandi imprese svizzere dovranno adempiere a specifici obblighi di diligenza in materia di diritti umani e dell’ambiente. In concreto dovranno identificare sistematicamente i rischi e adottare le misure necessarie. Questa regolamentazione interesserà circa 30 grandi imprese. Attualmente questi obblighi di diligenza sono applicabili esclusivamente alle imprese che presentano dei rischi nei settori sensibili del lavoro minorile e dei minerali originari di zone di conflitto.
Il Consiglio federale intende mantenere l’obbligo di presentare una relazione, per cui le imprese svizzere continueranno a dover riferire in merito ai rischi nei settori dell’ambiente, delle questioni sociali – comprese quelle in materia di personale – e dei diritti umani nonché della lotta alla corruzione e dei provvedimenti adottati per contrastarla. La nuova legge si applicherà tuttavia soltanto alle grandi imprese, ossia a circa 100 invece che alle attuali 200. Esse dovranno però fare verificare le loro relazioni da un’impresa di revisione esterna.
Al fine di garantire l’adempimento degli obblighi di diligenza e di presentare una relazione nei settori dei diritti umani e dell’ambiente, le imprese in questione saranno oggetto di un controllo da parte di un’autorità nazionale di sorveglianza. Il Consiglio federale propone di affidare questo compito all’Autorità federale di sorveglianza dei revisori (ASR).
Secondo il diritto vigente, un’impresa che a causa di una mancanza di diligenza nel quadro della sua attività cagiona un danno a qualcuno è responsabile in virtù delle disposizioni generali sulla responsabilità del Codice delle obbligazioni. Al fine di creare certezza giuridica e aumentare la protezione delle persone interessate, il Consiglio federale intende disciplinare esplicitamente nella LGSI la questione della responsabilità delle società madri svizzere. Per consentire una discussione il più possibile ampia, il Consiglio federale propone due varianti.
