Divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Votazione popolare del 9 febbraio 2020
Partecipazione: 41,69 %
Totale: 2 241 395
Sì: 1 414 160 (63,1 %)
No: 827 235 (36,9 %)
Sotto trovate le informazioni sul divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale che il DFGP aveva messo in rete prima della votazione del 9 febbraio 2020.
Il Consiglio federale e il Parlamento ritengono che nessuno debba essere discriminato a causa della sua omo-, etero- o bisessualità. L’estensione della norma penale antirazzismo rafforza la protezione contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale. La libertà di espressione non ne risulta violata.
Divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale: di cosa si tratta?
La Costituzione federale sancisce che nessuno può essere discriminato, in particolare a causa del suo modo di vita. Ciononostante, accade spesso che persone siano aggredite verbalmente o fisicamente perché sono omo- o bisessuali. Inoltre, al giorno d’oggi le incitazioni all’odio raggiungono velocemente decine di migliaia di persone grazie a Internet e alle reti sociali. Pertanto, il Parlamento ritiene che attualmente la protezione delle persone contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale sia insufficiente.
Maggiore protezione contro la discriminazione
L’estensione della norma penale consentirà di proteggere anche le persone discriminate a causa della loro omo-, etero- o bisessualità. Sono vietati dichiarazioni o atti pubblici che ledono la dignità umana di una persona o di un gruppo di persone e che creano in tal modo un clima di odio e mettono in pericolo la convivenza pacifica nella società. È punibile anche chi rifiuta a qualcuno un servizio destinato al pubblico a causa del suo orientamento sessuale.
La libertà di espressione è garantita
La manifestazione di opinioni obiettive rimane possibile, anche quando sono formulate in modo provocatorio o esagerato. Inoltre, la norma penale non si applica a dichiarazioni o atti nell’ambito della cerchia familiare o degli amici. La libertà di espressione non sarà pregiudicata, in quanto sarà vietato unicamente discreditare pubblicamente persone o gruppi a causa del loro orientamento sessuale. Non bisogna abusare della libertà di espressione per fomentare l’odio e diffondere incitamenti discriminatori.
Fondamentale per la società
La nostra democrazia si fonda sul rispetto reciproco tra le persone. La discriminazione mette in pericolo la convivenza pacifica e non è accettabile in una società liberale e tollerante. Proprio per questo la votazione su questo progetto rappresenta un segnale importante per i diritti fondamentali in Svizzera.
Referendum contro il divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale
L’Unione Democratica Federale UDF, i Giovani UDC e altri gruppi hanno chiesto il referendum contro il divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale.
Il 9 maggio 2019 la Cancelleria federale ha comunicato che il referendum è riuscito (comunicato stampa). Il 9 ottobre 2019 il Consiglio federale ha fissato per il 9 febbraio 2020 la votazione popolare sulla modifica del Codice penale e del Codice penale militare (comunicato stampa).
Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di accettare il divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale.
Il Consiglio federale e il Parlamento ritengono che nessuno debba essere discriminato a causa della sua omo-, etero- o bisessualità. È uno dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione federale. L’estensione del diritto penale rafforza la protezione contro la discriminazione. La libertà di espressione non ne risulta violata.
Domande e risposte
Accade spesso che persone siano aggredite verbalmente o fisicamente a causa del loro orientamento sessuale. Internet e le reti sociali aggravano ulteriormente il problema: dichiarazioni d’odio e insulti raggiungono migliaia di persone in brevissimo tempo.
Soprattutto quando vengono, ad esempio, insultati, denigrati o discriminati «gli omosessuali» come gruppo, gli interessati non hanno sufficienti possibilità di difendersi. Attualmente non è vietato affermare cose come: «I gay sono dei pervertiti». Sebbene il diritto penale e quello civile offrano una certa protezione contro le lesioni della personalità e dell’onore, tale tutela vale unicamente per i singoli. La nuova regolamentazione permetterebbe di proteggere anche i gruppi.
Per «orientamento sessuale» si intende l’attrazione sentimentale e sessuale verso un’altra persona. Il concetto riguarda quindi lesbiche, gay, bi- ed eterosessuali. Per la maggior parte delle persone l’orientamento sessuale è un aspetto centrale della loro personalità.
L’espressione non comprende né le pratiche sessuali né il comportamento. La nuova norma non protegge in nessun caso i pedofili. Non vi rientra nemmeno il concetto di identità sessuale, che definisce il senso di appartenenza a uno o più sessi.
La Costituzione federale vieta le discriminazioni in generale (art. 8 cpv. 2 Cost.) – in particolare a causa di caratteristiche fisiche come la razza, il sesso, l’età o menomazioni, ma anche a causa dell’origine, della lingua o del modo di vita.
Considerate le realtà sociali, il Parlamento ha deciso di rendere esplicitamente punibile, oltre alla discriminazione a causa della razza, dell’etnia o della religione, anche quella basata sull’orientamento sessuale.
La libertà di espressione è fondamentale per uno Stato libero e in Svizzera è garantita dalla Costituzione. Essa non è però illimitata e va praticata in modo responsabile. La manifestazione di opinioni obiettive rimarrà ovviamente possibile, anche quando sono formulate in modo provocatorio o esagerato. Sarà vietato solo ciò che lede la dignità umana. Chi si mantiene entro i limiti del rispetto non rischia sanzioni.
L’esperienza maturata finora con la vigente norma penale antirazzismo dimostra che i giudici attribuiscono notevole importanza alla libertà di espressione.
La citazione in pubblico di passi della Bibbia può rivelarsi problematico al massimo quando i passaggi vengono estrapolati dal loro contesto e usati a fini discriminatori. La Bibbia non va usata per incitare all’odio o alla discriminazione contro persone a causa del loro orientamento sessuale. È compito dei giudici valutare le circostanze concrete e applicare la legge. Anche in questo caso vale l’assunto: chi si mantiene entro i limiti del rispetto non rischia sanzioni.
Il rifiuto di una prestazione destinata al pubblico, fondato esclusivamente dall’orientamento sessuale e senza altri motivi oggettivi, sarà sanzionato dalla nuova norma penale. Si noti, tuttavia, che non esiste alcun diritto a stipulare un contratto. La libertà contrattuale permette essenzialmente a chiunque di concludere un contratto con una controparte a sua scelta, senza dover motivare la decisione.
Il Consiglio federale dà visibilità alle esigenze delle persone non binarie
A causa della loro identità di genere, le persone non binarie si trovano ad affrontare numerose difficoltà nella vita quotidiana. È quanto emerge da un rapporto elaborato dal Consiglio federale su incarico del Consiglio nazionale adottato nella seduta del 26 novembre 2025. L’Esecutivo vuole migliorare la situazione delle persone non binarie e ha già adottato diverse misure a tal fine.
13 dicembre 2024
Il Consiglio federale intende vietare i simboli nazisti nello spazio pubblico
In futuro non sarà più possibile utilizzare pubblicamente simboli nazionalsocialisti. Chi viola il divieto sarà punito con una multa. Questo è quanto propone il Consiglio federale, che nella seduta del 13 dicembre 2024 ha avviato la consultazione relativa a una nuova legge speciale. In una seconda tappa estenderà il divieto ad altri simboli estremisti.
15 dicembre 2022
Rapporto sul divieto di simboli nazionalsocialisti e razzisti
In un rapporto del 15 dicembre 2022, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) illustra il quadro legislativo vigente in merito all'uso punibile e non punibile di simboli nazionalsocialisti e razzisti. Il rapporto, commissionato dalla consigliera federale Keller-Sutter, riporta anche valutazioni degli operatori del settore sulla necessità di intervenire e discute i vantaggi e gli svantaggi delle opzioni legali per eventualmente vietare l'uso di tali simboli.
22 giugno 2022
Mancano le basi per rilevare i dati sulla discriminazione di persone LGBTI mancano le basi
Le analisi quantitative non sono idonee per rilevare dati relativi alla discriminazione basata sull’orientamento o l’identità sessuali. Il fenomeno dovrebbe dapprima essere esaminato con una ricerca qualitativa. A questa conclusione giunge il Consiglio federale in un rapporto adottato durante la seduta del 22 giugno 2022. Mediante diverse misure intende però migliorare i dati attualmente disponibili nel quadro della sua Strategia per uno sviluppo sostenibile (SSS) 2030.
3 aprile 2020
Il divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale entra in vigore il 1° luglio
A partire dal 1° luglio 2020 sarà punito chiunque discrimina una persona in base all’orientamento sessuale. Nella seduta del 3 aprile 2020, il Consiglio federale ha posto in vigore per tale data le relative modifiche del Codice penale e del Codice penale militare. Nella votazione popolare del 9 febbraio 2020, l’elettorato svizzero ha chiaramente confermato la decisione del Parlamento di estendere la norma penale antirazzismo.
29 gennaio 2020
«Non tolleriamo l’odio e l’incitamento alla discriminazione»
Intervista, 29 gennaio 2020: ArcInfo; Daniel Froz et Patrick Turuvani
24 gennaio 2020
Trasmissione "Arena": votazione sul divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Intervista, 24 gennaio 2020: SRF1, Arena; Sandro Brotz
13 gennaio 2020
Forum della RTS. Intervista con Karin Keller-Sutter
Intervista, 14 gennaio 2020: RTS, Forum; Petro Bugnon, Muriel Ballaman